Coccole integrali

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Come accompagnare il vostro formaggio vegetale? Su cosa possiamo spalmarlo e gustarlo al meglio?
La mia idea sono le coccole integrali, facili da fare, veloci, e sfiziose. Adattissime a un rientro affamato da mare, accompagnatele con una ricca insalata verde condita con limone. Vi assicuro che saranno molto gradite.

Ingredienti: per 2 persone

100 gr di farina integrale biologica
1 pizzico di sale dell’Himalaya
1 cucchiaino di lievito bio secco
Un po’ di acqua tiepida
1 cucchiaino di malto o di melassa
Olio di semi di girasole per friggere

Versate la farina in una ciotola e aggiungete il pizzico di sale.
Diluire il lievito in un po’ di acqua tiepida, insieme a 1 cucchiaino di miele. Far sciogliere bene ed aggiungere alla farina. Iniziare ad impastare ed aggiungere l’acqua sufficiente a formare un panellino, incidere e far riposare coperto, al calduccio per una mezz’oretta, il tempo di farvi la doccia 😉

Se volete usare il vostro lievito madre, ricordatevi di impastare la sera prima e per 100 gr di farina saranno sufficienti 25 gr di lm.

Scaldate abbondante olio in un pentolino alto, staccate dei pezzetti dall’impasto, dategli una forma irregolare pizzicandoli, e buttateli nell’olio. A contatto con il calore si gonfieranno ancora di più. Girate le vostre coccole e mettetele a scolare su dei fogli di carta assorbente.
Servite tiepide con il formaggio raw e l’insalata fresca verde, o anche con dei pomodori maturi e succosi.

Se preferite cuocere le coccole in forno potete farlo, ma dovete preparare l’impasto dalla mattina e farlo lievitare due volte: la prima come impasto, e la seconda una volta che avrete staccato i pezzi ponendoli in una teglia coperta da carta da forno, dove riposeranno per almeno un’ora. Cuocete a 150 gradi per 30-40 min.
Otterrete delle piccole pitte, ossia panini vuoti all’interno, adattissime ad essere farcite con il formaggio raw, ma anche con tofu o seitan.
Buona serata di coccole… 🙂

Clafoutis mandorlato

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Il clafoutis: dolce al cucchiaio buonissimo sia tiepido che freddo, ma detto tra noi, quell’odore di uovo che aveva.. mi ha sempre disturbato.
Oggi ho provato a farlo vegan, e devo dire che non è venuto niente male!

Ingredienti: per una terrina di 20 cm di lunghezza, adatta x 2 persone

200 gr di ciliegie
250 ml di latte di mandorle
2 cucchiai di farina di mandorle
1 cucchiaio di farina di riso
1/2 cucchiaino di vaniglia raw
2 cucchiai di zucchero integrale di canna
1 cucchiaio di zucchero mascobado per caramellare la superficie
Granella o sfoglie di mandorla
1 pizzico di sale dell’Himalaya

Mescolate le due farine insieme.
Sbattete un po’ il latte di mandorla con la vaniglia, lo zucchero e il pizzico di sale, e aggiungetelo alla farina di riso piano piano, girando con una frusta e facendo amalgamare bene. Lasciate riposare l’impasto 15 min.
Intanto accendete il forno a 180 gradi e snocciolate le ciliegie.
Ungete con un po’ di olio di semi di girasole una pirofila piccola e disponetevi le mezze ciliegie in modo che non si veda nemmeno uno spazio vuoto. Rimestate il composto e versatelo delicatamente sulle ciliegie, affogandole bene, perché durante la cottura si ritirerà.
A metà cottura, quando il latte si sarà un po’ addensato, cospargete la superficie con zucchero mascobado e le sfoglie di mandorla.
Fate cuocere per circa 45 minuti.
Mangiato tiepido è molto buono, freddo è un ottimo dessert estivo.

