Paccheri ripieni al forno

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Eccomi qui! È un po’ che non scrivo una ricetta sul blog ma sulla pagina di fb trovate foto di piatti quasi quotidiani 😉 Domenica avevo invitato a pranzo un amico pugliese e volevo preparare qualcosa che ricordasse un po’ il pranzo della domenica in famiglia. Però non avevo lasagne in casa, ma avevo i paccheri ed ho pensato di fare un primo diverso dalla solita calamarata, ossia paccheri ripieni di ricotta vegetale, conditi con pomodoro, besciamella e formaggio vegetale!

Ingredienti per due persone:

200 gr di paccheri

Formaggi vegetali (Gondino + fette Violife)

Per la salsa:

1 barattolo di pomodori bio a pezzetti

1 spicchio d’aglio

Per la bechamèl:

1/2 litro di latte di soia

40 gr di fecola di patate

Olio evo

Noce moscata

Sale

Per la ricotta vegetale:

1 lt di latte di soia

1 cucchiaio di aceto di mele

1 cucchiaio di aceto di mele

Procedimento:

preparare la ricotta di soia la sera prima portando il latte a 80 gradi, ossia quando inizia a fare bollicine sulla superficie, spegnere e aggiungere il succo di limone e l’aceto di mele rimestando bene. Coprite il contenitore e fate raffreddare. Una volta raffreddare mettere a scolare in colino a maglie fitte, se volete potete sciacquarla un po’ sotto il rubinetto per togliere il lieve sapore di aceto che avrà acquistato. Infine mettere in una fuscellina da ricotta a scolare ulteriormente.

Preparare la salsa di pomodoro come siete soliti fare. Io in genere metto a tostare un aglio in camicia schiacciato in un po’ di olio evo e poi aggiungo il barattolo di pomodoro, salo, aggiungo erbe aromatiche secche a piacere e lascio cuocere per un po’.

Intanto preparate anche la salsa béchamel partendo dal roux, ossia scaldate due cucchiai di olio evo, aggiungete la fecola di patate e rimestate finché non si addensa staccandosi dal pentolino, ossia avrà formato il roux. A questo punto togliete dal fuoco, aggiungete il latte di soia tiepido, lentamente e rimestando a sciogliere il roux. Rimettete sul fuoco e continuate a girare per far addensare la salsa. Se volete aggiungete anche un pizzico di sale. Una volta addensata togliete dal fuoco ed aggiungete una grattugiata di noce moscata. Lasciar raffreddare.

Cuocete i paccheri in abbondante acqua salata e scolateli un po’ indietro, ossia un po’ di più che al dente. Metteteli a sgocciolare in verticale su un canovaccio pulito.

Preparate il ripieno versando la ricottina di soia in una terrina aggiungendo il gondino grattugiato e un pizzico di sale e mescolando bene.

Una volta che i paccheri si saranno freddati, o comunque avranno raggiunto una temperatura tale da poter essere tenuti in mano, farcirli con l’impasto di ricotta inserendoli “in piedi” in una pirofila sul cui fondo avrete versato qualche cucchiaio di salsa bechamel, cospargeteli di altra salsa bèchamel, uno strato di formaggio vegetale fondente (ottimo il Violife), poi la salsa di pomodoro, una bella spolverata di Gondino e via in forno a 180 gradi, finché non vedrete dorare il Gondino, ci vorranno intorno ai 30 minuti circa.

Una volta tolta dal forno se vi piace potete servirla con una bella grattugiata di rafano selvatico, molto piccante e aromatico, ma sarà delicatissima e buonissima già così come l’avrete preparata.

E buon appetito!

Gallette energia verde

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Da un po’ di tempo sto collaborando con un nutrizionista al fine di stilare diete alimentari vegan ipocaloriche in cui si possano inserire le ricette del mio blog, e per creare altre ricette perfettamente pesate nei loro ingredienti e adatte a tutti, soprattutto a sportivi e celiaci. I biscotti verdi già lì avevo creati aggiungendo spirulina al mio biscotto della salute e chiamandoli “biscotti di Hulk”, questi sono una versione completamente senza zucchero aggiunto, senza glutine, molto ricca di fibre e adatta agli sportivi che fanno il calcolo dei macros. L’avena, sia in farina anche in fiocchi, esiste certificata per celiaci.

Stamani mentre li preparavo mi son ricordata di due stupendi timbrini giapponesi che non avevo mai usato. Le scritte che riportano sono “HAPPY” e “THANKS” e così diventano dei biscotti motivazionali che attraggono nell’universo tutto ciò di cui abbiamo bisogno! “Sono felice, grazie!”

