Crêpes per forza

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Crêpes salate a base di farina di legumi, io oggi le ho fatte di piselli ma potete farle di farina di ceci, di lenticchie… La farina di piselli è molto proteica, 25 gr di proteine per 100 gr, 60 gr di carboidrati e 26 gr di fibre, adatta agli sportivi. Quella di lupino ha ben 39 gr di proteine e 20 gr di carboidrati, ma il suo sapore leggermente amaro potrebbe non piacervi, tutto sta nel provare!

Le ho farcite con funghi misti saltati in padella e un goccio di panna vegetale che potete tranquillamente omettere per farle più light, non solo, potete farcirle di spinaci, di formaggio veg, spalmarle di paté di funghi, di carciofi…! Sono un’ottima base per farle come più vi aggrada. Sono molto gustose e piacciono anche ai bimbi. Sono gluten free e ideali per restare in forma.

P.S. Non dovrei dirlo, ma essendo la base neutra, potete utilizzarla anche per crêpes dolci…😋

Andiamo con:

100 gr di farina di piselli (o altro legume)

Acqua q.b.

Pizzico di sale

Pizzico di pepe

Mezzo cucchiaino di curcuma

170 gr di funghi misti surgelati

1 cucchiaino d’olio

1 spicchio di aglio schiacciato

Preparate l’impasto qualche ora prima così la farina di legumi rigonfierà meglio e verrano più buone. La quantità di acqua è quella necessaria ad avere la consistenza di una crêpes, più consistente di un uovo sbattuto, per intendersi. L’acqua la aggiungete gradatamente usando una frusta e aggiungendo un pizzico di sale.

Lasciate riposare e preparate il ripieno.

Fate cuocere i funghi in una base di acqua+olio con lo spicchiò di aglio, che rimuoverete a fine cottura,e un pizzico di sale. Aggiungete la panna vegetale se vi piace e spegnete il fuoco.

Fate scaldare un padellino antiaderente, versate un mestolo di impasto, fate cuocere da un lato coprendo con un coperchio (così si gonfia) e giratelo. Vi verranno circa 4 omelettes in un padellino di 18 cm.

Farcite l’omelette e servite. Io ho decorato con germogli di alfa-alfa e pomodorini freschi.

Bon appétit!

Coccole integrali

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Come accompagnare il vostro formaggio vegetale? Su cosa possiamo spalmarlo e gustarlo al meglio?
La mia idea sono le coccole integrali, facili da fare, veloci, e sfiziose. Adattissime a un rientro affamato da mare, accompagnatele con una ricca insalata verde condita con limone. Vi assicuro che saranno molto gradite.

Ingredienti: per 2 persone

100 gr di farina integrale biologica
1 pizzico di sale dell’Himalaya
1 cucchiaino di lievito bio secco
Un po’ di acqua tiepida
1 cucchiaino di malto o di melassa
Olio di semi di girasole per friggere

Versate la farina in una ciotola e aggiungete il pizzico di sale.
Diluire il lievito in un po’ di acqua tiepida, insieme a 1 cucchiaino di miele. Far sciogliere bene ed aggiungere alla farina. Iniziare ad impastare ed aggiungere l’acqua sufficiente a formare un panellino, incidere e far riposare coperto, al calduccio per una mezz’oretta, il tempo di farvi la doccia 😉

Se volete usare il vostro lievito madre, ricordatevi di impastare la sera prima e per 100 gr di farina saranno sufficienti 25 gr di lm.

Scaldate abbondante olio in un pentolino alto, staccate dei pezzetti dall’impasto, dategli una forma irregolare pizzicandoli, e buttateli nell’olio. A contatto con il calore si gonfieranno ancora di più. Girate le vostre coccole e mettetele a scolare su dei fogli di carta assorbente.
Servite tiepide con il formaggio raw e l’insalata fresca verde, o anche con dei pomodori maturi e succosi.

Se preferite cuocere le coccole in forno potete farlo, ma dovete preparare l’impasto dalla mattina e farlo lievitare due volte: la prima come impasto, e la seconda una volta che avrete staccato i pezzi ponendoli in una teglia coperta da carta da forno, dove riposeranno per almeno un’ora. Cuocete a 150 gradi per 30-40 min.
Otterrete delle piccole pitte, ossia panini vuoti all’interno, adattissime ad essere farcite con il formaggio raw, ma anche con tofu o seitan.
Buona serata di coccole… 🙂

Clafoutis mandorlato

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Il clafoutis: dolce al cucchiaio buonissimo sia tiepido che freddo, ma detto tra noi, quell’odore di uovo che aveva.. mi ha sempre disturbato.
Oggi ho provato a farlo vegan, e devo dire che non è venuto niente male!

