Il banana bread light che volevi…

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E ci voleva un fermo obbligato per ritrovare il tempo di curare il mio blog! Chi legge solo adesso deve sapere che questo blog nasce nella primavera 2014, poco dopo la mia laurea dei 43 anni. Il periodo di studio, come spesso accade, era stato un correre continuo tra Lagonegro e Napoli, dalla segreteria universitaria agli studi tecnici degli amici per usare autocad, dalle nottate passate in casa di altri amici che curavano l’edit della mia tesi perché sembrasse un’enciclopedia, all’esaurimento psicologico causato da qualche sfuggente relatore… insomma il tutto era logorante, i vestiti sempre più larghi, e grazie alla mia cara amica Valentina, che oltre a realizzare e stampare le mie tavole spesso mi invitava anche a cena, iniziai a riorganizzare la mia dieta. Al tempo non ero ancora vegana, ma non mangiavo carne da 17 anni e il ritmo serrato mi portava a mangiare male e di corsa, così iniziai a far scandire le mie giornate di studi da super estratti di frutta e verdura; non mancava mai una mega insalatona prima di pranzo e prima di cena e tolsi via tutti i formaggi. Mangiavo ancora il povero pesce, ma di lì a poco avrei tolto anche lui dalla mia tavola. Insomma, grazie al fatto di nutrirmi bene arrivai al giorno della discussione della tesi che pesavo 53 chili, ma con la mente super lucida e affatto stanca! Da lì in poi, a trasformare la mia dieta in una salutista completamente vegetale, il passo fu molto breve, e per mesi mi dedicai a sperimentare ricette crudiste. Spinta da altri amici aprii il mio blog, il resto è storia, qui dentro.

Ieri avevo voglia di banana bread ed essendo costretta a casa in smart working da un mese e mezzo, lontana dalla mia collega Stefania che prepara dei muffin banana bread vegani favolosi, ho cercato e mescolato qualche ricetta del web, tirandone fuori una mia. Eccola a voi:

250 gr di farina (io ho usato quella integrale)

120 gr di zucchero mascobado

30 gr di cacao amaro in polvere

2- 3 banane molto mature (se grandi ne bastano 2)

1 pizzico di sale

1 pizzico di vaniglia

Mezza bustina di cremor tartaro

la punta di un cucchiaino di bicarbonato di sodio

30 ml di olio di semi di girasole

100 ml di latte vegetale

1 goccio di Rhum (circa 1 cucchiaio)

1 pugno di noci e gocce di cioccolato fondente per decorare

Mescolate gli ingredienti secchi, escluso il cacao, e tenete da parte.

Accendete il forno a 170 gradi e lasciate che vada a temperatura. In una ciotola frullate le banane schiacciate, con il latte e l’olio e aggiungete il mix liquido alle polveri mescolando con un cucchiaio. A questo punto aggiungete il rhum, ma potete anche ometterlo, serve solo a dare profumo e a facilitare la lievitazione. Dividete l’impasto in due parti uguali, in una incorporate delicatamente il cacao. Per favorire l’operazione potete scioglierlo prima con un po’ di acqua tiepida, giusto da renderlo cremoso poiché in forma di polvere può essere difficile da amalgamare.

Foderate uno stampo da plume cake con della carta forno e versate i due impasti alternandoli. Poi con uno stecchino da spiedini, facendo attenzione a non rompere sotto la carta forno, tracciate dei segni in profondità per tutta la lunghezza dello stampo, in modo da ottenere un effetto marmorizzato.

Cospargete la superficie con noci e gocce di cioccolata fondente (facoltativi) e infornate. Cuocete per 40-50 minuti facendo la prova stecchino, se uscirà asciutto potete sfornare!

Lasciate raffreddare bene bene prima di tagliarlo, meglio se una notte intera.

Voilà un banana bread quasi senza grassi , ma energetico e digeribile.

P.S. se volete potete farlo semplice, tutto bianco, senza aggiungere cacao, e se devono mangiarlo i bimbi meglio aggiungere 1 cucchiaio di aceto di mele al posto del Rhum, serve comunque per attivare il bicarbonato e non rilascia gusto acetico.