È un clafoutis delicatissimo e dolce a cui dovrete resistere con la forza! 🙂

Gelato raw Cioccocherries

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Se siete amanti del gelato e assaggiate il gelato raw, troverete poi quello industriale, anche il più biologico e genuino, completamente insapore!
Provate a farlo, è semplicissimo, non serve la gelatiera, basta avere in casa un frullatore che trita anche il ghiaccio.

3/4 banane mature tagliate a fettine e messe in freezer la sera prima
1 tazza di ciliegie ben mature e private del nocciolo
3/4 datteri morbidi o rinvenuti in acqua, denocciolati
1 cucchiaio di cacao raw
50 ml di latte di mandorla (auto prodotto)
Per decorare: cacao nibs, scaglie di cocco o frutta

Le banane congelate sono la base neutra di ogni vostro gelato raw, a cui aggiungere la frutta fresca che preferite.
Per questo gusto ho scelto le ciliegie, ma potrete variare con la frutta di stagione e creare il vostro.

Mettete le ciliegie e il mezzo bicchiere di latte di mandorla nel frullatore e date il via. Una volta creata la base di frutta fresca aggiungete le banane che avrete fatto scongelare per 2-3 minuti, e il cucchiaio di cacao raw.
In genere questi frullatori hanno un tamper, un accessorio con cui spingere la frutta congelata verso il basso, e voi usatelo per agevolare il lavoro del frullatore. Frullate finché non lo vedete trasformarsi in gelato color cacao.

A questo punto gettatevi dentro i datteri tagliati a pezzetti e frullate 3 secondi affinché il dattero si riduca in pezzettini piccoli piacevolissimi da masticare mentre vi godrete i vostri cucchiai di gelato raw.

Versate in un contenitore di vetro e guarnite con cacao nibs o con scaglie di cocco, o ancora con la vostra frutta sciroppata (rigorosamente home made) preferita. Personalmente al gusto cioccocherries amo aggiungere un topping di amarene sciroppate fatte da me.
Saranno più di uno i sensi che godranno di questa meraviglia fatta solo con prodotti crudi.. in primis la vostra vista, e poi..
Beh? Che aspettate?! State ancora leggendo la ricetta? Correte a mettere le fettine di banana in freezer e fatemi sapere cosa vi diranno le vostre papille gustative quando si incontreranno con il gelato raw!

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Brownies alla cannabis energetica

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La cannabis sativa è una pianta meravigliosa che fornisce all’essere umano fibre tessili, carta, combustibile, e soprattutto proteine nobili per la sua alimentazione. Inoltre vi ricordo che la farina di canapa non contiene glutine, ha pochissimi carboidrati, ed è ricca di omega 3 e omega 6. Insomma, meglio del pesce, che lasciamo nuotare felicemente in acqua.

L’Italia è stata a lungo il secondo produttore mondiale, prima che la Marijuana Tax Act del 1937 la mettesse al bando negli USA, e di conseguenza, nel resto del mondo.
Dal 2002 in Italia è stata consentita la coltivazione industriale di canapa, purché certificata e con contenuto trascurabile di THC.
La farina biologica che ho utilizzato in questa ricetta è ovviamente estratta da canapa di questa varietà e conferisce ai miei brownies un gradevole sapore di noci con retrogusto e profumo inebriante di cannabis. Provare per credere!

Ingredienti per una teglia di 20 cm per lato:

250 ml di latte di riso autoprodotto
1 cucchiaino di vaniglia raw
1 cucchiaino di Maca
1 cucchiaino di sale dell’Himalaya
50 gr di farina di ceci
100 gr di okara di riso integrale (potete sostituire con 50 gr di farina di riso)
100 gr di farina di canapa bio
100 gr di zucchero mascobado
90 gr di olio di cocco (sostituibile con 100 gr di olio di semi di girasole)
50 grammi di cacao amaro
semi di canapa decorticati
cacao nibs q.b.
1 cucchiaio raso di polvere lievitante biologica
7/9 datteri denocciolati e tagliati a pezzetti

