Skanatedda

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Nonostante quest’estate faccia i capricci, almeno una volta a settimana mi arrivano verdure di campo profumate! Mi erano state regalate tre mega zucchine (quella in foto per intendersi è la più piccola), alcune melanzane, ed avevo in casa patate e peperoni che stavano passando a miglior vita, così ho deciso di prepararci qualcosa di tipico lucano.
La skanata è un piatto antico della Lucania, e in particolare di Lagonegro. Si preparava la sera, prima di andare a dormire. Al mattino presto, quando era ancora buio, prima di partire per il lavoro nei campi, si avvolgeva nello “stiavucco” (l’equivalente del furoshiki giapponese) ossia in un canovaccio, e si mangiava quando il sole era alto nel cielo, dopo aver zappato tutto la mattinata. Consisteva nell’aprire a metà una pagnotta di pane fatto in casa, di quello bello scuro, fatto di farina integrale, avena e lievito madre, che durava in casa una settimana, si svuotava l’interno e si imbottiva con una bella “ciambotta”. La ciambotta è un misto di verdure (patate, peperoni, melanzane, cipolle, zucchine) cotte una alla volta, e poi ripassate tutte insieme in padella in un battuto di cipolla, colorato con pomodori maturi.
Preparandolo la sera prima, il pane si “sponzava”, ossia si bagnava con il sughetto delle verdure, diventando più saporito e morbido per l’ora di pranzo.
Questo era il piatto unico, per sua natura vegano, bastante per tutta la giornata, finché non si rientrava a casa.

La mia ricetta è un po’ più lights, non ho fritto le verdure, le ho saltate in padella con poco olio di oliva e poi le ho comunque messe ad asciugare su fogli di carta assorbente, visto che noi non andiamo a zappare. 🙂

Ingredienti per 4/6 persone:
3 melanzane di quelle strette, senza semi
7/8 peperoni piccoli verdi
3 patate
1 zucchina gigante o 3/4 normali
1/2 cipolla di Tropea
2-3 pomodori maturi
Olio evo
Origano
Sale dell’Himalaya
Pepe
Basilico
Menta
1 pagnotta di pane integrale fatto con lievito madre, o 6 panini

Lavare le verdure, tagliarle a pezzetti non troppo grossi e cuocerle in padella, una verdura alla volta. La quantità di olio in cui le cuocete deve essere sufficiente a coprire il fondo della padella. Dopo la cottura di ogni verdura aggiungere olio se necessario. Porre le verdure su carta assorbente in modo che perdano l’ eventuale olio in eccesso.

Una volta cotte tutte, mettere nella stessa padella acqua e olio in quantità uguali e farvi appassire metà cipolla di Tropea tagliata a fette sottili.
Aggiungere i pomodori tagliati grossolanamente e farli cuocere, fino a formare un sughetto. Una volta che il pomodoro è cotto, aggiungere dell’origano, sale, e tutte le verdure. Rimestare tutte le verdure nella padella e farle imparentare tra di sè e con il sugo. Aggiungete acqua se la vedete troppo asciutta. Salare e pepare e spolverizzare di menta e basilico sminuzzati a mano al momento.

Prendere i panini, tagliarli a metà e svuotarli della mollica. Imbottirli con la ciambotta calda e mangiarli dopo qualche ora, meglio se li preparate la sera prima: saranno le vostre skanatedde, il pranzo perfetto dopo un escursione in montagna o una discesa in rafting. Potete ovviamente usare una pagnotta unica, e avrete così la vostra skanata da tagliare in porzioni al momento del pranzo.

Felice riscoperta di un piatto antico, tradizionale, e vegano! 🙂

P.S. Io ho fatto la mia skanatedda in casa, con lievito madre e farina di avena integrale. Buonissima!

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Babaganoush quasi raw

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Chi di voi ama la cucina etnica ed orientale già conoscerà la meravigliosa babaganoush: un paté di melanzane buonissimo spalmato sui crostini di pane tostato.
La mia è quasi raw perché io cuocio le melanzane in forno a 100 gradi, intere, con la buccia. In questo modo la polpa interna cuoce al vapore, e vitamine, sali minerali e tutti i valori nutrizionali restano più vicini a quelli di una melanzana cruda, piuttosto che a una cotta.

Ingredienti: per il paté

2 melanzane grosse e sode
2 cucchiai di Tahin
2 cucchiai di olio evo
1/2 limone
Aglio essiccato
Pepe
Peperoncino (se la volete più piccante)
Sale dell’Himalaya
Menta fresca

Per i crostini:

Fettine di pane integrale
Olio evo

Dopo aver lavato le melanzane, togliete la parte verde spinosa tagliando via un cm di melanzana in quella zona, perché è una zona dura, foratele con i rebbi di una forchetta su tutta la superficie e mettere a cuocere nel fornetto in una teglia rivestita di carta forno, a 100 gradi, per 120-150 minuti.
La melanzana passerà dal suo bel colore viola fanale ad un terra d’ombra naturale e tenderà a raggrinzirsi. A quel punto sarà pronta. Non deve essere troppo cotta, la polpa non deve diventare marrone.
Far raffreddare le melanzane fuori dal forno, tagliarle a metà in senso longitudinale, e con un cucchiaino scavare la polpa candida e metterla in un mixer. Aggiungere 2 cucchiai di olio evo, il succo di mezzo limone, 4-6 fettine di aglio essiccato, una macinata di pepe nero, una di sale e frullate. Se vi piacciono le salse un po’ più piccanti, aggiungete del peperoncino in polvere, personalmente io la preferisco senza, perché è molto delicata.
Una volta ottenuta una crema omogenea, versatela in una ciotolina e incorporate 2 bei cucchiai di tahina.

Ungete con olio evo una padella antiaderente e tostate le fettine di pane integrale da entrambi i lati.
Spalmatele con la vostra babaganoush, spezzettate con le mani una manciata di foglie di menta e spolverizzatene la superficie.
Servite ancora tiepide, per accompagnare una bella insalata fresca mista, o di pomodori maturi. E’ un fantastico aperitivo finger food!

Consiglio: se volete una ricetta più light, tostate il pane senza olio.
Consiglio n.2: è ottima anche spalmata sul pane azimo e quando preparate i panini con i burgher vegetali.
N.B. Casomai, dico casomai, dovesse avanzare, riponetela in frigo in un vasetto chiuso e coperta di olio.

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