Coccopanna veg “oreo”

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La panna. Questa cara amica di infanzia morbida e bianca…
Potevamo farne a meno smettendo di mangiare proteine animali? Certamente no!
Come la sostituiamo? Comprando innanzitutto una lattina di latte di cocco in un negozio di alimentari etnici (costa circa €1,35 ed è 400ml) e mettendola in frigo per 24 ore.
Poi si apre la lattina, e si preleva con un cucchiaio la parte bianca che si è addensata, evitando l’acqua di cocco che può essere usata per fare frappè o altri tipi di dolci.
Si mette in un contenitore di acciaio, precedentemente raffreddato in frigo, e si monta con le fruste, aggiungendo 1 cucchiaino di vaniglia raw. Et voilà! Pronta! Personalmente non aggiungo zucchero perché il cocco è già dolce, ma potete aggiungere 1-2 cucchiai di zucchero a velo di canna, secondo il vostro gusto.
E adesso la potete usare per le vostre fragole, o per guarnire dolci, tipo i cuori di Kore che diventeranno degli “oreo” meravigliosi, privi di conservanti, di zucchero raffinato, di grassi insaturi, e soprattutto leggerissimi!
Ottima per noi adulti e anche per i nostri bimbi 😀

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Brownies alla cannabis energetica

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La cannabis sativa è una pianta meravigliosa che fornisce all’essere umano fibre tessili, carta, combustibile, e soprattutto proteine nobili per la sua alimentazione. Inoltre vi ricordo che la farina di canapa non contiene glutine, ha pochissimi carboidrati, ed è ricca di omega 3 e omega 6. Insomma, meglio del pesce, che lasciamo nuotare felicemente in acqua.

L’Italia è stata a lungo il secondo produttore mondiale, prima che la Marijuana Tax Act del 1937 la mettesse al bando negli USA, e di conseguenza, nel resto del mondo.
Dal 2002 in Italia è stata consentita la coltivazione industriale di canapa, purché certificata e con contenuto trascurabile di THC.
La farina biologica che ho utilizzato in questa ricetta è ovviamente estratta da canapa di questa varietà e conferisce ai miei brownies un gradevole sapore di noci con retrogusto e profumo inebriante di cannabis. Provare per credere!

Ingredienti per una teglia di 20 cm per lato:

250 ml di latte di riso autoprodotto
1 cucchiaino di vaniglia raw
1 cucchiaino di Maca
1 cucchiaino di sale dell’Himalaya
50 gr di farina di ceci
100 gr di okara di riso integrale (potete sostituire con 50 gr di farina di riso)
100 gr di farina di canapa bio
100 gr di zucchero mascobado
90 gr di olio di cocco (sostituibile con 100 gr di olio di semi di girasole)
50 grammi di cacao amaro
semi di canapa decorticati
cacao nibs q.b.
1 cucchiaio raso di polvere lievitante biologica
7/9 datteri denocciolati e tagliati a pezzetti

Tra gli ingredienti trovate l’okara di riso che è il residuo del latte di riso integrale che mi auto produco, ma se utilizzate latte di riso comprato, potrete sostituire l’okara con 50 gr di farina di riso.
Non vi consiglio di sostituire il latte di riso con quello di soia, perché quest’ultimo tende a rendere gommosi i dolci cotti.
La maca è un super cibo da usare in piccole quantità, che ho voluto inserire nella ricetta per rendere i miei brownies più energetici, e perché no, anche afrodisiaci.
Il cacao amaro che consiglio sempre di usare è quello del commercio equo e solidale, lo trovo più saporito e profumato di quello del supermercato.

Fate sciogliere a bagnomaria l’olio di cocco, oppure potete metterlo al sole se è estate, l’olio di cocco infatti solidifica ad una temperatura inferiore ai 24 gradi, e se in casa vostra state belli freschi lo troverete sicuramente in forma solida. Se non avete in casa l’olio di cocco, potete sostituirlo con quello di semi di girasole: il vostro dolce avrà un sapore meno esotico ma verrà ugualmente morbido.

Mescolate insieme tutti gli ingredienti (escluso i datteri, i nibs di cacao e i semi di canapa) e sbattete con le fruste. I datteri, fatti a pezzettini con delle forbici da cucina, li aggiungerete alla fine.