Tra gli ingredienti trovate l’okara di riso che è il residuo del latte di riso integrale che mi auto produco, ma se utilizzate latte di riso comprato, potrete sostituire l’okara con 50 gr di farina di riso.
Non vi consiglio di sostituire il latte di riso con quello di soia, perché quest’ultimo tende a rendere gommosi i dolci cotti.
La maca è un super cibo da usare in piccole quantità, che ho voluto inserire nella ricetta per rendere i miei brownies più energetici, e perché no, anche afrodisiaci.
Il cacao amaro che consiglio sempre di usare è quello del commercio equo e solidale, lo trovo più saporito e profumato di quello del supermercato.

Fate sciogliere a bagnomaria l’olio di cocco, oppure potete metterlo al sole se è estate, l’olio di cocco infatti solidifica ad una temperatura inferiore ai 24 gradi, e se in casa vostra state belli freschi lo troverete sicuramente in forma solida. Se non avete in casa l’olio di cocco, potete sostituirlo con quello di semi di girasole: il vostro dolce avrà un sapore meno esotico ma verrà ugualmente morbido.

Mescolate insieme tutti gli ingredienti (escluso i datteri, i nibs di cacao e i semi di canapa) e sbattete con le fruste. I datteri, fatti a pezzettini con delle forbici da cucina, li aggiungerete alla fine.

Versate in una teglia antiaderente (io uso sempre uno stampo a cuore in silicone che è diventato il mio preferito), cospargete con i semi di canapa che doneranno una piacevole croccantezza e sapore di nocciola, e aggiungete qualche cacao nibs qua e là.
Fate cuocere a 180 gradi per 25-30 minuti, sarà pronto quando la superficie avrà un aspetto asciutto e un po’ crepato.
Lasciate raffreddare bene il dolce nella teglia e poi tagliatelo a quadrati.
Se avrete rispettato le dosi otterrete dei brownies di 3 cm di altezza, l’ideale per un morso senza sensi di colpa.
Potete conservarli qualche giorno in un recipiente a chiusura ermetica perché non si asciughino, sempre che ve ne restino!

Variante: se utilizzerete il latte di mandorla anziché quello di riso, otterrete dei brownies più nutrienti e più soffici.
Potrete servirli accompagnati da un bicchiere di latte di mandorla o di canapa (meglio sempre se autoprodotto 😉 )

Note:
Attenzione, quando inizierete a mangiarli non riuscirete a fermarvi più!

.. felice inebriamento dei sensi..!

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Spaghetti di zucchine con salsa all’avocado

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Non amo la pasta, ma amo terribilmente questi croccanti noodles di zucchine, scoperti durante i miei esperimenti di cucina crudista.
Per realizzarli è necessario lo spiralix che troverete su siti on line a meno di 30€.

Ingredienti per 4 persone:

2 zucchine grandi
1 zucchina piccola e tenera
1 avocado
1 lime (o limone)
Basilico fresco
Menta fresca
2 cucchiai di olio evo
Sale grosso dell’Himalaya
sale fino dell’Himalaya
pepe
1/2 cucchiaino di cumino
1/2 cucchiaino di coriandolo
Cipolla fresca di Tropea, se vi è gradita
Semi di sesamo

Passate le zucchine grandi allo spiralix e ottenete i vostri spaghetti. Metteteli in uno scola pasta e spolverateli con un pizzico di sale grosso: servirà a fargli perdere un po’ di acqua di vegetazione e a renderli più morbidi; se invece come a me vi piace la croccantezza della zucchina, potete evitare questo passaggio.
Mentre gli spaghetti riposano nello scolapasta per una mezz’oretta, in un mortaio (perfetto per questa operazione è il suribachi con surikogi) pestate i semi di coriandolo e il cumino fino a ridurli in polvere.