Ingredienti: per una terrina di 20 cm di lunghezza, adatta x 2 persone

200 gr di ciliegie
250 ml di latte di mandorle
2 cucchiai di farina di mandorle
1 cucchiaio di farina di riso
1/2 cucchiaino di vaniglia raw
2 cucchiai di zucchero integrale di canna
1 cucchiaio di zucchero mascobado per caramellare la superficie
Granella o sfoglie di mandorla
1 pizzico di sale dell’Himalaya

Mescolate le due farine insieme.
Sbattete un po’ il latte di mandorla con la vaniglia, lo zucchero e il pizzico di sale, e aggiungetelo alla farina di riso piano piano, girando con una frusta e facendo amalgamare bene. Lasciate riposare l’impasto 15 min.
Intanto accendete il forno a 180 gradi e snocciolate le ciliegie.
Ungete con un po’ di olio di semi di girasole una pirofila piccola e disponetevi le mezze ciliegie in modo che non si veda nemmeno uno spazio vuoto. Rimestate il composto e versatelo delicatamente sulle ciliegie, affogandole bene, perché durante la cottura si ritirerà.
A metà cottura, quando il latte si sarà un po’ addensato, cospargete la superficie con zucchero mascobado e le sfoglie di mandorla.
Fate cuocere per circa 45 minuti.
Mangiato tiepido è molto buono, freddo è un ottimo dessert estivo.

È un clafoutis delicatissimo e dolce a cui dovrete resistere con la forza! 🙂

Gelato raw Cioccocherries

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Se siete amanti del gelato e assaggiate il gelato raw, troverete poi quello industriale, anche il più biologico e genuino, completamente insapore!
Provate a farlo, è semplicissimo, non serve la gelatiera, basta avere in casa un frullatore che trita anche il ghiaccio.

3/4 banane mature tagliate a fettine e messe in freezer la sera prima
1 tazza di ciliegie ben mature e private del nocciolo
3/4 datteri morbidi o rinvenuti in acqua, denocciolati
1 cucchiaio di cacao raw
50 ml di latte di mandorla (auto prodotto)
Per decorare: cacao nibs, scaglie di cocco o frutta

Le banane congelate sono la base neutra di ogni vostro gelato raw, a cui aggiungere la frutta fresca che preferite.
Per questo gusto ho scelto le ciliegie, ma potrete variare con la frutta di stagione e creare il vostro.

Mettete le ciliegie e il mezzo bicchiere di latte di mandorla nel frullatore e date il via. Una volta creata la base di frutta fresca aggiungete le banane che avrete fatto scongelare per 2-3 minuti, e il cucchiaio di cacao raw.
In genere questi frullatori hanno un tamper, un accessorio con cui spingere la frutta congelata verso il basso, e voi usatelo per agevolare il lavoro del frullatore. Frullate finché non lo vedete trasformarsi in gelato color cacao.

A questo punto gettatevi dentro i datteri tagliati a pezzetti e frullate 3 secondi affinché il dattero si riduca in pezzettini piccoli piacevolissimi da masticare mentre vi godrete i vostri cucchiai di gelato raw.

Versate in un contenitore di vetro e guarnite con cacao nibs o con scaglie di cocco, o ancora con la vostra frutta sciroppata (rigorosamente home made) preferita. Personalmente al gusto cioccocherries amo aggiungere un topping di amarene sciroppate fatte da me.
Saranno più di uno i sensi che godranno di questa meraviglia fatta solo con prodotti crudi.. in primis la vostra vista, e poi..
Beh? Che aspettate?! State ancora leggendo la ricetta? Correte a mettere le fettine di banana in freezer e fatemi sapere cosa vi diranno le vostre papille gustative quando si incontreranno con il gelato raw!

