Piadina sfogliata di canapa

Standard

Ricetta presa dal blog di “creando si impara” e rielaborata Vegan.
Uno street food e anche un po’ junk food per la varietà di ingredienti che fuoriescono mentre la addenti 😝
Ottima accompagnata da una birra o, se vogliamo essere vegani attenti alla salute, accompagnata da un kefir fermentato 2 giorni.

Ingredienti per due piadine giganti:

65 gr esubero licoli
175 gr farina 0
50 gr farina di canapa
1 cucchiaio olio evo
100 gr acqua
50 gr di burro di soia

Mescolate l’esubero con la farina e l’acqua.
Aggiungete il sale e l’olio fino ad ottenere un impasto liscio e non appiccicoso. Su un piano da lavoro dividete l’impasto formando delle palline del peso di circa 60 gr ciascuna e lasciate riposare una mezz’oretta.
Sciogliete delicatamente il burro a bagnomaria.
Se volete ottenere una lieve sfogliatura stendete la pallina d’impasto formando un disco più sottile possibile.
Spennellate col burro fuso, arrotolo formando un cilindro, avvolgete formando una chioccola e lasciate riposare 10 minuti.
Stendete la chioccola dello spessore di qualche millimetro e cuocete in padella calda qualche minuto per lato.
Se invece volete una sfogliatura più accentuata, stendete ogni panetto molto sottile, spennellate con il burro e sovrapponete con un altro disco di pasta. Procedete con tutte le palline formando una pila di 6 dischi di pasta tra i quali c’è il burro.
Stendere formando un’unica piada, alta mezzo cm. Cuocete in una padella anti aderente ben calda qualche minuto per lato.
Adesso potete farcire come più vi piace! Io ci ho messo veramente di tutto:

mayovegan (in abbondanza)
Straccetti di mopur
Falafel diviso a metà per larghezza
tamagoyaki di cecìna
Rucola, pomodorini datterini, cipolla di Tropea

Piatto unico, perfetto per guardare un film insieme ❤
E vedrete che non vi appesantirà.. 😉

IMG_2270.JPG

Brioches brioche

Standard

Dopo il Danubio vegan, morbido sofà, non potevo non testare una ricetta di brioche vegan. La mia è leggermente modificata rispetto a quella di “creando si impara” ma vi assicuro che ve ne innamorerete:

Ingredienti:

490 gr farina 0
150 gr licoli rinfrescato la mattina
100 gr zucchero di canna integrale Mascobado o Dulcita
90 gr latte di riso
2 uova di gel di lino
100 gr di burro di soia
40 gr di olio di semi di girasole
1 cucchiaino di vaniglia raw
la buccia grattugiata di un limone bio

Impastare tutti gli ingredienti insieme, per il gel di lino trovate la ricetta qui.
Conviene fare l’impasto la sera, lasciarlo lievitare al calduccio (25 – 28 gradi) coperto da pellicola e da un vecchio golfino di lana. La mattina, se l’impasto è triplicato, stendetelo sulla spianatoia e tagliatelo a spicchi formando i cornetti come descritto qui; far lievitare in forno spento a 28 gradi per altre 3 ore; infornare a 180 gradi per 25 minuti.
Potete mangiarle così o farcirle con la crema della volpe! 😀
Ottima colazione per i bimbi, buone a tutte le ore!

IMG_2212.JPG

IMG_2211.JPG

IMG_2213.JPG

Torta Amore e Psiche

Standard

« … colpito, il dio si risveglia; vista tradita la parola a lei affidata, d’improvviso silenzioso si allontana in volo dai baci e dalle braccia della disperata sposa (Apuleio, Le Metamorfosi, V, 23) »

Certamente conoscete tutti la favola di Amore e Psiche.
Amore, immortale, e Anima, mortale, destinati ad amarsi ma a vivere divisi perché Anima (Psiche) non si fida di Amore (Eros) e, mal consigliata dalle sorelle invidiose, infrange la promessa fatta di non cercare mai di vedere il volto dello sposo. Così Psiche dovrà affrontare prove terribili prima di potersi ricongiungere, con una nuova vita da dea, immortale, al proprio Amore.