Ingredienti:

150 gr farina di grano saraceno 

50 gr di farina di mais fioretto 

50 gr farina di soia

50 gr farina di avena integrale

1 cucchiaino di lievito per dolci vegan (cremor tartaro)

1 pizzico di sale integrale

20 gr di fiocchi di grano saraceno

100 gr di fiocchi di avena mignon

30 gr di uvetta bio

10 gr semi di lino dorati macinati al momento 

20 gr di semi di canapa decorticata 

10 gr di spirulina 

15 gr di maca 

30 gr di semi di chia

10 gr di cacao nibs

Mezzo cucchiaino di vaniglia naturale 

50 gr di datteri pesati con il nocciolo e poi denocciolati e tagliati a pezzetti

60 gr olio di girasole bio deodorato 

50 gr succo di mela bio 

200 gr di latte di mandorla non zuccherato
Procedimento: 

Accendete il forno a 150 gradi. 

Mescolare tutto insieme con le mani, impastando ad amalgamare il tutto; una volta ottenuta una palla morbida e non appiccicosa potete stenderla con il matterello su un asse di legno frapponendo della carta forno in modo da ottenere uno spessore di 3-5 mm e che ogni biscotto ritagliato sia circa 10 gr. Prima di infornare ho adagiato i biscotti nella teglia, sempre frapponendo carta forno e ho stampato su tutti le parole happy e thanks pensando che là mio amico Goffredo piaceranno tantissimo per questo motivo! 🙂

Fate cuocere finché non diventano leggermente dorati (color terra di Siena naturale per chi ha dimestichezza con i colori) girandoli appena vedrete la superficie tingersi di questo colore. Attenzione che non devono biscottare troppo, il colore verde conferito dalla spirulina deve restare, altrimenti anche i nutrienti saranno meno biodisponibili per l’eccessiva cottura.

N.B. È volutamente un biscotto poco dolce, la dolcezza gli viene dalla frutta secca e dal succo di mela, ma per il loro apporto calorico saranno adatti ad essere spalmati di marmellata senza zucchero in modo che la vostra colazione/spuntino possa essere varia e bilanciata. Vi ricordo che la spirulina è un superfood e contiene proteine, calcio, ferro, magnesio; la maca, detto anche ginseng delle Ande è un adattogeno e contiene in particolare proteine e magnesio, i semi di canapa pure sono ricchi di proteine, la chia oltre le proteine contiene calcio, fosforo e magnesio…

Sotto troverete la tabella nutrizionale con macros e calorie:

VALORI NUTRIZIONALI X 10 gr (1 galletta)

Calorie (kcal) 30,97

Grassi (gr) 1,24

Carboidrati (gr)  3,97

Proteine (gr) 0.81

Fibre (gr) 0.65
VALORI NUTRIZIONALI X 100 gr (9-10 gallette)

Calorie (kcal) 309

Grassi (gr) 12,4

Carboidrati (gr) 39,7

Proteine (gr) 8,1

Fibre (gr) 6,5

Non stufato alla sangiovannese 

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Certamente i sangiovannesi doc amanti della ciccia non saranno d’accordo, ma noi che non mangiamo carne e amiamo le spezie del Pratesi ci deliziamo così. 

Innanzitutto sappiate che lo stufato alla sangiovannese è un piatto della tradizione locale (San Giovanni Valdarno in provincia di Arezzo) fatto cuocere a lungo, almeno tre ore, con un battuto di cipolla, sedano, carota e soprattutto le spezie del Pratesi, antica drogheria di San Giovanni, la cui ricetta resta segreta. Tradizione vuole che si prepari nel periodo di carnevale, prima di entrare in quaresima, ma spesso lo preparano anche in estate, talmente ne sono ghiotti!

Noi lo facciamo utilizzando il seitan, dimezzando i tempi di cottura, sapendo bene che non dobbiamo abusarne, ma ogni tanto si può 😉

Dosi x 4 persone:

600 gr di seitan al naturale, del tipo sottovuoto o fatto in casa

Cipolla bianca, sedano, carota

Olio evo

brodo vegetale

Sale marino integrale 

Shoyu

Amido di mais

Fare un battuto con le verdure e intanto preparare un brodo vegetale facendo bollire un litro di acqua con cipolla, sedano, una patata, zenzero fresco, pepe e erbette aromatiche e un pizzico di sale marino integrale.