Frullate il vostro avocado con le spezie appena macinate e il succo di lime; se non avete il lime, sostituitelo pure con il limone, otterrete una salsa meno aromatica. Versate la salsa in una ciotolina e aggiungete della cipolla di Tropea tagliata a dadini.
A parte frullate la zucchina con la menta e l’olio. Mescolate insieme le due salse e aggiustate di sale (poco) e pepe.
Ponete gli spaghetti di zucchine in una pirofila dopo averli accuratamente scossi dai chicchi di sale non sciolto, conditeli con la salsa verde ottenuta, e decorate con una spolverata di semi di sesamo e del basilico sminuzzato a mano.

Variante:
Potrete sostituire il sesamo con una manciata di pinoli che con il basilico ci stanno benissimo!

Sentirete tutto il gusto e la vitalità della zucchina cruda, la scioglievole cremosità dell’avocado, e assumerete enzimi e vitamine che faranno sorridere il vostro stomaco 🙂

Enjoy it! And feel alive!

La cecìna in vari abiti

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Da quando mi sono disintossicata dalle patatine fritte, quelle industriali in busta per capirci, la cecìna è diventata la mia “droga buona”.
Ricette per farla ne trovate a iosa sul web, ma io qui vorrei trascrivere la mia, anche perché ne avete bisogno per fare il vostro tamagoyaki da inserire nel sushi vegan che vi ho postato.

Ingredienti per una teglia da fornetto (23 cm):

100 gr di farina di ceci
Acqua q.b. (300 ml, ossia 1:3, è la dose ideale)
2 cucchiaini di curcuma
1 pizzico di sale dell’Himalaya
Pepe macinato al momento
Spezie etniche
6 cucchiai di olio evo

Mettete la farina di ceci (io uso quella biologica tanto il prezzo differisce in pochissimo da quella del supermercato) in una terrina, aggiungere acqua e iniziare a rimestare con una frusta. Continuate ad aggiungere acqua finché non otterrete la consistenza dell’uovo sbattuto, dunque abbastanza liquida. Aggiungete la curcuma per dare alla cecìna un bel colore giallo solare, una macinata di sale, una di pepe, e un pizzico di spezie (io uso il mix etnico della Sonnentor che trovo nei negozi bio).
Far riposare un po’ affinché la farina incorpori l’acqua.
La tradizione livornese, e anche quella siciliana, vuole che il tempo di riposo sia dalle 3 alle 8 ore. Io, in genere, poiché decido di farla sempre all’ultimo momento, attendo circa mezz’ora e viene lo stesso buonissima.

Versate 6 cucchiai di olio evo in una teglia da fornetto e trasferitevi la farinata. Lo spessore che dovrete ottenere deve essere tra i 5 e i 7 mm, non di più, sennò vi viene troppo alta e non si cuoce bene.
Girate con un mestolo di legno in modo che l’olio si emulsioni perfettamente con il composto, e infornate a 200 gradi per 20-30 minuti.

La cecìna sarà cotta quando ne sentirete il profumo, e i bordi, diventati color terra di Siena, tenderanno a staccarsi dalla teglia.
Sfornate, fateci sopra una bella macinata di pepe, tagliate direttamente in teglia a quadrotti e servite calda.
Potete anche utilizzarla per farcire delle pitte integrali preparati da voi, oppure come nachos per la salsa guacamole (a presto la ricetta) o semplicemente mangiarla così, come secondo piatto.
Provate anche a spruzzarci sopra del limone come fanno in Sicilia per le panelle, l’agro del limone vi sgrasserà la bocca dall’olio che nella cecìna originale (la mia è un po’ più lights) è contenuto in discreta quantità.