Una torta divisa in due metà, morbida e cioccolatosa, da offrire al vostro amore. Vi sembra un cuore infranto? 🙂 Ma no, sono le due parti del cuore che si cercano e si trovano, guidate dal profumo di pepe rosa e cannella, abbracciate dalla morbida pera caramellata..

Ingredienti:

175 gr farina di riso
75 gr amido di mais
120 gr zucchero mescobado o 1 cucchiaio colmo di stevia raw
75 gr cacao amaro in polvere
400 ml latte di riso o di mandorle autoprodotto
1 cucchiaino di maca
1 bustina di lievito per dolci bio
2 pere o mele
1 manciata di pinoli
Pepe rosa macinato q.b.
Cannella macinata un pizzico

Sbucciare le pere e tagliarle a dadini.
Rotolare i dadini di pera in un po’ di zucchero e cannella in polvere, se piace.
In una ciotola mescolare la farina con lo zucchero, il cacao e il lievito. Unite il latte vegetale girando bene con una frusta senza sbattere troppo il composto o vi risulterà gommoso.
Versate l’impasto in uno stampo a forma di cuore.
Distribuite i dadini di pera sulla superficie, spolverizzate con pepe rosa e i pinoli.
Infornate a 180° per 30 minuti. Lasciate raffreddare prima di tagliare a metà a zig zag e servire.

N.B. La torta non contiene glutine, è adatta quindi a qualsiasi amore! Anche a quello più intollerante :*

Morbido sofà

Standard

Oggi voglio sapere chi di voi ha mai assaggiato le soffici e morbide brioche napoletane? Chi lo ha fatto le ricorda certamente con affetto e nostalgia.. Bene, grazie alla pagina fb di “La pasta madre” ho trovato la ricetta del Butcheln e quando l’ho provato a fare con le opportune modifiche, il risultato ottenuto non è stato diverso dalle amate brioche napoletane. Così ho fatto ricerche ed ho scoperto che il mitico pasticcere napoletano Scaturchio, andato soldato nella grande guerra, se ne tornò sano e salvo con una bella mogliettina di Salisburgo e portò a Napoli nuove ricette austriache, tra cui quella del Butcheln, che ribattezzò Danubio in onore della moglie. Dunque le mie papille gustative non si erano sbagliate 🙂
Eccovi qui gli ingredienti del Butcheln o Danubio o brioche napoletana, Vegan ovviamente, provare per credere!

180 gr licoli (pasta madre liquida) rinfrescato la sera prima
1 cucchiaino di malto
450 gr farina 0 del tipo per dolci
50 gr amido di mais
l’equivalente in gel di lino di 2 uova
2 cucchiai di olio di semi di girasole
Buccia di un limone bio grattugiato
Buccia di un’arancia bio grattugiata
Mezzo cucchiaino di vaniglia raw
50 gr latte di soia + 100 di acqua
120 gr zucchero di canna mascobado
1 pizzico di sale

Innanzitutto, per fare l’ uovo di lino si procede così:

Fate bollire 50 gr di semi di lino in 700 ml di acqua per 30 min circa.
Filtrate subito attraverso un colino di metallo a maglie strette, sporzionate in pirottini di alluminio il gel ottenuto, mettendone 3 cucchiai per ciascheduno, che corrispondono a un uovo, e congelateli se non dovete usarli. La consistenza è quella della chiara dell’uovo.
Per dovere di giustizia e copyright, ci tengo a dire che chi ha messo a punto questo metodo è Miyoko Schinner.

Procedimento per il morbido sofà :

Mettete il licoli in una ciotola, aggiungete acqua + latte di soia e il cucchiaino di malto (di orzo, o di riso, vanno bene entrambi), due cucchiai di farina, girate bene e lasciatelo riposare un’ora.
Dopo che si saranno formate un po’ di bollicine, aggiungete tutti gli altri ingredienti.
Impastate fino a quando non si formerà un panetto liscio e morbido che metterete a lievitare al calduccio, ben coperto, fino a raddoppio (6 ore se è caldo, altrimenti di più).

