Crocchette di lupino

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Il lupino: “la carne dei vegani”…

Premetto che sul web ne esistono mille mila versioni di burger e polpette di lupini, non in ultimo quella deliziosa assaggiata a casa della mia amica Gaia questo fine anno, e dunque questa è solo la mia versione di un secondo proteico e gustoso, ovviamente realizzato senza crudeltà💚

È una ricetta con zero grassi, una piccola parte di carboidrati, zero sale aggiunto, e riscaldante, grazie allo zenzero, direi adattissima a chi fa sport o per chi vuole seguire un regime ipocalorico e nutriente.

È importante prima di prepararle tenere a bagno i lupini per almeno 24 ore, onde eliminare i fitati che in quanto legumi essi contengono.

Ingredienti (per circa 13 crocchette):

380 gr di lupini (1 confezione del supermercato)

2 patate medie (circa 150 gr in tutto)

Curcuma

Zenzero fresco

Erbe di Provenza

Gondino grattugiato (formaggio vegan  della pangea food) o, in assenza, 2 cucchiai di lievito alimentare in scaglie 

Lessate le patate con la buccia e intanto sbucciate i lupini.

Frullate i lupini con 1 goccio di acqua tiepida in modo da ottenere un composto appena morbido ma non liquido.

Sbucciate le patate e passatele allo schiacciapatate. Unite il composto di lupini alle patate e aggiungete curcuma, un po’ di zenzero fresco grattugiato al momento, erbe provenzali (le trovate al supermercato, è il mix adatto per insaporire i lupini) e un po’ di Gondino stagionato grattugiato. Mescolate il tutto in modo che i sapori si amalgamino tra di sè. Non ho aggiunto sale perché trovo che i lupini siano già saporiti.

Scaldate il forno a 200 gradi e intanto preparate delle crocchette dandogli la forma con le mani. Disponetele in una teglia antiaderente e infornatele per circa 20 minuti, girandole a metà cottura. Se le volete più saporite, ma anche più caloriche, cospargetele con un filo di olio evo prima di infornarle.

Io le ho servite con insalatini di zenzero che aiutano a digerire il lupino per alcuni un po’ indigesto, e un cucchiaio di mayovegan della quale potete anche fare a meno perché sono gustosissime di suo. Naturalmente fate precedere il piatto da una bella e grande insalata verde fresca che prepara gli enzimi del nostro stomaco alla digestione 😉

Buon appetito e… Buon allenamento! 💪🏽

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Zeppole 

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Le ho sognate nel periodo natalizio ma l’influenza mi ha impedito di cimentarmi in cucina. Mia mamma le preparava sempre per San Giuseppe, il 19 marzo, ma bastava chiedergliele e si metteva all’opera. All fine, a parte i tempi di lievitazione, sono velocissime da fare!

Così, su richiesta di Simona, mia amica di infanzia che ha sempre gradito le zeppole di mamma, ho deciso di provarci! Ovviamente le mie sono totalmente cruelty free 💚

Dose per circa 20 zeppole

Ingredienti:

300 gr di farina bio (io ho fatto 200gr di farina di farro  e 100 tipo 0)

150 gr lievito madre liquido rinfrescato la mattina

100 ml latte di mandorla (o vegetale qualsiasi)

2 patate medie 

40 gr di burro vegetale o margarina vegetale già pronta 

2 cucchiai rasi di zucchero di canna chiaro 

La buccia grattugiata di mezzo limone bio

1 pizzico di sale integrale 

Zucchero e cannella per spolverata finale
Per chi non avesse il li.co.li (lievito madre liquido) e vuole usare lievito di birra fresco le dosi sono queste:

375 gr farina

5 gr di ldb se fate il poolish oppure 15 gr se non lo fate

175gr latte vegetale
Iniziate lessando le patate e una volta raffreddate privatele della brucia e passatele nello schiacciapatate.

Versate la farina sulla spianatoia in legno, fate una fontana e aggiungete gli ingredienti al centro. Il latte vegetale versatelo lentamente, perché a seconda della farina che userete potrebbe volercene di più o di meno. Se avrete scelto di usare ldb ricordatevi di scioglierlo prima in un po’ del latte previsto in ricetta, meglio se tiepido.

Impastare con le mani fini ad ottenere un composto morbido ed elastico, non deve essere appiccicoso, e iniziate a fare dei colombini che unirete a cerchio dandogli la forma della ciambella. Tenete conto che durante la lievitazione raddoppieranno quindi lasciate un bel vuoto al centro che altrimenti si chiuderà. Disponeteli sulla spianatoia in legno spolverata di farina o su leccarda foderata di carta forno, copritele con un canovaccio e mettetele al calduccio a lievitare (io sopra la stufa a pellets).

Usando il licoli e avendo di notte la casa fresca (circa 10 gradi), io le ho lasciate lievitare tutta la notte, se avete invece la casa ben calda lasciate lievitare per 2-3 ore e poi controllate: se toccandole con un dito la fossetta torna subito su, devono ancora stare, se resta il segno sono pronte per essere fritte! 