Ottima giornata🌸

Banana bread versione bianca senza rhum

Aperto, voilà! Soffice e profumato di banana!

Torta fiesta più 

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Benvenuto ottobre con la tua seconda primavera e bentrovati a voi che è un po’ che non pubblicavo ricette! Ma come sapete sono stata impegnata a fare la cuoca veg presso un ristorante “per tutti” e pian piano mi rimetterò in pari con le ricette qui sul blog.

A breve terrò un corso di cucina senza glutine, io che con il glutine ho in effetti poca affinità avendo uno dei due alleli del DNA responsabili dell’intolleranza al glutine. Avendone solo uno non sono celiaca ma mi hanno sempre detto di non abusare di glutine e di fare periodi senza per non stressare i miei simpatici villi 😃.

La ricetta di oggi è in effetti una torta senza glutine, farcita con due strati, che ricorda la fiesta ma non è alcolica ed è molto più leggera e buona perché senza colesterolo, senza derivati del latte e fa molto comfort food ❤️

Ingredienti:

200 gr di farina finissima  di riso

130 gr di zucchero integrale di canna mascobado

60gr di cacao amaro

1 cucchiaino di cremor tartaro (lievito per dolci)

1 pizzico di bicarbonato

450 ml di latte vegetale

40 ml di olio di girasole deodorato

1 pizzico di sale

Gocce di cioccolato fondente del tipo senza glutine
Per la farcitura:

200 gr di tofu

Qualche goccia di essenza di arancio dolce

Sciroppo di agave

1 barattolo di dulce de leche autoprodotto

Miscelate le polveri tra di sè setacciando il cacao se necessario e poi aggiungete il latte vegetale emulsionato bene con l’olio (io uso il latte di mandorla autoprodotto ma va bene qualsiasi latte vegetale), sbattete in modo da ottenere un impasto bello liscio e gonfio.
Foderate una tortiera antiaderente con della carta forno e versatevi dentro l’impasto. Cospargete la superficie con le gocce di cioccolato.

Infornate a 160° per 45′. Controllate la cottura con lo stecchino, l’interno deve essere morbido e non troppo asciutto.

Sfornate e lasciate raffreddare almeno 12 ore, meglio di più che di meno.

Il giorno dopo con molta delicatezza tagliate la torta a metà in orizzontale per farcirla all’interno.

Frullate il tofu con qualche goccia di latte vegetale e dello sciroppo di agave, quantità circa 50 ml, che sia dolce come piace a voi insomma, e aggiungete 5/6 gocce di essenza di arancio dolce oppure la buccia grattugiata di un’arancia bio, in questo caso vi verrà una crema di colore aranciato, l’importante è che sia una crema morbida, senza grumi.

Versate la crema sulla metà della torta, in abbondanza, e versatevi sopra del dulce de leche (trovate la ricetta qui) che se dovesse essere tropp denso lo potete scaldare un po’ a bagnomaria e poi versarlo. Coprite con l’altra metà e se siete proprio dei golosoni potete ricoprire il tutto con della ganache al cioccolato (ricetta sempre qui) altrimenti vi assicuro che è già goduriosa così.

L’impasto senza glutine, ottenuto solo con farina di riso e non con mix di farine piene di additivi, avrà prodotto una torta molto soffice che non vi farà rimpiangere le altre torte al cioccolato! Io l’ho servita con dei grani di sali che avevo portato dall’ Islanda e che contrastano con il dolce del caramello. Buona fiesta!

Mousse au chocolat

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Eccomi a voi!Vi piace la mousse al cioccolato? Che ne dite di una senza grassi saturi ma che sia anche goduriosa?

Ingrediente principe: il cece, anzi la sua acqua di cottura. Dunque eccetto per il cioccolato fondente 70%, che vi raccomando di buona qualità, questo è un piatto decisamente economico e veloce!

Premetto che non ho inventato niente, l’ha inventata chi ha inventato Aqua faba, ossia l’acqua dei legumi montata. Esiste sul web in tante versioni di tanti blogger, quindi non posso citarne nessuno in particolare.

