“Parmigiano” fruttariano o formaggella raw?

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Per condire un bel piatto di ravioli crudisti al pomodoro direi che una spolverata di parmigiano fruttariano ci sta troppo bene.
Ecco una ricetta recuperata sul web e leggermente modificata dalla sottoscritta.
La dose di parmigiano che otterrete vi durerà almeno 2 mesi se la conserverete in un barattolo di vetro chiuso ermeticamente e tenuto in frigo.

Ingredienti:
100 gr di noci del Brasile
100 gr di anacardi
2/3 fettine di aglio secco
1 pizzico di pepe
1 pizzico di sale rosa dell’Himalaya

Frullate tutti gli ingredienti insieme nel vostro mixer e voilà! Ecco il vostro parmigiano crudista! Ovviamente quando lo utilizzate non eccedete, sono sì grassi insaturi, vitamine, proteine e sali minerali, ma non mangerete solo questo nel vostro pasto.
Se lo volete meno raw ma più “formaggioso” aggiungete un cucchiaio di lievito alimentare a scaglie.

Variante per la formaggella raw

Se durante la fase in cui frullate gli ingredienti aggiungerete anche 1-2 cucchiai di olio di girasole (spremuto a freddo), l’impasto tenderà a formare una palla, voi continuate a frullare e poi sistematelo in un piccolo contenitore schiacciandolo bene.
Lo terrete in frigo per qualche ora. Sformatelo in un piattino, e quello che avrete ottenuto sarà una formaggella raw “stagionata” dal sapore deciso.
Io la servo accompagnate da spezie ayurvediche in cui sono contenuti anche dei piccoli petali di fiore giallo.

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Ravioli di sedano rapa al pomodoro

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Oggi voglio inserire qualche ricetta per gli amici crudisti.
Da Ottobre ho scoperto quanto siano gustose le verdure crude preparate in un certo modo e vi assicuro che il mio amico Andrea non aveva riconosciuto questi ravioli crudisti e continuava, durante la cena, a chiedermi come avessi fatto l’impasto! E’ un piatto fresco, nutriente ed equilibrato che lascerà stupiti i vostri ospiti.

Ingredienti:

Per i ravioli
1 sedano rapa
2/3 limoni

Per il ripieno:
10 noci
3 cucchiai di semi di girasole
2-3 fettine di aglio essiccato
acqua q.b.
sale
pepe
qualche granello di pepe rosa macinato
1 cucchiaio di olio evo (il vecchio olio extravergine di oliva)

Per la salsa:
2 pomodori grandi maturi
2 pomodori secchi tritati precedentemente ammollati
1 pizzico di sale dell’Himalaya
2/3 cucchiai di olio evo
pepe
Basilico fresco

Procedimento:

Affettate il sedano rapa con un affetta verdure mandolina in modo da ottenere fette sottili e mettetele a marinare con il succo dei limoni per qualche ora, meglio se tutto il pomeriggio. I ravioli potete realizzarli anche con zucchine o cetrioli, se vi aggrada, ma vi assicuro che la neutralità del sedano rapa è veramente perfetta.
Mettete in ammollo i semi di girasole in una tazza di acqua per almeno 3 ore. Trascorso questo tempo, scolate i semi e frullateli con le noci, le fettine di aglio essiccato, un cucchiaio di olio di oliva (o di semi di girasole se desiderate un sapore delicato), un pizzico di sale, una bella macinata di pepe e qualche bacca di pepe rosa (potete anche omettere quest’ultimo, ma se invece lo aggiungerete avrete un sapore unico!).
L’acqua è da aggiungere nel mixer poco per volta, fino ad ottenere un impasto denso e cremoso; non ve ne occorrerà molta perché i semi erano stati precedentemente ammollati.

Per preparare la salsa di pomodoro, avrete fatto ammollare per una mezz’oretta i due pomodori secchi che le andranno a conferire un sapore più deciso.
Frullate i pomodori maturi insieme ai pomodori secchi sino ad ottenere dei pezzetti non troppo piccoli, per intendersi tipo una salsa rustica. Salate, pepate, e travasate la salsa in un colino per farle perdere l’acqua di vegetazione che il sale tirerà fuori dal pomodoro.

Nel frattempo sgocciolate le fettine di sedano rapa (conservate sempre la marinata per condire la vostra insalata quotidiana) e asciugatele con della carta assorbente.
Mettete un po’ del ripieno al centro della fettina (mettetene un bel po’, ma che non scappi dai bordi, cercate di ottenere un raviolo perfetto) piegatela su se stessa e adagiatela in un vassoio. Continuate così finché non avrete ottenuto almeno 10 ravioli a testa.
Versare la salsa rustica di pomodoro, che avevate messo a sgocciolare, in una scodella, unite 2/3 cucchiai di olio evo (non abbondate mi raccomando, altrimenti il piatto non sarà equilibrato come grassi) e un bel po’ di basilico sminuzzato a mano.
Condite i ravioli con la salsa e spolverate con del parmigiano fruttariano.
Il sapore dei ravioli sarà fantastico e vi sazierà.