Friggetele in abbondante olio di girasole (deve essere ben caldo perché altrimenti non si gonfiano). Una volta fritte, e deposte qualche secondo su della carta assorbente a gocciolare, le passate in un piattino dove avrete mescolato zucchero di canna con un po’ di cannella. E voilà sono pronte, mangiatele calde che son più buone!

Torta della Befana (zucca e cioccolato)

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Sta arrivando il gelo…lo annuso nel vento come gli animali selvatici, d’altronde questa notte arriverà la Befana, ed io vorrei scaldarla un po’, con un dolce alle spezie, che sia peccaminoso ma neanche troppo perché ormai anche lei c’ha na certa, usando come ingredienti una bellissima zucca Hokkaido arancione, tanto la Befana è multietnica, e poi la cannella, e l’arancia, e lo zafferano…

La ricetta di partenza è sempre la stessa che ho usato per Life On Mars solo che stavolta non mettiamo il dulce de leche ma la zucca! Anche gli ingredienti e il procedimento per la ganache al cioccolato e la crema di tofu la trovate lì 😉

Ingredienti per la crema di zucca:

1/2 zucca Hokkaido (di circa 20 cm di diametro)

2 cucchiai di zucchero di canna chiaro macinato a velo

Un pizzico di cannella

Un pizzico di sale

2 cucchiai di farina di riso
La buccia grattugiata di mezza arancia bio

Zafferano e scaglie di mandorle per decorazione 

Tagliare a pezzi una zucca bio tipo Hokkaido con la buccia (è la parte più saporita), far cuocere per 10 min in pentola a pressione, giusto il tempo che diventa tenera e frullare. Aggiungere lo zucchero, la buccia di arancia grattugiata a fresco, la cannella, il sale e metterla sul fuoco con 2 cucchiai di farina di riso. Far bollire un po’ in modo che la farina di riso si amalgami alla zucca e le dia un po’ di consistenza e poi lasciatela raffreddare.

Intanto avrete fatto la frolla e foderato l’apposita tortiera, tipo quelle che si usano per la pastiera napoletana, ma va bene una qualsiasi. Versatevi dentro la crema di zucca e sopra la crema di tofu (preparata secondo la ricetta sopracitata). Mettete in forno a 180 gradi finché la frolla non diventa color terra di Siena naturale. Fate raffreddare e versatevi sopra la ganache al cioccolato. Per poterla tagliare bene e gustare al meglio attendete almeno 12 ore

Servite con scaglie di mandorle e pistilli di zafferano.

Ah! Non mangiatela tutta, lasciatene una fetta alla signora Befana! Certamente vi ricompenserà 🌸

Torta di semolino

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Un dolce semplice, tipico di Firenze, fatto di pasta frolla, semolino e cioccolato fondente. Renderlo vegan è stato semplicissimo dopo aver creato la “life on Mars” 😃 ed ecco qui la ricetta, in parte identica a questa torta deliziosa:

Ingredienti:

Per la frolla vedi quella di Life On Mars

Per il ripieno:

500 ml latte di soia aromatizzato alla vaniglia (ottimo quello coop!)

125 gr semolino

60 gr zucchero di canna chiaro

La buccia grattugiata di un limone bio

1 pizzico di sale

Far bollire il latte e versarvi a pioggia il semolino facendo cuocere, sempre rimestando, per un 10 min.

Stendere la frolla in una teglia foderata di carta da forno bagnata e strizzata e versarvi sopra il semolino ancora tiepido, ossia, non ancora completamente addensato. Versarne in quantità pari a metà dell’altezza della teglia. Cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi finché la frolla non diventa dorata. Far raffreddare fuori dal forno.

Intanto preparare la ganache come indicato in Life On Mars, lasciarla intiepidire un po’ e versarla sulla base cotta e raffreddata. 

Un consiglio: prepararla il giorno prima di mangiarla in modo che si assesta e resta compatta quando si affetta.

Crêpes affogate

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Una ricetta semplice e veloce fatta in 5 minuti mentre pregustavo come mangiare lo sciroppo di acero comprato pochi giorni fa. Che buono che è! Sarà la mia nuova droga!

Le crêpes sono senza glutine, senza grassi, senza uovo e senza latte ma veramente deliziose! Potete farcirle di frutta, di creme, di crema della volpe, affogarle di gelato, o addirittura fare abbinamenti salati perché l’impasto è neutro.

Dosi per circa 4 crêpes:

4 cucchiai di farina di riso integrale

4 cucchiai di farina di grano saraceno 

1 pizzico di sale

1 pizzico di bicarbonato

Latte vegetale q.b.

1 cucchiaino Olio evo 

Scaglie di mandorle o granella di frutta secca
Mescolate le farine con il sale e il bicarbonato e aggiungere lentamente il latte vegetale mescolando con una frusta.

Far riposare qualche minuto l’impasto, e se necessario perché addensato, aggiungere un altro po’ di latte vegetale.