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Brownies alla cannabis energetica

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La cannabis sativa è una pianta meravigliosa che fornisce all’essere umano fibre tessili, carta, combustibile, e soprattutto proteine nobili per la sua alimentazione. Inoltre vi ricordo che la farina di canapa non contiene glutine, ha pochissimi carboidrati, ed è ricca di omega 3 e omega 6. Insomma, meglio del pesce, che lasciamo nuotare felicemente in acqua.

L’Italia è stata a lungo il secondo produttore mondiale, prima che la Marijuana Tax Act del 1937 la mettesse al bando negli USA, e di conseguenza, nel resto del mondo.
Dal 2002 in Italia è stata consentita la coltivazione industriale di canapa, purché certificata e con contenuto trascurabile di THC.
La farina biologica che ho utilizzato in questa ricetta è ovviamente estratta da canapa di questa varietà e conferisce ai miei brownies un gradevole sapore di noci con retrogusto e profumo inebriante di cannabis. Provare per credere!

Ingredienti per una teglia di 20 cm per lato:

250 ml di latte di riso autoprodotto
1 cucchiaino di vaniglia raw
1 cucchiaino di Maca
1 cucchiaino di sale dell’Himalaya
50 gr di farina di ceci
100 gr di okara di riso integrale (potete sostituire con 50 gr di farina di riso)
100 gr di farina di canapa bio
100 gr di zucchero mascobado
90 gr di olio di cocco (sostituibile con 100 gr di olio di semi di girasole)
50 grammi di cacao amaro
semi di canapa decorticati
cacao nibs q.b.
1 cucchiaio raso di polvere lievitante biologica
7/9 datteri denocciolati e tagliati a pezzetti

Tra gli ingredienti trovate l’okara di riso che è il residuo del latte di riso integrale che mi auto produco, ma se utilizzate latte di riso comprato, potrete sostituire l’okara con 50 gr di farina di riso.
Non vi consiglio di sostituire il latte di riso con quello di soia, perché quest’ultimo tende a rendere gommosi i dolci cotti.
La maca è un super cibo da usare in piccole quantità, che ho voluto inserire nella ricetta per rendere i miei brownies più energetici, e perché no, anche afrodisiaci.
Il cacao amaro che consiglio sempre di usare è quello del commercio equo e solidale, lo trovo più saporito e profumato di quello del supermercato.

Fate sciogliere a bagnomaria l’olio di cocco, oppure potete metterlo al sole se è estate, l’olio di cocco infatti solidifica ad una temperatura inferiore ai 24 gradi, e se in casa vostra state belli freschi lo troverete sicuramente in forma solida. Se non avete in casa l’olio di cocco, potete sostituirlo con quello di semi di girasole: il vostro dolce avrà un sapore meno esotico ma verrà ugualmente morbido.

Mescolate insieme tutti gli ingredienti (escluso i datteri, i nibs di cacao e i semi di canapa) e sbattete con le fruste. I datteri, fatti a pezzettini con delle forbici da cucina, li aggiungerete alla fine.

Versate in una teglia antiaderente (io uso sempre uno stampo a cuore in silicone che è diventato il mio preferito), cospargete con i semi di canapa che doneranno una piacevole croccantezza e sapore di nocciola, e aggiungete qualche cacao nibs qua e là.
Fate cuocere a 180 gradi per 25-30 minuti, sarà pronto quando la superficie avrà un aspetto asciutto e un po’ crepato.
Lasciate raffreddare bene il dolce nella teglia e poi tagliatelo a quadrati.
Se avrete rispettato le dosi otterrete dei brownies di 3 cm di altezza, l’ideale per un morso senza sensi di colpa.
Potete conservarli qualche giorno in un recipiente a chiusura ermetica perché non si asciughino, sempre che ve ne restino!

Variante: se utilizzerete il latte di mandorla anziché quello di riso, otterrete dei brownies più nutrienti e più soffici.
Potrete servirli accompagnati da un bicchiere di latte di mandorla o di canapa (meglio sempre se autoprodotto 😉 )

Note:
Attenzione, quando inizierete a mangiarli non riuscirete a fermarvi più!

.. felice inebriamento dei sensi..!

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Spaghetti di zucchine con salsa all’avocado

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Non amo la pasta, ma amo terribilmente questi croccanti noodles di zucchine, scoperti durante i miei esperimenti di cucina crudista.
Per realizzarli è necessario lo spiralix che troverete su siti on line a meno di 30€.