Se volete seguire un’alimentazione sana ed equilibrata, questo sarà il vostro piatto unico dopo aver mangiato una bella insalatona verde con aggiunta di cubetti di mango fresco.
Contiene infatti carboidrati, grassi insaturi, vitamine e proteine della frutta oleosa e ancora vitamine ed enzimi vivi regalateci dai pomodori e dal sedano rapa, per non parlare dei sali minerali.
E non vi stupite se a fine pasto vi sentirete leggeri e felici!
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Cuori di Kore (capresine)

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A grande richiesta della shiatsuka Mariarosaria, innamorata di questo dolce, oggi inserisco la ricetta della caprese vegan.
La caprese è il mio dolce preferito, e sono felice di aver elaborato una ricetta che permette di ottenerne una vegana veramente deliziosa! E poi, senza burro né uova, è certamente più salutare anche per i non vegani.
Provatela, e sappiatemi dire!

Ingredienti: dose per 12 cuori

75gr di cacao amaro (io scelgo quello del commercio equo e solidale non potassato che è buonissimo)
100 gr di olio di semi di girasole deodorato 
280 gr di farina di mandorle bio (oppure 180 gr di scarto di mandorle da latte di mandorla, o di riso da latte di riso, +100 gr di farina di mandorle)
350 ml di latte di riso o di mandorle
75 gr circa di farina di riso integrale per addensare
140 gr di zucchero mascobado o 6-8 cucchiai di melassa
1 cucchiaino di vaniglia pura raw
1 pizzico di sale dell’Himalaya o grezzo

Questa è una ricetta in cui si riutilizzano gli scarti del latte di mandorla e di riso che avete appena fatto. Se non li avete, va benissimo la farina di mandorle per una quantità di 280 grammi.
Io metto gli ingredienti tutti insieme, eccetto la farina di riso, che aggiungo lentamente per dosare la quantità; dovete ottenere un impasto non troppo liquido.
Sbatto tutto con la frusta, a mano, poi travaso l’impasto in uno stampo di silicone a cuori, e per questa quantità me ne vengono 12, ma potete usare qualsiasi stampo, basta che ricordiate che la caprese è un dolce basso, deve essere non più di 3 cm di altezza, meglio 2.

Per la cottura, nel fornetto bastano 25 min a 170 gradi, un po’ di più se mettete l’impasto in un’unica teglia. Non alzate la temperatura altrimenti l’olio contenuto friggerà e non otterrete la vostra caprese.
A cottura ultimata (fate la prova con uno stecchino che deve essere bello asciutto) i cuori avranno una crosticina croccante fuori ma saranno morbidi dentro.
Buona merenda!

Note: Se optate per la melassa, tenete conto che gli conferisce un sapore di affumicato che non a tutti può piacere, ma che grazie agli enzimi che contiene li fa lievitare un po’ ed avranno una forma leggermente bombata.
Il latte di mandorla invece, usato al posto di quello di riso, gli darà un gusto più mandorlato che meno ricorderà la caprese.

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Una delizia per vegani: il formaggio vegetale (ricruda)

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Questa prima ricetta la dedico alla mia amica Gaia, che come me impazzisce per i formaggi ed ha scelto di essere vegana.

Ingredienti per il latte di mandorla:
100 gr di mandorle sgusciate e private della pellicina dopo averle ammollate per una notte
4 datteri morbidi per dolcificare il latte (o ammollati in acqua per mezz’ora)
2 litri di acqua pura naturale

Ingredienti per la ricotta:
Okara ben strizzato, ottenuto dal latte di mandorla
Sale dell’Himalaya
pepe
pepe rosa
2 cucchiai di Olio di semi di girasole
2 cucchiai di acqua

Per fare il latte di mandorla io uso le mandorle sgusciate, meglio se spaccate da me quando me le regalano! E le tengo in ammollo una notte, dimodochè la pellicina si toglie poi facilmente.
Dopo aver frullato le mandorle con lo strumento per fare il latte vegetale (io uso chufamix) in due volte, aggiungendo ogni volta 2 datteri e 1 litro di acqua, ed aver ottenuto 2 litri di ottimo latte, utilizzo l’okara ben strizzato rimasto.
Se volete ottenere una ricottina più saporita preparate solo un litro di latte di mandorla.

Mettete l’okara in un piccolo frullatore, aggiungere sale e pepe q.b., olio di girasole (io uso quello spremuto a freddo) e se piace pepe rosa o altre spezie profumate, anche aglio secco se volete, personalmente io non lo metto, preferisco ottenere una ricottina più delicata. Aggiungete acqua se vedete che è troppo asciutto.
Frullate a più riprese, tirando giù dai lati del mixer l’okara che tende a salire, in modo da ottenere una crema morbida e vellutata. Inseritela in un contenitore per ricotta, schiacciando bene, appoggiatela in un piatto e poi in frigo per qualche ora. Se avrete ben schiacciato l’okara, non vi saranno residui acquosi nel piatto.
Con questa dose di mandorle otterrete una ricottina di circa 100gr.

Potete cospargerla di spezie a piacere o mangiarla così al naturale, oppure spalmata su Crackers di riso o Crackers crudisti (a presto la ricetta!)
Non temete per i residui dei datteri che avrete usato per dolcificare il latte, il loro sapore dolce non si percepirà, conferirà soltanto grazia alla ricottina.
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Il giorno di Pasqua di questo 2015 l’atleta LucaRawVeg Bortolameotti l’ha ribattezzata “ricruda” e devo dire che mi piace molto come nome! Grazie Luca 😉

Per variare, ogni tanto potete farle infornate, ossia le capovolgete su una teglia da forno, le irrorate di olio evo e delle spezie che preferite,( io maggiorana, curcuma, peperone dolce di Senise, pepe..) e le infornate a 140 gradi, finché non si forma una gradevole crosticina.
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