Mettere il battuto in una pentola con olio evo, far appassire un po’, aggiungere 1 cucchiaino di spezie, girare bene per far amalgamare, ed infine il seitan tagliato a pezzetti con le forbici.

Far rosolare il seitan e se si vuole rendere più saporito aggiungere un po’ di shoyu.

Aggiungere lentamente il brodo vegetale bollente e far cuocere per un’oretta. Alla fine addensare con 2 cucchiai di amido di mais disciolti in una tazzina di liquido di cottura. Far riposare un po’.

Servire caldo, non bollente con crostini di pane integrale tostato.

Buon appetito con lo stufato cruelty free ma buonissimo!

Dolmades di cavolo

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Sabato mattina al mercato ho comprato un bellissimo cavolfiore da una contadina, bianco e grande per 1€!

Voleva buttarmi le foglie e l’ho fermata in tempo perché ho visto che erano tenere e verdi. Bene, con questo cavolfiore ho fatto un sacco di cose!

Innanzitutto l’ho lavato e cotto al vapore nel cestello di bambù, adagiando i fiori sulle foglie.

Poi ho iniziato a fantasticare sui suoi molteplici impieghi..

Procediamo con la ricetta dei Dolmades vegan, involtini di verdure:

Ingredienti per circa 15 involtini

3 patate 

Cavolfiore

Borragine o erbe di campo varie

Capperi sotto sale

Pomodori secchi

Curcuma

Timo e spezie a piacere

Sesamo

Mandorle macinate

Procedimento:

Lessare le patate e schiacciarle con una forchetta insieme al cavolfiore cotto al vapore. Unire i capperi dissalati e tagliati a pezzetti, e i pomodori secchi, precedentemente ammollati e tagliati a striscioline. Ho aggiunto anche della borragine cotta che mi era avanzata dalla farifrittata, ma potete aggiungere bieta, spinaci o erbe di campo. Insaporite con le spezie e le erbette che più gradite, niente sale però che avete messo i capperi, la curcuma in particolare io la metto sempre. Aggiungete anche della granella di mandorle leggermente tostata.

Impastate bene il tutto e formate i dolmades riempiendo le vostre foglie di cavolo; per far aderire la foglia a se stessa basta mettervi un po’ di ripieno, a “incollare”. Per qualcuna più grossa ho usato lo stuzzicadenti. Ah, le foglie molto costolute le ho sfilettate, ho tolto la parte bianca e spessa.

In una teglia da fornetto mettete un filo di olio e spolverizzate con farina di mais bramata. Adagiatevi i dolmades, spolverizzate con sesamo e mettete in forno a 170 gradi per 15-20 minuti.

Poiché mi è avanzata la farcitura (diciamo che ne ho fatta in più di proposito perché è troppo buona) ho fatto delle piccole crocchette che ho passato nella farina di mais bramata e ho infornato alla stessa temperatura, dopo averli conditi con un filo d’olio e semi di sesamo. Buonissime!!!!

Una parte del cavolfiore l’ho utilizzata per farcire la lasagna di pane carasau.

Morale: “de’ cavolfiore ‘un si butta via nulla!”

Buon appetito! Ed è anche glutenfree! 😃









Simil panadas al tofu, verdure e béchamel 

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Girando per il web si incontrano tante belle ricette e questa tipica sarda è una delle tante che mi ha ispirato.

Le panadas sono delle tortine salate che fanno parte della tradizione sarda e sono in genere ripiene di carne, noi ovviamente le veganizziamo riempiendole di verdure. Il mio è solo uno spunto, poi sbizzarritevi voi!

Ingredienti per 6 tortine:

Per la sfoglia:

300 gr di farina (150 di semola rimacinata di grano duro e 150 integrale o del tipo che preferite)

105 ml di olio evo

1 pizzico di sale dell’Himalaya 

Acqua calda q.b. 

Per il ripieno:

100 gr di tofu

Acqua

olio evo

2 patate piccole

Cavolfiore romano

Timo

Semi vari (zucca, girasole, papavero..)

