Simil panadas al tofu, verdure e béchamel 

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Girando per il web si incontrano tante belle ricette e questa tipica sarda è una delle tante che mi ha ispirato.

Le panadas sono delle tortine salate che fanno parte della tradizione sarda e sono in genere ripiene di carne, noi ovviamente le veganizziamo riempiendole di verdure. Il mio è solo uno spunto, poi sbizzarritevi voi!

Ingredienti per 6 tortine:

Per la sfoglia:

300 gr di farina (150 di semola rimacinata di grano duro e 150 integrale o del tipo che preferite)

105 ml di olio evo

1 pizzico di sale dell’Himalaya 

Acqua calda q.b. 

Per il ripieno:

100 gr di tofu

Acqua

olio evo

2 patate piccole

Cavolfiore romano

Timo

Semi vari (zucca, girasole, papavero..)

200 ml Latte di avena 

1 cucchiaio di amido di mais

Noce moscata

Mescolate innanzitutto farina e olio  e il pizzico di sale e poi aggiungete lentamente acqua, continuando a impastare fino ad ottenere un panetto morbido e non appiccicoso che metterete a riposare al fresco, o in frigor, avvolto nella pellicola.
Nel frattempo lavate il cavolfiore, tagliatelo secondo le cimette che ha e cuocetelo al vapore. In una padella mettete acqua e olio e aggiungete le patate tagliate a pezzettini con un pizzico generoso di timo, niente sale, non servirà. Quando la patata sarà intenerita, aggiungete le cimette e fate insaporire il tutto. Devono rimanere al dente. Io ho usato le patate rosse bio di Cetìca recentemente acquistate in Toscana.

Preparare la salsa béchamel con latte di avena, olio evo e 1 cucchiai di amido di mais. La ricetta dettagliata la trovate qui. Quando sarà addensata, togliete dal fuoco e fatevi una bella grattugiata di noce moscata. Lasciate intiepidire.

Preparate il tofu saltandolo in padella con olio evo, acqua e shoyu, la ricetta qui.

Ungete con olio evo dei pirottini di alluminio e spolverateli con della farina di mais o di grano duro.

Prendete la vostra sfoglia e tiratela sull’asse, non vi servirà farina, non attaccherà al ripiano, dello spessore di 3-5 mm, io personalmente la preferisco sottile. Tagliate dei tondi di pasta più grandi del vostro pirottino e inseriteli all’interno, foderandolo. Disponete dei pezzettini di tofu sul fondo, una cimetta di cavolo e le patate. Riempite i vuoti con la besciamella. 

A questo punto potete spolverate la superficie con semi di vostro gradimento oppure coprirla con un disco di pasta. La prossima volta mi cimenterò nella chiusura tipica delle panadas, fatta a cordoncino che è veramente carina ☺️

Infornate a 170 gradi per 30 min o comunque finché la superficie non è color terra di Siena.

Servite calde e buon appetito! La panada si può fare anche grande e può essere un ottimo piatto pasquale 😉

P.S. Un grazie a Giuli e Ale per l’ispirazione 😍

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Skanatedda

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Nonostante quest’estate faccia i capricci, almeno una volta a settimana mi arrivano verdure di campo profumate! Mi erano state regalate tre mega zucchine (quella in foto per intendersi è la più piccola), alcune melanzane, ed avevo in casa patate e peperoni che stavano passando a miglior vita, così ho deciso di prepararci qualcosa di tipico lucano.
La skanata è un piatto antico della Lucania, e in particolare di Lagonegro. Si preparava la sera, prima di andare a dormire. Al mattino presto, quando era ancora buio, prima di partire per il lavoro nei campi, si avvolgeva nello “stiavucco” (l’equivalente del furoshiki giapponese) ossia in un canovaccio, e si mangiava quando il sole era alto nel cielo, dopo aver zappato tutto la mattinata. Consisteva nell’aprire a metà una pagnotta di pane fatto in casa, di quello bello scuro, fatto di farina integrale, avena e lievito madre, che durava in casa una settimana, si svuotava l’interno e si imbottiva con una bella “ciambotta”. La ciambotta è un misto di verdure (patate, peperoni, melanzane, cipolle, zucchine) cotte una alla volta, e poi ripassate tutte insieme in padella in un battuto di cipolla, colorato con pomodori maturi.
Preparandolo la sera prima, il pane si “sponzava”, ossia si bagnava con il sughetto delle verdure, diventando più saporito e morbido per l’ora di pranzo.
Questo era il piatto unico, per sua natura vegano, bastante per tutta la giornata, finché non si rientrava a casa.

La mia ricetta è un po’ più lights, non ho fritto le verdure, le ho saltate in padella con poco olio di oliva e poi le ho comunque messe ad asciugare su fogli di carta assorbente, visto che noi non andiamo a zappare. 🙂

Ingredienti per 4/6 persone:
3 melanzane di quelle strette, senza semi
7/8 peperoni piccoli verdi
3 patate
1 zucchina gigante o 3/4 normali
1/2 cipolla di Tropea
2-3 pomodori maturi
Olio evo
Origano
Sale dell’Himalaya
Pepe
Basilico
Menta
1 pagnotta di pane integrale fatto con lievito madre, o 6 panini

Lavare le verdure, tagliarle a pezzetti non troppo grossi e cuocerle in padella, una verdura alla volta. La quantità di olio in cui le cuocete deve essere sufficiente a coprire il fondo della padella. Dopo la cottura di ogni verdura aggiungere olio se necessario. Porre le verdure su carta assorbente in modo che perdano l’ eventuale olio in eccesso.

Una volta cotte tutte, mettere nella stessa padella acqua e olio in quantità uguali e farvi appassire metà cipolla di Tropea tagliata a fette sottili.
Aggiungere i pomodori tagliati grossolanamente e farli cuocere, fino a formare un sughetto. Una volta che il pomodoro è cotto, aggiungere dell’origano, sale, e tutte le verdure. Rimestare tutte le verdure nella padella e farle imparentare tra di sè e con il sugo. Aggiungete acqua se la vedete troppo asciutta. Salare e pepare e spolverizzare di menta e basilico sminuzzati a mano al momento.

Prendere i panini, tagliarli a metà e svuotarli della mollica. Imbottirli con la ciambotta calda e mangiarli dopo qualche ora, meglio se li preparate la sera prima: saranno le vostre skanatedde, il pranzo perfetto dopo un escursione in montagna o una discesa in rafting. Potete ovviamente usare una pagnotta unica, e avrete così la vostra skanata da tagliare in porzioni al momento del pranzo.

Felice riscoperta di un piatto antico, tradizionale, e vegano! 🙂

P.S. Io ho fatto la mia skanatedda in casa, con lievito madre e farina di avena integrale. Buonissima!

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