Ecco la mia leggermente rivisitata 😉

Ingredienti per 4 pirottini di alluminio (grandezza panna cotta per intendersi)

150 gr cioccolato fondente 60%

150 gr acqua di ceci fredda di frigor

50-60gr zucchero grezzo di canna o cocco

1 pizzico sale Himalaya 

Qualche goccia di limone

1/2 cucchiaino di vaniglia pura

  Per guarnire:

Stevia, timo limone, menta, fragole.. A fantasia vostra
Prima di tutto far sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente con lo zucchero, un pizzico di sale macinato al momento, mezzo cucchiaino di vaniglia pura.

La quantità di zucchero da usare regolatela in base alla percentuale di cacao contenuta nella tavoletta, e al vostro gusto. Io ne ho messo 60gr ma per me è già troppo 😜

Ho aggiunto lo zucchero al cioccolato perché volevo mantenere una croccantezza sul fondo della mousse, ma se volete una mousse vellutata vi consiglio di macinare a velo lo zucchero e di tenerlo da parte.

Con le fruste, o nella planetaria, frullate l’acqua di ceci con qualche goccia di limone.

La mia era acqua di ceci cotti in casa, filtrata e messa in frigor una notte, ma potete usare anche quella dei barattoli, basta che non dimentichiate il passaggio in frigorifero.

Frullate e quando vedete che inizia a montare aggiungete lo zucchero a velo e continuate finché non otterrete una neve ben ferma.

A questo punto mettete la ciotola dell’acqua faba su di una con acqua fredda e aggiungere lentamente il cioccolato fuso che avrete fatto raffreddare.

Rimestate delicatamente con una spatola per non far smontare la meringa.

Riponete in frigor almeno due ore.

Servite guarnendo con fiori edibili (io ho usato Stevia, timo limone, menta) e frutti di stagione come le fragole ananas, e mangiatela lentamente, gustando ogni cucchiaio..

Nessuno penserà che sia un dolce senza uova nè burro! 

Alla giovane Caterina che viene a imparare disegno da me è piaciuta tantissimo!❤️

E anche i miei gatti avrebbero voluto provarla!! Ma a loro niente zucchero 😉

Torta Life On Mars

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Il dulce de leche, il mou che tutti abbiamo mangiato nella nostra infanzia poiché farciva un famoso snack, e anche più di uno, è l’ingrediente chiave di questa torta spaziale!Ricordo un giorno che all’uscita della scuola, forse era il mio terzo anno di superiori, una nota casa produttrice distribuiva uno snack di biscotto al caramello, il nome era “Raider”, poi in seguito fu ribattezzato, e a noi ragazzi affamati, dopo 6 ore tra chimica, elettronica, informatica, etc. sembrò davvero buonissimo! E facemmo più volte la fila dai promoter per averne ancora ☺️

Avevo già provato a farlo da vegetariana, usando il latte di soia, ma ne era uscita una crema al sapore di aglio..forse le proteine della soia con l’alta temperatura avevano subito un processo di trasformazione irreversibile.. Bene, oggi però, grazie anche alla mia amica Laura di Quasiliberi che mi aveva detto di averlo fatto con successo, ho utilizzato il latte di cocco. Che dire? Una goduria!

La ricetta del dulce di leche con latte di cocco l’ho persa dal web, ve ne sono varie, tutte dosi più o meno simili  di latte e zucchero; l’ho trovato un po’ dolce per i miei gusti e mi sono riproposta la prossima volta di farlo utilizzando estratto di dattero. Vi terrò aggiornati 😉

Ingredienti:

Per la frolla:

250 gr farina di tipo 2

80 gr di zucchero grezzo mascobado

60 gr di olio di semi di girasole

65 gr di acqua

La scorza di un arancia bio grattugiata

1 pizzico di sale

1/2 cucchiaino di cremor tartaro (lievito chimico per dolci)
Per il ripieno:

200 gr di tofu o di ricotta vegetale

70 gr di yogurt di soia al naturale

90 gr di panna vegetale da montare

1/2 cucchiaio di sciroppo di agave 

1 goccio di limoncello fatto in casa 

1 pizzico di sale
Per la ganache:

200 gr di cioccolata fondente al 78%

200 gr di panna vegetale del tipo da montare

20 gr margarina o burro vegetale 
1 barattolo di dulce de leche (vegan fatto in casa 😉)
Preparare il dulce de leche sciogliendo sul fuoco il contenuto di due barattoli da 400 gr di latte di cocco con 240 gr di zucchero di canna, un pizzico di sale e un pizzico di vaniglia in polvere del tipo naturale, non la polverina chimica per intendersi.
Far bollire il tutto mescolando in continuazione per un’ora circa finché il latte non si riduce alla metà, assumendo una consistenza morbida che vi ricordi il mou.

Preparate la frolla mescolando gli ingredienti e quando l’impasto è morbido far riposare in frigo, avvolta da pellicola, per almeno mezz’ora.
Nel frattempo frullare il panetto di tofu con un pizzico di sale, il limoncello e lo sciroppo di agave, fino ad ottenere una crema morbida. Aggiungere lo yogurt, la panna vegetale precedentemente montata e tenere da parte.
Stendere la frolla in uno stampo da crostate rivestito di carta forno bagnata e strizzata, fare uno strato di dulce de leche alto almeno mezzo cm, aggiungere l’impasto di tofu, livellare e infornare a 170 gradi per circa 30-40 minuti.
Sfornare, lasciar raffreddare. 
Preparare la ganache al cioccolato scaldando la panna e il burro in un pentolino. Poco prima che la panna inizi a bollire togliere la pentola dal fuoco e versarvi dentro il cioccolato fondente tagliato a pezzettini, rimestando con una frusta. Far intiepidire e versare sulla crostata. Far riposare il tutto in modo che la torta si assesti e la ganache non coli giù. Addentare con gioia goduriosa ponendovi la fatidica domanda: “is there life on Mars?” E rispondetevi! ☺️

03/03/2016 aggiornamento:

Fatto dulce de leche con 400 gr latte di cocco+140 di concentrato di dattero. Il risultato è una crema più morbida, meno appiccicosa, color cioccolato e retrogusto amarognolo. Forse più sano di quello fatto con lo zucchero di canna, ma diverso in consistenza e gusto. V. Foto n.3

    

  

  

Muffin zucca zenzero e cannella

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Questo freddo che non arriva.. e noi che anche se sappiamo non essere un buon segnale per il nostro pianeta, siamo felici di questo tepore. Io poi amo particolarmente i colori arancio presenti sui rami e nei campi e cerco ricette che utilizzino cachi e zucche. Oggi ho usato la zucca butternut, di colore giallo Napoli fuori e arancio cadmio dentro, per fare dei muffin morbidi e dal sapore speziato che ci accompagna nell’inverno.

La ricetta è una rielaborazione di quella de: ilgolosomangiarsano presente sul web.

Ingredienti: Dosi per 6-8 muffin

100 g di farina di tipo 2

200 g di zucca cotta
30 gr di amido di mais
40 g di farina di castagne 
70 g di zucchero di canna mascobado
40 g di olio di semi di girasole deodorato
80 g di cioccolato fondente tagliato a pezzi non troppo piccoli
150 g di latte vegetale
1/2 bustina di cremor tartaro (lievito per dolci)
1 cucchiaino di zenzero in polvere + 1/2 di cannella
Noci pecan
Procedimento:

Schiacciare o frullare la zucca precedentemente cotta nel forno a pezzetti con un pochino di acqua (io la preferisco schiacciata con la forchetta).

Aggiungere zucchero, olio e latte vegetale mescolando con una frusta, e a pioggia le farine setacciate con il lievito.
In ultimo aggiungere 1 cucchiaino di zenzero macinato e mezzo di cannella di quella buona e il cioccolato tritato.
Riempire i pirottini lasciando mezzo cm dal bordo, guarnirai con una noce pecan e infornare a 170 gradi per 30 min.
Preparare la crema con latte di anacardi (o altro latte vegetale) e aromatizzarla con 1/2 cucchiaino di cardamomo nero. Servire il muffin accompagnato dalla crema a da marmellata di arance amare.