Ingredienti per 4 persone:

2 zucchine grandi
1 zucchina piccola e tenera
1 avocado
1 lime (o limone)
Basilico fresco
Menta fresca
2 cucchiai di olio evo
Sale grosso dell’Himalaya
sale fino dell’Himalaya
pepe
1/2 cucchiaino di cumino
1/2 cucchiaino di coriandolo
Cipolla fresca di Tropea, se vi è gradita
Semi di sesamo

Passate le zucchine grandi allo spiralix e ottenete i vostri spaghetti. Metteteli in uno scola pasta e spolverateli con un pizzico di sale grosso: servirà a fargli perdere un po’ di acqua di vegetazione e a renderli più morbidi; se invece come a me vi piace la croccantezza della zucchina, potete evitare questo passaggio.
Mentre gli spaghetti riposano nello scolapasta per una mezz’oretta, in un mortaio (perfetto per questa operazione è il suribachi con surikogi) pestate i semi di coriandolo e il cumino fino a ridurli in polvere.

Frullate il vostro avocado con le spezie appena macinate e il succo di lime; se non avete il lime, sostituitelo pure con il limone, otterrete una salsa meno aromatica. Versate la salsa in una ciotolina e aggiungete della cipolla di Tropea tagliata a dadini.
A parte frullate la zucchina con la menta e l’olio. Mescolate insieme le due salse e aggiustate di sale (poco) e pepe.
Ponete gli spaghetti di zucchine in una pirofila dopo averli accuratamente scossi dai chicchi di sale non sciolto, conditeli con la salsa verde ottenuta, e decorate con una spolverata di semi di sesamo e del basilico sminuzzato a mano.

Variante:
Potrete sostituire il sesamo con una manciata di pinoli che con il basilico ci stanno benissimo!

Sentirete tutto il gusto e la vitalità della zucchina cruda, la scioglievole cremosità dell’avocado, e assumerete enzimi e vitamine che faranno sorridere il vostro stomaco 🙂

Enjoy it! And feel alive!

La cecìna in vari abiti

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Da quando mi sono disintossicata dalle patatine fritte, quelle industriali in busta per capirci, la cecìna è diventata la mia “droga buona”.
Ricette per farla ne trovate a iosa sul web, ma io qui vorrei trascrivere la mia, anche perché ne avete bisogno per fare il vostro tamagoyaki da inserire nel sushi vegan che vi ho postato.

Ingredienti per una teglia da fornetto (23 cm):

100 gr di farina di ceci
Acqua q.b. (300 ml, ossia 1:3, è la dose ideale)
2 cucchiaini di curcuma
1 pizzico di sale dell’Himalaya
Pepe macinato al momento
Spezie etniche
6 cucchiai di olio evo

Mettete la farina di ceci (io uso quella biologica tanto il prezzo differisce in pochissimo da quella del supermercato) in una terrina, aggiungere acqua e iniziare a rimestare con una frusta. Continuate ad aggiungere acqua finché non otterrete la consistenza dell’uovo sbattuto, dunque abbastanza liquida. Aggiungete la curcuma per dare alla cecìna un bel colore giallo solare, una macinata di sale, una di pepe, e un pizzico di spezie (io uso il mix etnico della Sonnentor che trovo nei negozi bio).
Far riposare un po’ affinché la farina incorpori l’acqua.
La tradizione livornese, e anche quella siciliana, vuole che il tempo di riposo sia dalle 3 alle 8 ore. Io, in genere, poiché decido di farla sempre all’ultimo momento, attendo circa mezz’ora e viene lo stesso buonissima.

Versate 6 cucchiai di olio evo in una teglia da fornetto e trasferitevi la farinata. Lo spessore che dovrete ottenere deve essere tra i 5 e i 7 mm, non di più, sennò vi viene troppo alta e non si cuoce bene.
Girate con un mestolo di legno in modo che l’olio si emulsioni perfettamente con il composto, e infornate a 200 gradi per 20-30 minuti.

