Fasul’ e pistidd’

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Fasul’ e pistidd’, ossia fagioli e castagne, è un piatto della tradizione lagonegrese; era il piatto caldo da consumare riuniti tutti insieme dinanzi allo scoppiettio del fuoco dopo una giornata di duro lavoro nei campi.

Dal disciplinare di Alsia Basilicata conferito all’associazione Culturale A Castagna Ra Critica di Lagonegro (PZ):

I fagioli venivano coltivati nell’orto, le castagne, raccolte in autunno, venivano essiccate o conservate fresche nelle ciarle di terracotta. Li si metteva a cuocere di buon ora nella pignatta in un angolo del camino, a “lu cuosto ru l’ fuoco”.
È’ un piatto unico con il giusto equilibrio di carboidrati e proteine.
Il gusto del piatto è ricco, corposo, e si abbina piacevolmente a un buon bicchiere di vino rosso.

Ingredienti:

300 gr di fagioli secchi
300 gr di castagne secche
Qualche rametto di nepeta o poche foglie di alloro
Olio evo
Sale

I fagioli e le castagne ben spellate vanno messe in ammollo, la sera precedente, in acqua. Io li metto a mollo separatamente, e nei fagioli aggiungo sempre la mia brava alga kombu.
Per il piatto di oggi ho utilizzato i fagioli “munachedda” di Sarconi, caratterizzati dal bicolore bianco/ocra e castagne del posto sgusciate e congelate fresche da mia mamma.

Il mattino successivo, dopo averli sciacquati si mettono a cucinare a fuoco basso in un recipiente di terracotta, coperto, con sufficiente acqua, avendo cura di frapporre la retina spargifiamma e si lasciano andare.

Dopo circa 1 ora si aggiungono l’olio evo, la nepitella, il sale, e si continua la cottura per un’ora circa facendo addensare il liquido della zuppa.
Io invece ho spento il fornello, ho avvolto la pentola, ben chiusa, con un canovaccio e ho lasciato continuare la cottura “senza fuoco”.

Si serve con accompagnamento di fettine di pane tostato e, a piacere, peperoncino piccante (o peperoncino dolce di Senise) soffritto nell’olio di oliva, come si dice qui “spritt”.
È un piatto vegano per natura e vi scalderà il cuore ☺️

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