Con lo stesso procedimento, potete preparare delle ottime frittate di cecìnache niente hanno da invidiare alla frittata classica!
Fate appassire la vostra verdura preferita in padella (zucchine, cipolle, erbette selvatiche, patate lesse..) e quando è cotta versateci dentro la farinata e coprite con un coperchio. Ovviamente in questo caso lo spessore della frittata sarà di almeno 2/3 cm. Fate rapprendere bene e con attenzione giratela, cuocendo l’altro lato. Deve formare una bella crosticina croccante per essere cotta internamente.

tamagoyaki di cecìna

Per preparare il tamagoyaki, che nella cucina giapponese è una omelette di uovo stratificata, poiché lo vogliamo vegano, utilizziamo appunto la cecìna.
Il procedimento è quello base, solo che invece che cuocere in forno viene cotta in padella come un omelette e ripiegata più volte su se stessa, in cottura, con una tecnica che di seguito vi spiegherò. Su you tube, in ogni caso, trovate i video tutorial per cuocere il tamagoyaki.
Ungete una padella con 1-2 cucchiai di olio (purtroppo la cecìna per cuocere ne ha necessità, altrimenti si attacca anche alle padelle antiaderenti perché non ha la consistenza di una frittata) e quando si è scaldato versate un mestolo di farinata. Fate cuocere bene e quando vedete che inizia a compattarsi ma che è ancora umida, con una paletta per fritti, iniziate ad arrotolare la vostra omelette su se stessa. In una padella di medie dimensioni (20 cm di diametro) vi occorreranno almeno 3 movimenti, e tenete questa specie di involtino schiacciato lì nella padella, appoggiato ad un lato della stessa. Esistono delle padelle rettangolari apposta per il tamagoyaki, ma vi assicuro che potete riuscirci anche con una di forma circolare.
A questo punto versate un altro po’ di olio sulla superficie della padella rimasta scoperta, e ancora un mestolo di farinata, alzando il vostro involtino perché vi vada sotto. Attendete che l’omelette cuocia e ripete la procedura, stavolta in senso contrario, iniziando cioè a girare l’involtino sulla omelette. Girate e girate ancora in modo che il vostro involtino sia avvolto dalla omelette e cresca in altezza.
Ripetete finché non avrete terminato la farinata, oppure finché non avrete ottenuto un involtino schiacciato di circa 5 cm di altezza.
Una volta raffreddato lo potete tagliare a striscioline dal lato più corto e utilizzarlo per farcire il vostro sushi vegano, ponendolo su un letto di mayovegan e coprendolo con delle fettine di guacamole. Una squisitezza!

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Tartufi al cacao raw

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Un dolcetto raw ancora non lo avevo inserito, eccovi dei tartufi super energetici al gusto di cocco e cacao.
Se non amate il cocco potete anche ometterlo, l’impasto è dato da datteri e farina di mandorle.

Ingredienti x circa 30 tartufi:

100 g di farina di mandorle
12 datteri privati del nocciolo morbidi, o altrimenti fatti rinvenire in acqua tiepida
60 g di cacao in polvere raw
1\2 cucchiaino di vaniglia raw
3 cucchiai di sciroppo di agave (potete anche ometterlo e affidarvi al dolce naturale dei datteri)
100 gr di granella di cocco

per decorare: caco nibs, granella di cocco, polvere di cacao raw, semi di canapa decorticati, granella di pistacchio.

procedimento:

inserite tutti ingredienti nel mixer e frullate fino ad ottenere un composto morbido. Formate delle palline con le mani e passatele nella polvere di cacao o nella granella di frutta secca. Disponeteli in un piatto e poneteli in frigorifero per qualche ora prima di servirli.
Conservati in un barattolo di vetro a chiusura ermetica durano qualche mese, ma vi assicuro che una volta servito il vassoio, nel barattolo non ve ne andrà neanche uno!
Ricordate che sono molto energetici, e magari potrete utilizzarli come “droga” durante i vostri sforzi agonistici.

Varianti:

Potrete frullare la farina di mandorle con i datteri per avere una base neutra e aggiungere della scorzette di limone grattugiato per dargli grazia. Otterrete così un dolcetto simile a quelli di marzapane ma assolutamente senza zuccheri, se non quelli dei datteri.

Io mentre faccio le palline vi inserisco all’interno un chicco di frutta secca come cranberry, uvetta o bacche di goji, in modo da sorprendere i miei ospiti.