Versate in una teglia antiaderente (io uso sempre uno stampo a cuore in silicone che è diventato il mio preferito), cospargete con i semi di canapa che doneranno una piacevole croccantezza e sapore di nocciola, e aggiungete qualche cacao nibs qua e là.
Fate cuocere a 180 gradi per 25-30 minuti, sarà pronto quando la superficie avrà un aspetto asciutto e un po’ crepato.
Lasciate raffreddare bene il dolce nella teglia e poi tagliatelo a quadrati.
Se avrete rispettato le dosi otterrete dei brownies di 3 cm di altezza, l’ideale per un morso senza sensi di colpa.
Potete conservarli qualche giorno in un recipiente a chiusura ermetica perché non si asciughino, sempre che ve ne restino!

Variante: se utilizzerete il latte di mandorla anziché quello di riso, otterrete dei brownies più nutrienti e più soffici.
Potrete servirli accompagnati da un bicchiere di latte di mandorla o di canapa (meglio sempre se autoprodotto 😉 )

Note:
Attenzione, quando inizierete a mangiarli non riuscirete a fermarvi più!

.. felice inebriamento dei sensi..!

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Crema pasticcera

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Questa crema, messa a punto per i vegani, piace tantissimo a tutti gli amanti della crema pasticcera. Se utilizzerete lo zucchero di canna mascobado, la otterrete di colore beige, ma dal sapore indescrivibile di caramello/vaniglia/limone.

Ingredienti:
1/2 lt di latte di soia
2 cucchiai di maizena
5 cucchiai di zucchero di canna integrale
1 punta di cucchiaino di vaniglia raw
la buccia grattugiata di mezzo limone

Mettete il latte freddo in un pentolino e aggiungete i due cucchiai di amido di mais; mescolate bene in modo che si sciolga e si amalgami al latte e dunque aggiungete lo zucchero e un pizzichino di vaniglia raw.
Continuando a mescolare accendete il fornello a fiamma bassa. Quando vedrete che la crema inizia ad addensarsi, spegnete e grattugiatevi la buccia li limone (paesano mi raccomando!).
Non siate impazienti ed attendete che si raffreddi un po’ prima di assaggiarla.
Io l’ho utilizzata per farcire il dolce fatto per la festa della mamma, e sopra vi avevo messo delle fragole a fettine, ma potete anche mangiarla al cucchiaio, sia tiepida che fredda.
Un consiglio, se siete più di due, usatene un litro di latte di soia!

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Cuori di Kore (capresine)

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A grande richiesta della shiatsuka Mariarosaria, innamorata di questo dolce, oggi inserisco la ricetta della caprese vegan.
La caprese è il mio dolce preferito, e sono felice di aver elaborato una ricetta che permette di ottenerne una vegana veramente deliziosa! E poi, senza burro né uova, è certamente più salutare anche per i non vegani.
Provatela, e sappiatemi dire!

Ingredienti: dose per 12 cuori

75gr di cacao amaro (io scelgo quello del commercio equo e solidale non potassato che è buonissimo)
100 gr di olio di semi di girasole deodorato 
280 gr di farina di mandorle bio (oppure 180 gr di scarto di mandorle da latte di mandorla, o di riso da latte di riso, +100 gr di farina di mandorle)
350 ml di latte di riso o di mandorle
75 gr circa di farina di riso integrale per addensare
140 gr di zucchero mascobado o 6-8 cucchiai di melassa
1 cucchiaino di vaniglia pura raw
1 pizzico di sale dell’Himalaya o grezzo

Questa è una ricetta in cui si riutilizzano gli scarti del latte di mandorla e di riso che avete appena fatto. Se non li avete, va benissimo la farina di mandorle per una quantità di 280 grammi.
Io metto gli ingredienti tutti insieme, eccetto la farina di riso, che aggiungo lentamente per dosare la quantità; dovete ottenere un impasto non troppo liquido.
Sbatto tutto con la frusta, a mano, poi travaso l’impasto in uno stampo di silicone a cuori, e per questa quantità me ne vengono 12, ma potete usare qualsiasi stampo, basta che ricordiate che la caprese è un dolce basso, deve essere non più di 3 cm di altezza, meglio 2.

Per la cottura, nel fornetto bastano 25 min a 170 gradi, un po’ di più se mettete l’impasto in un’unica teglia. Non alzate la temperatura altrimenti l’olio contenuto friggerà e non otterrete la vostra caprese.
A cottura ultimata (fate la prova con uno stecchino che deve essere bello asciutto) i cuori avranno una crosticina croccante fuori ma saranno morbidi dentro.
Buona merenda!

Note: Se optate per la melassa, tenete conto che gli conferisce un sapore di affumicato che non a tutti può piacere, ma che grazie agli enzimi che contiene li fa lievitare un po’ ed avranno una forma leggermente bombata.
Il latte di mandorla invece, usato al posto di quello di riso, gli darà un gusto più mandorlato che meno ricorderà la caprese.

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