200 ml Latte di avena 

1 cucchiaio di amido di mais

Noce moscata

Mescolate innanzitutto farina e olio  e il pizzico di sale e poi aggiungete lentamente acqua, continuando a impastare fino ad ottenere un panetto morbido e non appiccicoso che metterete a riposare al fresco, o in frigor, avvolto nella pellicola.
Nel frattempo lavate il cavolfiore, tagliatelo secondo le cimette che ha e cuocetelo al vapore. In una padella mettete acqua e olio e aggiungete le patate tagliate a pezzettini con un pizzico generoso di timo, niente sale, non servirà. Quando la patata sarà intenerita, aggiungete le cimette e fate insaporire il tutto. Devono rimanere al dente. Io ho usato le patate rosse bio di Cetìca recentemente acquistate in Toscana.

Preparare la salsa béchamel con latte di avena, olio evo e 1 cucchiai di amido di mais. La ricetta dettagliata la trovate qui. Quando sarà addensata, togliete dal fuoco e fatevi una bella grattugiata di noce moscata. Lasciate intiepidire.

Preparate il tofu saltandolo in padella con olio evo, acqua e shoyu, la ricetta qui.

Ungete con olio evo dei pirottini di alluminio e spolverateli con della farina di mais o di grano duro.

Prendete la vostra sfoglia e tiratela sull’asse, non vi servirà farina, non attaccherà al ripiano, dello spessore di 3-5 mm, io personalmente la preferisco sottile. Tagliate dei tondi di pasta più grandi del vostro pirottino e inseriteli all’interno, foderandolo. Disponete dei pezzettini di tofu sul fondo, una cimetta di cavolo e le patate. Riempite i vuoti con la besciamella. 

A questo punto potete spolverate la superficie con semi di vostro gradimento oppure coprirla con un disco di pasta. La prossima volta mi cimenterò nella chiusura tipica delle panadas, fatta a cordoncino che è veramente carina ☺️

Infornate a 170 gradi per 30 min o comunque finché la superficie non è color terra di Siena.

Servite calde e buon appetito! La panada si può fare anche grande e può essere un ottimo piatto pasquale 😉

P.S. Un grazie a Giuli e Ale per l’ispirazione 😍

Savuzizz e’ fasul’

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Ricetta mia senza glutine per delle salsicce/würstel Vegan e bone!

300 gr di fagioli bianchi lessati
2 cucchiai di farina di ceci
1 cucchiaino di agar agar
Spezie mix masala q.b. (Io quelle del Banchelli di San Giovanni Valdarno😉)
1 cucchiaino di Curcuma
1cucchiaino Peperone rosso dolce in polvere
1 cucchiaino Zenzero in polvere
1 pizzico di Pepe
2 cucchiai di Tamari
1 pizzico di Sale
1 cucchiaino di Timo

Passare i fagioli al mix, versare in una ciotola e aggiungere le spezie.
Sciogliere il cucchiaino di agar agar in mezza tazzina di brodo vegetale o acqua fredda, aggiungere al composto e far andare il tutto sul fuoco per 5 minuti facendo amalgamare.
Girare il composto su un tagliere in legno e far raffreddare. Quando è un po’ più sodo prendere della pellicola senza Pvc e comporre il würstel. Arrotolare stretto e legare bene gli estremi con dello spago.
Cuocere a vapore in un cestello di bambù per 40 min.
Lasciar raffreddare completamente per almeno 5 ore, meglio se passano una notte in frigor, e cuocerli in padella o alla piastra grigliata, serviti con le salse che più vi aggradano, tipo la mayovegan.
Gustare bene e con lentezza il sapore di una salsiccia fatta coi fagioli, totalmente crueltyfree 😃 accompagnata con dell’insalatina fresca come la valeriana.

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Falafel (polpettine di ceci)

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Lo so che la ricetta la trovate ovunque, a me l’ha passata un caro amico ristoratore che ha lavorato lunghi anni in Francia ed ha avuto la fortuna di rapportarsi e apprendere cose fantastiche da tutte le etnie. Quindi questa è la ricetta di Gaetano, un po’ modificata da me!
Divertitevi! J’adore falafel ❤️

Ingredienti:
1 cipolla
300 g di ceci

2cm di alga kombucha

prezzemolo
qualche foglia di menta
cumino
coriandolo
sale
pepe
peperoncino piccante se gradito

Farina di ceci q.b.

Farina di mais bramata q.b.

Olio di semi di girasole
Procedimento:

Mettete i ceci in ammollo per 12 ore con alga kombu.

Scolateli e frullateli in un mixer insieme a tutti gli ingredienti. Non deve venire un impasto troppo fine.
Lasciate riposare il tutto in frigo per un paio d’ore, io l’ho tenuto per 24 e si è assestato ancora di più. Se l’impasto dovesse risultare troppo umido, aggiungere della farina, preferibilmente di ceci.
Componete delle polpettine appena schiacciate, passatele nella farina di mais bramata per avere una doratura più croccante, e friggete in abbondante olio bollente.