  

Cremone tiramisù

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Il tiramisù originale non è mai stato il mio dolce preferito, ho sempre amato di più creme e cremine senza troppo pan di spagna.
Questa è la mia ricetta di cremone tiramisù, simile a centomila altre, ma realizzata senza guardarne alcune , semplicemente affidandomi al mio desiderio di cremosità.
Gli amici onni mi hanno assicurato che il risultato è ottimo e che al loro palato non sembra diverso da un tiramisù con uova e mascarpone.

Ingredienti:

Panna vegetale vegan professionale da montare
Crema pasticcera vegan
Cioccolato fondente
Savoiardi vegan o pan di Spagna vegan
Orzo solubile
rum buono a piacere
Cacao amaro

Preparate la crema pasticcera come da ricetta qui e fatela raffreddare.
Nel frattempo montate la panna. Io uso una vegan professionale in vendita nei negozi bio che tiene bene la montatura poiché ha molti addensanti vegetali. Purtroppo non ho trovato niente di più semplice che potesse dare lo stesso risultato.
Anche i savoiardi li ho comprati vegan già pronti e devo dire che sono molto buoni, ma va bene anche un pan di spagna vegan.

Preparate l’orzo con l’acqua calda e se avete paura sia troppo amaro aggiungete anche 1 cucchiaio di zucchero mascobado. Se è di vostro gradimento e non devono mangiarlo bambini, aggiungete un goccio di buon rum.

Prendete 2/3 della panna e incorporatela alla crema pasticcera, creando una chantilly vegan.
Bagnate velocemente i vostri savoiardi nell’orzo tiepido e ricoprite in fondo di una pirofila.
Con una grattugia a maglia grossa fare una bella spolverata di riccioli di cioccolato fondente sui savoiardi e stendetevi sopra la chantilly. Ancora riccioli di cacao e se volete, fate un altro strato di savoiardi, altrimenti versatevi la panna e livellate.
Cospargete la superficie con cacao amaro attraverso un colino a maglie fitte.

A me piace con uno strato solo di savoiardi e con tanta crema e panna, per questo lo chiamo cremone!

Tartufi al cacao raw

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Un dolcetto raw ancora non lo avevo inserito, eccovi dei tartufi super energetici al gusto di cocco e cacao.
Se non amate il cocco potete anche ometterlo, l’impasto è dato da datteri e farina di mandorle.

Ingredienti x circa 30 tartufi:

100 g di farina di mandorle
12 datteri privati del nocciolo morbidi, o altrimenti fatti rinvenire in acqua tiepida
60 g di cacao in polvere raw
1\2 cucchiaino di vaniglia raw
3 cucchiai di sciroppo di agave (potete anche ometterlo e affidarvi al dolce naturale dei datteri)
100 gr di granella di cocco

per decorare: caco nibs, granella di cocco, polvere di cacao raw, semi di canapa decorticati, granella di pistacchio.

procedimento:

inserite tutti ingredienti nel mixer e frullate fino ad ottenere un composto morbido. Formate delle palline con le mani e passatele nella polvere di cacao o nella granella di frutta secca. Disponeteli in un piatto e poneteli in frigorifero per qualche ora prima di servirli.
Conservati in un barattolo di vetro a chiusura ermetica durano qualche mese, ma vi assicuro che una volta servito il vassoio, nel barattolo non ve ne andrà neanche uno!
Ricordate che sono molto energetici, e magari potrete utilizzarli come “droga” durante i vostri sforzi agonistici.

Varianti:

Potrete frullare la farina di mandorle con i datteri per avere una base neutra e aggiungere della scorzette di limone grattugiato per dargli grazia. Otterrete così un dolcetto simile a quelli di marzapane ma assolutamente senza zuccheri, se non quelli dei datteri.

Io mentre faccio le palline vi inserisco all’interno un chicco di frutta secca come cranberry, uvetta o bacche di goji, in modo da sorprendere i miei ospiti.