La cecìna sarà cotta quando ne sentirete il profumo, e i bordi, diventati color terra di Siena, tenderanno a staccarsi dalla teglia.
Sfornate, fateci sopra una bella macinata di pepe, tagliate direttamente in teglia a quadrotti e servite calda.
Potete anche utilizzarla per farcire delle pitte integrali preparati da voi, oppure come nachos per la salsa guacamole (a presto la ricetta) o semplicemente mangiarla così, come secondo piatto.
Provate anche a spruzzarci sopra del limone come fanno in Sicilia per le panelle, l’agro del limone vi sgrasserà la bocca dall’olio che nella cecìna originale (la mia è un po’ più lights) è contenuto in discreta quantità.

Con lo stesso procedimento, potete preparare delle ottime frittate di cecìnache niente hanno da invidiare alla frittata classica!
Fate appassire la vostra verdura preferita in padella (zucchine, cipolle, erbette selvatiche, patate lesse..) e quando è cotta versateci dentro la farinata e coprite con un coperchio. Ovviamente in questo caso lo spessore della frittata sarà di almeno 2/3 cm. Fate rapprendere bene e con attenzione giratela, cuocendo l’altro lato. Deve formare una bella crosticina croccante per essere cotta internamente.

tamagoyaki di cecìna

Per preparare il tamagoyaki, che nella cucina giapponese è una omelette di uovo stratificata, poiché lo vogliamo vegano, utilizziamo appunto la cecìna.
Il procedimento è quello base, solo che invece che cuocere in forno viene cotta in padella come un omelette e ripiegata più volte su se stessa, in cottura, con una tecnica che di seguito vi spiegherò. Su you tube, in ogni caso, trovate i video tutorial per cuocere il tamagoyaki.
Ungete una padella con 1-2 cucchiai di olio (purtroppo la cecìna per cuocere ne ha necessità, altrimenti si attacca anche alle padelle antiaderenti perché non ha la consistenza di una frittata) e quando si è scaldato versate un mestolo di farinata. Fate cuocere bene e quando vedete che inizia a compattarsi ma che è ancora umida, con una paletta per fritti, iniziate ad arrotolare la vostra omelette su se stessa. In una padella di medie dimensioni (20 cm di diametro) vi occorreranno almeno 3 movimenti, e tenete questa specie di involtino schiacciato lì nella padella, appoggiato ad un lato della stessa. Esistono delle padelle rettangolari apposta per il tamagoyaki, ma vi assicuro che potete riuscirci anche con una di forma circolare.
A questo punto versate un altro po’ di olio sulla superficie della padella rimasta scoperta, e ancora un mestolo di farinata, alzando il vostro involtino perché vi vada sotto. Attendete che l’omelette cuocia e ripete la procedura, stavolta in senso contrario, iniziando cioè a girare l’involtino sulla omelette. Girate e girate ancora in modo che il vostro involtino sia avvolto dalla omelette e cresca in altezza.
Ripetete finché non avrete terminato la farinata, oppure finché non avrete ottenuto un involtino schiacciato di circa 5 cm di altezza.
Una volta raffreddato lo potete tagliare a striscioline dal lato più corto e utilizzarlo per farcire il vostro sushi vegano, ponendolo su un letto di mayovegan e coprendolo con delle fettine di guacamole. Una squisitezza!

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Tartufi al cacao raw

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Un dolcetto raw ancora non lo avevo inserito, eccovi dei tartufi super energetici al gusto di cocco e cacao.
Se non amate il cocco potete anche ometterlo, l’impasto è dato da datteri e farina di mandorle.

Ingredienti x circa 30 tartufi:

100 g di farina di mandorle
12 datteri privati del nocciolo morbidi, o altrimenti fatti rinvenire in acqua tiepida
60 g di cacao in polvere raw
1\2 cucchiaino di vaniglia raw
3 cucchiai di sciroppo di agave (potete anche ometterlo e affidarvi al dolce naturale dei datteri)
100 gr di granella di cocco

per decorare: caco nibs, granella di cocco, polvere di cacao raw, semi di canapa decorticati, granella di pistacchio.

procedimento:

inserite tutti ingredienti nel mixer e frullate fino ad ottenere un composto morbido. Formate delle palline con le mani e passatele nella polvere di cacao o nella granella di frutta secca. Disponeteli in un piatto e poneteli in frigorifero per qualche ora prima di servirli.
Conservati in un barattolo di vetro a chiusura ermetica durano qualche mese, ma vi assicuro che una volta servito il vassoio, nel barattolo non ve ne andrà neanche uno!
Ricordate che sono molto energetici, e magari potrete utilizzarli come “droga” durante i vostri sforzi agonistici.