Con un pennellino ungete un padellino antiaderente con olio evo, far scaldare e versare un cucchiaio di pastella. Far cuocere bene su entrambi i lati, girando solo quando si sarà formata la crosticina. Ogni volta che spadellate una crêpes, prima di versare nuovo impasto ungete il padellino con il pennello.

Trasferire via via le crêpes in un piattino facendo una pila di 4. Piegate a libro e cospargete di sciroppo d’acero e mandorle a scaglie.


Mangiatele ancora calde, e sappiatemi dire! 😉 la mia Renèe ha detto ok!!! 🐱

Buona domenica cruelty free 🙏🏻💚

Frittatine di amaranto alle erbe aromatiche 

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L’amaranto, cereale proteico, digeribile e gluten free. A qualcuno non piace il suo sapore terroso e quello scrocchiare sotto i denti, ma usato come ripieno per le zucchine avrete un piatto unico e completo, oppure potete preparare delle frittatine da cuocere in forno, una squisitezza che anche i bimbi apprezzeranno.

Ingredienti x circa 18 frittatine:
3/4 di tazza di amaranto

2 cucchiai di farina di ceci

2 zucchine fresche tagliate a pezzettini

Sale integrale 

Pepe macinato al momento

Nepitella

Santoreggia 

Origano 

o altre erbette a piacere 

Olio evo

Pan grattato o farina di mais
Sciacquare bene il cereale in un colino a maglie fitte e mettere a cuocere in un pentolino con acqua in proporzioni 1:3 e un pizzico di sale grezzo marino senza rimestare mai.

Intanto ungete una teglia da fornetto con olio evo e cospargerla di pangrattato o farina di mais e tagliate le zucchine a dadini piccoli e sottili. Se lo volete più light niente olio ma carta da forno bagnata e strizzata, però verranno meno saporite.

Quando tutta l’acqua si sarà assorbita, l’amaranto sarà cotto.

Fatelo raffreddare che tenderà a rapprendersi e versatelo in una ciotola dove aggiungerete 2 cucchiai di farina di ceci, le zucchine e le erbette aromatiche. La consistenza dovrà essere morbida-liquida, da essere sporzionato a cucchiaiate. Aggiungete all’impasto anche 1 cucchiaio di olio evo. Aggiustate di sale e pepe.

Con un cucchiaio versate il composto nella teglia a formare piccole frittatine. Può darsi che in cottura si uniranno, ma non preoccupatevi.
Cuocete nel fornetto preriscaldato a 175 gradi per circa 15-20 minuti. Saranno pronte quando avranno formato una crosticina dorata e croccante intorno ciascuna frittatine. Per cuocerne 18 ho fatto due infornate.

Mangiatele calde accompagnate da insalatina fresca di campo.

E..fatemi sapere se avete cambiato idea sull’amaranto! 😉

Gattò di ceci 

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Ingredienti

150 gr di ceci 

Erbette aromatiche

Sale integrale q.b.

Curcuma

Paprika affumicata

2 cucchiai (30 gr) olio evo

Farina di mais fioretto “Ki” q.b.

80 gr (4 fette preconfezionate) formaggio veg filante “Violife”

2 cucchiai (30 gr) di nocciole tritate

PROCEDIMENTO:

Mettete in ammollo per almeno 12 ore 150 gr di ceci secchi. Cambiate l’acqua 2-3 volte, l’ultima volta aggiungete un pezzetto di alga kombu per renderli più digeribili.

Mettete i ceci in una pentola a pressione con acqua pari a 3 volte il loro volume e da quando fischia fate bollire 20 min. Spegnete il fornello e lasciateli lì dentro a continuare la cottura da soli per almeno un pomeriggio.

Scolate i ceci, conservate l’acqua di cottura per fare meringhe o soufflé.

Frullate i ceci e metteteli a riposare in frigo per una notte.

Il giorno dopo tirateli fuori dal frigo e, come per i cordon bleu di cicerchie, dividete l’impasto in due parti.

Una parte conditela con sale alle spezie e timo, volendo potete aggiungere una spolverata di curcuma, e l’altra metà invece conditela con un po’ di sale e della paprika affumicata di cui io vado matta perché rende gustoso ogni piatto, sopratutto quelli di legumi.

A questo punto se volete un gattò molto soffice e cremoso aggiungete qualche cucchiaio di panna vegetale a entrambi gli impasti, io ho evitato, per non eccedere coi grassi.

Mettete in una teglia da fornetto 2-3 cucchiai di olio evo e adagiatevi, livellando bene, il primo impasto, quello al timo. Se lo preferite low fat, niente olio, ma foderate una teglia con carta forno bagnata e strizzata. 

Affettate del formaggio vegan filante (io uso violife) e disponetelo sull’impasto in teglia.  

Versatevi sopra l’altro impasto, quello rosa, e livellate bene. Cospargete di nocciole tritate e informate a 180 gradi finché la superficie non sarà ben dorata.

Accompagnate da una bella insalatina primaverile di radicchi. Tiepido o freddo è ugualmente buono.

P.S. È anche glutenfree!