Servitele calde con il pane arabo, ottimo è quello di creando si impara, con verdure fresche e con la mia mayovegan special 😉 , con la tahina e con la babaganoush.
Gnam!

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Grazie a Mopur

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Oggi pensavo.. Ma perché invece del cotechino quest’anno non ci mangiamo un bell’arrosto di mopur? Vegetale, saporito e cruelty free! Guardate la foto, non avete già l’acquolina in bocca?

Mopur è il nome sanscrito del dio che presiede alla germogliazione del grano, nome che è stato utilizzato per un impasto di farina di legumi e grano, conosciuto anche come “carne vegetale”.

La descrizione più esaustiva che ho trovato è questa qui

Sappiate che il mopur deriva dall’unione di farina di glutine con una farina di legumi e aromi vari, il tutto sottoposto a lievitazione con lievito madre naturale. Durante il processo di lavorazione del Mopur le proteine vengono scomposte in singoli aminoacidi liberi, portando il glutine – principale componente dell’impasto – a livelli molto bassi e garantendone una facile digeribilità e un alto apporto proteico ed energetico.

Per autoprodurlo, io utilizzo la ricetta di Aldo Bongiovanni del sito Tibiona che ho trovato semplice, veloce, e di ottima riuscita.
Eccola qui fedelmente riportata:

Ingredienti

40g di glutine di frumento
160g di farina di lupino (io uso quella di lenticchie, facilmente reperibile)
100g di lievito madre liquido (li.co.li)
210ml di acqua tiepida
5g di sale marino grezzo
Spezie q.b.
Estratto di pomodoro in crema q.b.

In una boule miscelare molto bene la farina di lupino, il glutine in polvere, l’estratto di pomodoro, il sale e le spezie.
Aggiungere il lievito madre liquido, l’acqua e impastare con molta cura
fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Coprire e porre a lievitare per min. 12 ore (max 48).
Dopo almeno 12 ore di fermentazione, avrà aumentato il volume (a seconda delle temperatura di fermentazione e dell’attività del lievito madre) e vi saranno delle alveolature più o meno abbondanti all’interno.

A questo punto trattatelo come l’impasto del seitan e cuocetelo poi seguendo le ricette indicate nel blog, oppure semplicemente come se fosse carne, facendo scaloppine ai funghi, cotolette, spezzatino..

Io per Natale ne ho fatto un meraviglioso arrosto ripieno di tofu, cecìna e cicoria selvatica, l’ho bollito come si fa con il seitan, poi l’ho drogato con salvia e rosmarino e l’ho fatto rosolare in padella in acqua+olio+shoyu.. Il risultato è quello della foto in evidenza. Che ne dite?

Il mopur ha solo il 7% di grassi su 100 grammi di prodotto e ben il 28% di proteine, sempre più della carne, e per di più di origine vegetale 😉

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Vegburger

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Un’altra ricetta che parla di riciclo e che ci aiuta a non buttare via niente e a risparmiare soldini, privilegiando la nostra salute, sia fisica che psichica 🙂

Ingredienti:

1 tazza di lenticchie decorticate da cuocere o una scodella di già cotte
Residui di centrifugato di verdure miste
Zenzero fresco grattugiato
Farina di ceci q.b.
Spezie
Pepe
Sale dell’Himalaya
Basilico, menta, timo
Farina di mais per impanare

Se le lenticchie sono brodose, farle sgocciolare bene e poi aggiungete gli altri ingredienti. La farina di ceci, anche in questa ricetta, oltre che sapore, serve a dare consistenza. Le spezie e le erbe aromatiche fresche sono a vostro gusto e piacere. Formate delle pallette, schiacciatele, e se vi piace una finitura più croccante, passatele nella farina di mais, altrimenti in quella di ceci.
Disponetele in una teglia coperta di carta da forno, irroratele con un filo d’olio e cuocetele a 200 gradi per 20 min, girandole a metà cottura e facendo attenzione che non si secchino troppo.
Servitele calde accompagnate da una bella insalata verde fresca e da qualche salsa sfiziosa come la guacamole e la mayovegan.
Oppure farcitevi dei panini integrali per i vostri picnic, dopo averli spalmati all’interno con della mayovegan, alternandole a fette di pomodoro e rucola.