Varianti:

Potrete frullare la farina di mandorle con i datteri per avere una base neutra e aggiungere della scorzette di limone grattugiato per dargli grazia. Otterrete così un dolcetto simile a quelli di marzapane ma assolutamente senza zuccheri, se non quelli dei datteri.

Io mentre faccio le palline vi inserisco all’interno un chicco di frutta secca come cranberry, uvetta o bacche di goji, in modo da sorprendere i miei ospiti.

“Parmigiano” fruttariano o formaggella raw?

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Per condire un bel piatto di ravioli crudisti al pomodoro direi che una spolverata di parmigiano fruttariano ci sta troppo bene.
Ecco una ricetta recuperata sul web e leggermente modificata dalla sottoscritta.
La dose di parmigiano che otterrete vi durerà almeno 2 mesi se la conserverete in un barattolo di vetro chiuso ermeticamente e tenuto in frigo.

Ingredienti:
100 gr di noci del Brasile
100 gr di anacardi
2/3 fettine di aglio secco
1 pizzico di pepe
1 pizzico di sale rosa dell’Himalaya

Frullate tutti gli ingredienti insieme nel vostro mixer e voilà! Ecco il vostro parmigiano crudista! Ovviamente quando lo utilizzate non eccedete, sono sì grassi insaturi, vitamine, proteine e sali minerali, ma non mangerete solo questo nel vostro pasto.
Se lo volete meno raw ma più “formaggioso” aggiungete un cucchiaio di lievito alimentare a scaglie.

Variante per la formaggella raw

Se durante la fase in cui frullate gli ingredienti aggiungerete anche 1-2 cucchiai di olio di girasole (spremuto a freddo), l’impasto tenderà a formare una palla, voi continuate a frullare e poi sistematelo in un piccolo contenitore schiacciandolo bene.
Lo terrete in frigo per qualche ora. Sformatelo in un piattino, e quello che avrete ottenuto sarà una formaggella raw “stagionata” dal sapore deciso.
Io la servo accompagnate da spezie ayurvediche in cui sono contenuti anche dei piccoli petali di fiore giallo.

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Ravioli di sedano rapa al pomodoro

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Oggi voglio inserire qualche ricetta per gli amici crudisti.
Da Ottobre ho scoperto quanto siano gustose le verdure crude preparate in un certo modo e vi assicuro che il mio amico Andrea non aveva riconosciuto questi ravioli crudisti e continuava, durante la cena, a chiedermi come avessi fatto l’impasto! E’ un piatto fresco, nutriente ed equilibrato che lascerà stupiti i vostri ospiti.

Ingredienti:

Per i ravioli
1 sedano rapa
2/3 limoni

Per il ripieno:
10 noci
3 cucchiai di semi di girasole
2-3 fettine di aglio essiccato
acqua q.b.
sale
pepe
qualche granello di pepe rosa macinato
1 cucchiaio di olio evo (il vecchio olio extravergine di oliva)

Per la salsa:
2 pomodori grandi maturi
2 pomodori secchi tritati precedentemente ammollati
1 pizzico di sale dell’Himalaya
2/3 cucchiai di olio evo
pepe
Basilico fresco

Procedimento:

Affettate il sedano rapa con un affetta verdure mandolina in modo da ottenere fette sottili e mettetele a marinare con il succo dei limoni per qualche ora, meglio se tutto il pomeriggio. I ravioli potete realizzarli anche con zucchine o cetrioli, se vi aggrada, ma vi assicuro che la neutralità del sedano rapa è veramente perfetta.
Mettete in ammollo i semi di girasole in una tazza di acqua per almeno 3 ore. Trascorso questo tempo, scolate i semi e frullateli con le noci, le fettine di aglio essiccato, un cucchiaio di olio di oliva (o di semi di girasole se desiderate un sapore delicato), un pizzico di sale, una bella macinata di pepe e qualche bacca di pepe rosa (potete anche omettere quest’ultimo, ma se invece lo aggiungerete avrete un sapore unico!).
L’acqua è da aggiungere nel mixer poco per volta, fino ad ottenere un impasto denso e cremoso; non ve ne occorrerà molta perché i semi erano stati precedentemente ammollati.

