Torta all’aqua faba

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Torta soffice all’acqua da gustare a colazione, con il the del pomeriggio, con gli amici e nessuno penserà mai sia fatta con l’acqua dei ceci, la favolosa Aqua faba.

Ingredienti:

250 gr di farina 0

30 gr amido di mais

Acqua dei ceci di una confezione in lattina (sono circa 160 ml)

50 ml olio di semi di girasole deodorato

100 ml acqua tiepida

150 gr di zucchero di canna chiaro macinato a velo

La buccia e il succo di un limone bio

1 bustina di cremor tartaro (lievito per dolci)

Montare a neve l’acqua dei ceci con le fruste elettriche, aggiungendo lo zucchero a velo a metà del lavoro.

Setacciare la farina insieme con il lievito per dolci e l’amido di mais.

Emulsionare l’olio con l’acqua tiepida sbattendolo in un barattolo utilizzandolo come uno shaker.

Unite l’emulsione olio/acqua alla farina, aggiungete la buccia grattugiata di un limone bio e lentamente e delicatamente inglobate l’aqua faba.

Scaldate il forno a 150-160 gradi.

Foderate di carta forno uno stampo da plume cake e versatevi il composto.

Far cuocere 40-50 minuti finché non è leggermente dorato.

Risultato soffice come una qualsiasi torta contente uova e latte. Servite con marmellata di agrumi o di frutti di bosco.

Io avevo unito 3 cucchiai di the matcha solubile portatomi dal Giappone e da crudo aveva un bel colore verde brillante  che in cottura si è trasformato in marrone… Misteri…

P.S. Se invece che all’aqua faba volete farlo all’acqua, la quantità totale di acqua diventa 250 ml

P.P.S. Se lo volete meno dolce, meno calorico, e con un Induce Glicemico più basso, sostituite i 150 gr di zucchero di cann con 50 ml di sciroppo di agave. A me ne hanno regalato uno al lime che è perfetto per questo dolce! 😉

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Morbido sofà

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Oggi voglio sapere chi di voi ha mai assaggiato le soffici e morbide brioche napoletane? Chi lo ha fatto le ricorda certamente con affetto e nostalgia.. Bene, grazie alla pagina fb di “La pasta madre” ho trovato la ricetta del Butcheln e quando l’ho provato a fare con le opportune modifiche, il risultato ottenuto non è stato diverso dalle amate brioche napoletane. Così ho fatto ricerche ed ho scoperto che il mitico pasticcere napoletano Scaturchio, andato soldato nella grande guerra, se ne tornò sano e salvo con una bella mogliettina di Salisburgo e portò a Napoli nuove ricette austriache, tra cui quella del Butcheln, che ribattezzò Danubio in onore della moglie. Dunque le mie papille gustative non si erano sbagliate 🙂
Eccovi qui gli ingredienti del Butcheln o Danubio o brioche napoletana, Vegan ovviamente, provare per credere!

180 gr licoli (pasta madre liquida) rinfrescato la sera prima
1 cucchiaino di malto
450 gr farina 0 del tipo per dolci
50 gr amido di mais
l’equivalente in gel di lino di 2 uova
2 cucchiai di olio di semi di girasole
Buccia di un limone bio grattugiato
Buccia di un’arancia bio grattugiata
Mezzo cucchiaino di vaniglia raw
50 gr latte di soia + 100 di acqua
120 gr zucchero di canna mascobado
1 pizzico di sale

Innanzitutto, per fare l’ uovo di lino si procede così:

Fate bollire 50 gr di semi di lino in 700 ml di acqua per 30 min circa.
Filtrate subito attraverso un colino di metallo a maglie strette, sporzionate in pirottini di alluminio il gel ottenuto, mettendone 3 cucchiai per ciascheduno, che corrispondono a un uovo, e congelateli se non dovete usarli. La consistenza è quella della chiara dell’uovo.
Per dovere di giustizia e copyright, ci tengo a dire che chi ha messo a punto questo metodo è Miyoko Schinner.

Procedimento per il morbido sofà :

Mettete il licoli in una ciotola, aggiungete acqua + latte di soia e il cucchiaino di malto (di orzo, o di riso, vanno bene entrambi), due cucchiai di farina, girate bene e lasciatelo riposare un’ora.
Dopo che si saranno formate un po’ di bollicine, aggiungete tutti gli altri ingredienti.
Impastate fino a quando non si formerà un panetto liscio e morbido che metterete a lievitare al calduccio, ben coperto, fino a raddoppio (6 ore se è caldo, altrimenti di più).

Dopo il raddoppio lavorate la pasta per qualche minuto con le mani, a formare un filone da cui ricaverete 15 pezzi.
Ogni pallina la appiattite a formare un disco. Al centro di ogni disco mettete una cucchiaiata di crema della volpe o se a voi piace, della marmellata fatta in casa, o anche niente. Chiudete il fagottino formando una palla, e con delicatezza disponeteli su una teglia rotonda rivestita con carta forno, facendo attenzione che la chiusura del fagottino sia verso il basso. Disponete le pallette in cerchio, lasciando circa 5 mm tra una e l’altra, perché non si schiaccino troppo nella lievitazione, ve ne occorreranno circa 15 per una teglia di 26 cm.

Potete anche non riempire le palline, in questo caso dovrete pirlarle bene prima di metterle a crescere.

Mettete il dolce a lievitare fino a raddoppio delle palline (io accendo il forno a 100 gradi, lo spengo appena è tiepido e ci metto dentro la teglia coperta).
Dopo circa 3 ore (dipende sempre dalla temperatura esterna), spennellate con latte di soia e infornate a 180 gradi per 30 minuti. La superficie deve risultare dorata, o meglio, color terra di Siena bruciata 🙂
Appena sfornato, quando è ancora caldo, spennellate la superficie con sciroppo di acqua e zucchero integrale. Non omettete questa fase! Serve per rendere le brioche morbide.
Se vi piace, una volta freddo, potete spolverizzare con zucchero a velo, di canna ovviamente.
Voilà! Grazie Scaturchio innamorato ❤

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