Dopo il raddoppio lavorate la pasta per qualche minuto con le mani, a formare un filone da cui ricaverete 15 pezzi.
Ogni pallina la appiattite a formare un disco. Al centro di ogni disco mettete una cucchiaiata di crema della volpe o se a voi piace, della marmellata fatta in casa, o anche niente. Chiudete il fagottino formando una palla, e con delicatezza disponeteli su una teglia rotonda rivestita con carta forno, facendo attenzione che la chiusura del fagottino sia verso il basso. Disponete le pallette in cerchio, lasciando circa 5 mm tra una e l’altra, perché non si schiaccino troppo nella lievitazione, ve ne occorreranno circa 15 per una teglia di 26 cm.

Potete anche non riempire le palline, in questo caso dovrete pirlarle bene prima di metterle a crescere.

Mettete il dolce a lievitare fino a raddoppio delle palline (io accendo il forno a 100 gradi, lo spengo appena è tiepido e ci metto dentro la teglia coperta).
Dopo circa 3 ore (dipende sempre dalla temperatura esterna), spennellate con latte di soia e infornate a 180 gradi per 30 minuti. La superficie deve risultare dorata, o meglio, color terra di Siena bruciata 🙂
Appena sfornato, quando è ancora caldo, spennellate la superficie con sciroppo di acqua e zucchero integrale. Non omettete questa fase! Serve per rendere le brioche morbide.
Se vi piace, una volta freddo, potete spolverizzare con zucchero a velo, di canna ovviamente.
Voilà! Grazie Scaturchio innamorato ❤

IMG_1911-0.JPG

IMG_1962-1.JPG

IMG_1961.JPG

IMG_0373

Crema della volpe

Standard

La storia d’amore tra me e il piccolo principe dura da mille anni, e ricordo ancora che quando venni a conoscenza che qui sulla terra esisteva una crema alla nocciola che portava il suo nome, la volpe che è in me corse a comprarla, e io ne divenni dipendente senza rimedio di salvezza!
Ecco, in questa sera di ottobre che sembra inizio estate, coi grilli fuori che cantano, voglio dedicare questa delizia spalmabile proprio a lui, che mi guarda dal suo B612 e mi dice “tupermesaraiunicaalmondo”.

(Nutella vegan)

Ingredienti per un barattolino da circa 400 ml:

180 gr di nocciole intere tostate
2 cucchiai pieni di cacao raw (o di quello amaro equo e solidale)
125 gr di zucchero di canna mascobado
1 cucchiaio di olio di semi di girasole
100 gr di latte di soia o di riso o di avena
1 punta di cucchiaino di vaniglia raw

Potete anche prendere nocciole sgusciate non tostate, però prima di usarle dovete passarle in un pentolino sul fornello basso, in modo da tostarle leggermente. Dovrete avere cura di non bruciarle altrimenti la crema risulterà amara.
Frullate le nocciole, a più riprese se il vostro mixer è piccolino, finché non otterrete una crema. Aggiungete quindi l’olio e frullate qualche secondo.
Unite lo zucchero di canna e il cacao, frullate ancora per amalgamare il tutto, e alla fine mettete il latte vegetale, continuando qualche altro secondo con il mixer, fino ad ottenere un composto morbido e vellutato. Se la crema vi sembra troppo densa, aggiungete un altro goccio di latte di soia.
Importante: se non usate il cacao raw, diminuite lo zucchero a 90-100gr.

Adesso assaggiatela, chiudete gli occhi e assaporatene la cremosità, il sapore vero di nocciola, i granelli di zucchero mascobado che scrocchiano sotto i denti.. sono certa che, come me, vi chiederete: “ma perché non l’ho fatta prima?! Altro che nutella!”
Attenzione: mangiata con il cucchiaino dà dipendenza certa! 🙂

E’ la crema ideale per farcire i butcheln, per le brioches della colazione, per la merenda dei vostri bimbi e per tirarsi un po’ su nei rarissimi momenti di malinconia 🙂
L’avete fatta voi, con ingredienti genuini, senza proteine animali e soprattutto senza olio di palma!
Si conserva in frigo per 3-4 giorni, sempre che riusciate a farne avanzare!