N.B. Al posto delle lenticchie potete usare ceci, fagioli o fave, variate il gusto del vostro vegburger come più vi aggrada. All’impasto potete anche aggiungere un po’ di cipolla di Tropea fresca o del concentrato di pomodoro per renderli più saporiti.

Polpette ispirate

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Ricetta per tutti gli amanti delle polpette e del riciclo!
P.S. Gaia, so già che amerai molto questa nuova ricetta di polpette al forno 😉
La mia trae ispirazione da quella degli amici di Povero Vegano ed è il modo migliore per riciclare l’okara di soia che vi è avanzato dal vostro latte di soia home made, e i residui dei vostri succhi di verdure.
Sono polpette proteiche, in quanto contengono le proteine della soia, e sono economiche perché permettono di riciclare avanzi che altrimenti butteremmo!

Ingredienti:
100 gr di okara di soia
Residui di “centrifugato” di verdure misto (carota, sedano, spinaci, bieta..) q.b.
1 patata lessa
Menta
Timo
Basilico
Zenzero grattugiato
Buccia di limone grattugiata
3-4 cucchiai di farina di ceci
Pepe
Spezie
Sale dell’ Himalaya
Curcuma q.b.
Olio evo

Salsa da pucciare:
Shoyu
Acqua
Zenzero grattugiato

Ho messo “centrifugato”, tra virgolette, perché io ho un estrattore di succo, non una centrifuga, da cui estraggo le mie bevande vegetali. La differenza rispetto alla centrifuga è che lavora ad un numero di giri molto basso (dai 60 agli 80 al minuto) in questo modo gli enzimi e le vitamine, che sono termolabili, non si bruciano e la vostra bevanda può trasmettervi tutti i benefici della verdura fresca intatta.

Mescolate insieme tutti gli ingredienti, esclusi quelli della salsa che preparerete mentre le polpette sono in forno, aggiungendo i residui di verdure nella quantità che desiderate, un patata bollita e schiacciata per legare meglio il tutto, spezie di vostro gradimento, un po’ di curcuma per dare un bel colore giallo ocra alla polpetta, menta e basilico freschi spezzettati a mano, e farina di ceci nella quantità giusta a rendere modellabile l’impasto.

Formate delle piccole palline e disponetele su una teglia precedentemente ricoperta di carta forno. Versate un filo d’olio sulle polpette e infornate a 200 gradi per 20-30 min, ricordandovi di girarle a metà cottura.

Servitele tiepide con il vostro puccino di shoyu, acqua e zenzero in cui le tufferete prima di mangiarle, oppure accompagnatele con della mayovegan.
Il loro sapore sarà molto delicato e il puccino gli conferirà una sapore più deciso, oltre a renderle ancora più digeribili!

Polpettine d’avena

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Finalmente è arrivata l’estate! E mentre andiamo in giro per sagre e rievocazioni medievali, una ricetta che sarà apprezzatissima dai golosi di polpette, ma attenzione alla reazione dei vegani! Quando le metterete a tavola, e le assaggeranno, penseranno tutti che sono di carne! 😉

Ingredienti per circa 20 polpettine

100 gr di fiocchi di avena
Cipolla
Shoyu
Acqua
Olio evo
Farina di mais fioretto o altra farina q.b.

Affettate sottilmente mezza cipolla e mettetela ad appassire in un tegame con acqua, olio e salsa di soia, versate in parti uguali. Quando la cipolla è cotta e insaporita, versare il contenuto del tegame in una scodella, in cui si avrete messo circa 100 gr di fiocchi di avena, e attendere che i fiocchi rigonfino. Se il liquido di cottura era poco, aggiungete un po’ di acqua tiepida mista a salsa di soia.
Impastate con le mani amalgamando il tutto; se appiccicoso aggiungete un po’ di farina di mais (quella fioretto, macinata sottile è perfetta) o altra farina di vostro gradimento (di ceci, integrale.. ) fino ad ottenere un impasto elastico ma non appiccicoso. Create delle polpettine compatte e friggete in abbondante e bollente olio di semi di girasole. Una volta tolte dall’olio mettetele a scolare su carta assorbente.
Servitele con una bella insalata verde e fresca, condita con succo di limone e alghe essiccate.
Prima di mangiarle tuffatele in un ciotolino in cui avrete mescolato acqua, un goccio di salsa di soia e zenzero fresco grattugiato: servirà a rendere il fritto digeribilissimo.
Buone eh? 🙂20140731-204425-74665301.jpg

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