Per preparare la salsa di pomodoro, avrete fatto ammollare per una mezz’oretta i due pomodori secchi che le andranno a conferire un sapore più deciso.
Frullate i pomodori maturi insieme ai pomodori secchi sino ad ottenere dei pezzetti non troppo piccoli, per intendersi tipo una salsa rustica. Salate, pepate, e travasate la salsa in un colino per farle perdere l’acqua di vegetazione che il sale tirerà fuori dal pomodoro.

Nel frattempo sgocciolate le fettine di sedano rapa (conservate sempre la marinata per condire la vostra insalata quotidiana) e asciugatele con della carta assorbente.
Mettete un po’ del ripieno al centro della fettina (mettetene un bel po’, ma che non scappi dai bordi, cercate di ottenere un raviolo perfetto) piegatela su se stessa e adagiatela in un vassoio. Continuate così finché non avrete ottenuto almeno 10 ravioli a testa.
Versare la salsa rustica di pomodoro, che avevate messo a sgocciolare, in una scodella, unite 2/3 cucchiai di olio evo (non abbondate mi raccomando, altrimenti il piatto non sarà equilibrato come grassi) e un bel po’ di basilico sminuzzato a mano.
Condite i ravioli con la salsa e spolverate con del parmigiano fruttariano.
Il sapore dei ravioli sarà fantastico e vi sazierà.

Se volete seguire un’alimentazione sana ed equilibrata, questo sarà il vostro piatto unico dopo aver mangiato una bella insalatona verde con aggiunta di cubetti di mango fresco.
Contiene infatti carboidrati, grassi insaturi, vitamine e proteine della frutta oleosa e ancora vitamine ed enzimi vivi regalateci dai pomodori e dal sedano rapa, per non parlare dei sali minerali.
E non vi stupite se a fine pasto vi sentirete leggeri e felici!
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Cuori di Kore (capresine)

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A grande richiesta della shiatsuka Mariarosaria, innamorata di questo dolce, oggi inserisco la ricetta della caprese vegan.
La caprese è il mio dolce preferito, e sono felice di aver elaborato una ricetta che permette di ottenerne una vegana veramente deliziosa! E poi, senza burro né uova, è certamente più salutare anche per i non vegani.
Provatela, e sappiatemi dire!

Ingredienti: dose per 12 cuori

75gr di cacao amaro (io scelgo quello del commercio equo e solidale non potassato che è buonissimo)
100 gr di olio di semi di girasole deodorato 
280 gr di farina di mandorle bio (oppure 180 gr di scarto di mandorle da latte di mandorla, o di riso da latte di riso, +100 gr di farina di mandorle)
350 ml di latte di riso o di mandorle
75 gr circa di farina di riso integrale per addensare
140 gr di zucchero mascobado o 6-8 cucchiai di melassa
1 cucchiaino di vaniglia pura raw
1 pizzico di sale dell’Himalaya o grezzo

Questa è una ricetta in cui si riutilizzano gli scarti del latte di mandorla e di riso che avete appena fatto. Se non li avete, va benissimo la farina di mandorle per una quantità di 280 grammi.
Io metto gli ingredienti tutti insieme, eccetto la farina di riso, che aggiungo lentamente per dosare la quantità; dovete ottenere un impasto non troppo liquido.
Sbatto tutto con la frusta, a mano, poi travaso l’impasto in uno stampo di silicone a cuori, e per questa quantità me ne vengono 12, ma potete usare qualsiasi stampo, basta che ricordiate che la caprese è un dolce basso, deve essere non più di 3 cm di altezza, meglio 2.

Per la cottura, nel fornetto bastano 25 min a 170 gradi, un po’ di più se mettete l’impasto in un’unica teglia. Non alzate la temperatura altrimenti l’olio contenuto friggerà e non otterrete la vostra caprese.
A cottura ultimata (fate la prova con uno stecchino che deve essere bello asciutto) i cuori avranno una crosticina croccante fuori ma saranno morbidi dentro.
Buona merenda!

Note: Se optate per la melassa, tenete conto che gli conferisce un sapore di affumicato che non a tutti può piacere, ma che grazie agli enzimi che contiene li fa lievitare un po’ ed avranno una forma leggermente bombata.
Il latte di mandorla invece, usato al posto di quello di riso, gli darà un gusto più mandorlato che meno ricorderà la caprese.

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