N.B. Se la volete più salutista ed evitare il cacao, sostituitelo con la polvere di carruba che trovate nei negozi bio, ma attenzione, essendo molto dolce, dovrete variare le dosi di zucchero. Appena proverò trascriverò qui la quantità.
P.S. Una volta mi son scordata di aggiungere l’olio di girasole, è venuta morbida e cremosa lo stesso, quindi se volete potete ometterlo 😉

Variante messa a punto il 10/04/2016, crema della volpe alla mandorla e limone:

Sostituite le nocciole con la stessa quantità di mandorle con pellicina facendole prima tostare un po’ in padella. Versate le mandorle nel mixer e frullate a più riprese fino ad ottenere una crema, aiutandovi con olio di mandorle anziché di girasole. Proseguite nell’esecuzione della ricetta aggiungendo un cucchiaino di buccia di limone bio polverizzata anziché. Cacao amaro, mandorle e limone un accostamento desueto quanto delizioso. Provare per credere! 

Coccopanna veg “oreo”

Standard

La panna. Questa cara amica di infanzia morbida e bianca…
Potevamo farne a meno smettendo di mangiare proteine animali? Certamente no!
Come la sostituiamo? Comprando innanzitutto una lattina di latte di cocco in un negozio di alimentari etnici (costa circa €1,35 ed è 400ml) e mettendola in frigo per 24 ore.
Poi si apre la lattina, e si preleva con un cucchiaio la parte bianca che si è addensata, evitando l’acqua di cocco che può essere usata per fare frappè o altri tipi di dolci.
Si mette in un contenitore di acciaio, precedentemente raffreddato in frigo, e si monta con le fruste, aggiungendo 1 cucchiaino di vaniglia raw. Et voilà! Pronta! Personalmente non aggiungo zucchero perché il cocco è già dolce, ma potete aggiungere 1-2 cucchiai di zucchero a velo di canna, secondo il vostro gusto.
E adesso la potete usare per le vostre fragole, o per guarnire dolci, tipo i cuori di Kore che diventeranno degli “oreo” meravigliosi, privi di conservanti, di zucchero raffinato, di grassi insaturi, e soprattutto leggerissimi!
Ottima per noi adulti e anche per i nostri bimbi 😀

20140727-201752-73072787.jpg

Gelato raw Cioccocherries

Standard

Se siete amanti del gelato e assaggiate il gelato raw, troverete poi quello industriale, anche il più biologico e genuino, completamente insapore!
Provate a farlo, è semplicissimo, non serve la gelatiera, basta avere in casa un frullatore che trita anche il ghiaccio.

3/4 banane mature tagliate a fettine e messe in freezer la sera prima
1 tazza di ciliegie ben mature e private del nocciolo
3/4 datteri morbidi o rinvenuti in acqua, denocciolati
1 cucchiaio di cacao raw
50 ml di latte di mandorla (auto prodotto)
Per decorare: cacao nibs, scaglie di cocco o frutta

Le banane congelate sono la base neutra di ogni vostro gelato raw, a cui aggiungere la frutta fresca che preferite.
Per questo gusto ho scelto le ciliegie, ma potrete variare con la frutta di stagione e creare il vostro.

Mettete le ciliegie e il mezzo bicchiere di latte di mandorla nel frullatore e date il via. Una volta creata la base di frutta fresca aggiungete le banane che avrete fatto scongelare per 2-3 minuti, e il cucchiaio di cacao raw.
In genere questi frullatori hanno un tamper, un accessorio con cui spingere la frutta congelata verso il basso, e voi usatelo per agevolare il lavoro del frullatore. Frullate finché non lo vedete trasformarsi in gelato color cacao.

A questo punto gettatevi dentro i datteri tagliati a pezzetti e frullate 3 secondi affinché il dattero si riduca in pezzettini piccoli piacevolissimi da masticare mentre vi godrete i vostri cucchiai di gelato raw.

Versate in un contenitore di vetro e guarnite con cacao nibs o con scaglie di cocco, o ancora con la vostra frutta sciroppata (rigorosamente home made) preferita. Personalmente al gusto cioccocherries amo aggiungere un topping di amarene sciroppate fatte da me.
Saranno più di uno i sensi che godranno di questa meraviglia fatta solo con prodotti crudi.. in primis la vostra vista, e poi..
Beh? Che aspettate?! State ancora leggendo la ricetta? Correte a mettere le fettine di banana in freezer e fatemi sapere cosa vi diranno le vostre papille gustative quando si incontreranno con il gelato raw!

20140727-130618-47178275.jpg

20140727-130637-47197638.jpg

20140727-130700-47220862.jpg

20140727-130715-47235537.jpg