Crema della volpe

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La storia d’amore tra me e il piccolo principe dura da mille anni, e ricordo ancora che quando venni a conoscenza che qui sulla terra esisteva una crema alla nocciola che portava il suo nome, la volpe che è in me corse a comprarla, e io ne divenni dipendente senza rimedio di salvezza!
Ecco, in questa sera di ottobre che sembra inizio estate, coi grilli fuori che cantano, voglio dedicare questa delizia spalmabile proprio a lui, che mi guarda dal suo B612 e mi dice “tupermesaraiunicaalmondo”.

(Nutella vegan)

Ingredienti per un barattolino da circa 400 ml:

180 gr di nocciole intere tostate
2 cucchiai pieni di cacao raw (o di quello amaro equo e solidale)
125 gr di zucchero di canna mascobado
1 cucchiaio di olio di semi di girasole
100 gr di latte di soia o di riso o di avena
1 punta di cucchiaino di vaniglia raw

Potete anche prendere nocciole sgusciate non tostate, però prima di usarle dovete passarle in un pentolino sul fornello basso, in modo da tostarle leggermente. Dovrete avere cura di non bruciarle altrimenti la crema risulterà amara.
Frullate le nocciole, a più riprese se il vostro mixer è piccolino, finché non otterrete una crema. Aggiungete quindi l’olio e frullate qualche secondo.
Unite lo zucchero di canna e il cacao, frullate ancora per amalgamare il tutto, e alla fine mettete il latte vegetale, continuando qualche altro secondo con il mixer, fino ad ottenere un composto morbido e vellutato. Se la crema vi sembra troppo densa, aggiungete un altro goccio di latte di soia.
Importante: se non usate il cacao raw, diminuite lo zucchero a 90-100gr.

Adesso assaggiatela, chiudete gli occhi e assaporatene la cremosità, il sapore vero di nocciola, i granelli di zucchero mascobado che scrocchiano sotto i denti.. sono certa che, come me, vi chiederete: “ma perché non l’ho fatta prima?! Altro che nutella!”
Attenzione: mangiata con il cucchiaino dà dipendenza certa! 🙂

E’ la crema ideale per farcire i butcheln, per le brioches della colazione, per la merenda dei vostri bimbi e per tirarsi un po’ su nei rarissimi momenti di malinconia 🙂
L’avete fatta voi, con ingredienti genuini, senza proteine animali e soprattutto senza olio di palma!
Si conserva in frigo per 3-4 giorni, sempre che riusciate a farne avanzare!

N.B. Se la volete più salutista ed evitare il cacao, sostituitelo con la polvere di carruba che trovate nei negozi bio, ma attenzione, essendo molto dolce, dovrete variare le dosi di zucchero. Appena proverò trascriverò qui la quantità.
P.S. Una volta mi son scordata di aggiungere l’olio di girasole, è venuta morbida e cremosa lo stesso, quindi se volete potete ometterlo 😉

Variante messa a punto il 10/04/2016, crema della volpe alla mandorla e limone:

Sostituite le nocciole con la stessa quantità di mandorle con pellicina facendole prima tostare un po’ in padella. Versate le mandorle nel mixer e frullate a più riprese fino ad ottenere una crema, aiutandovi con olio di mandorle anziché di girasole. Proseguite nell’esecuzione della ricetta aggiungendo un cucchiaino di buccia di limone bio polverizzata anziché. Cacao amaro, mandorle e limone un accostamento desueto quanto delizioso. Provare per credere! 

Vegamella (besciamella veg)

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La besciamella senza burro nè latte è stata una delle prime cose che ho imparato a fare quando ho iniziato a muovermi indipendentemente nella cucina di mamma. Credo avessi 16 anni, e non avendo mai tollerato il latte, provai a farla con il brodo vegetale. Non aveva un brutto sapore, ma il colorino giallo-verdino e il sapore non pannoso, mi lasciarono delusa.
In seguito provai con il latte di soia, ed il risultato fu davvero fantastico!
Oggi la voglio condividere con voi, poiché è un ingrediente fondamentale per sformati particolarmente morbidi e gustosi, ma anche per altri piatti veg.

Ingredienti:

500 ml di latte di soia
2 cucchiai di olio di semi di girasole
2 cucchiai di amido di mais
noce moscata

Ponete in un pentolino l’amido di mais e l’olio e amalgamateli insieme a freddo con un mestolo di legno.
Versate il latte di soia e mescolate con una frusta in modo da sciogliere eventuali grumi che si formano.
Accendete il gas e continuate a mescolare finché non inizia a bollire. Abbassate la fiamma e mescolate ancora fino a quando la besciamella non diventerà cremosa.
Spegnete il fuoco, fatevi sopra una grattugiata di noce moscata e lasciate raffreddare.

Di proposito io non aggiungo sale, la preferisco neutra e aggiungere il sale come ingrediente nella ricetta in cui è previsto l’utilizzo della vegamella.

Tahin, tahina, burro di sesamo

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Pubblico questa ricetta per coloro che riescono a reperire facilmente i semi di sesamo ma non il tahin, e comunque per tutti noi che vogliamo risparmiare, poiché vi costerà molto meno farlo in casa che acquistarlo già pronto. Non tutti sapranno che in 100 gr di sesamo vi sono quasi 1000 mg di calcio (esattamente 975) e quindi è ottimo per le nostra ossa. Inoltre contiene anche magnesio, potassio, vitamina E, B, e i famosi omega 3.

Ingredienti:

100 gr di sesamo bianco
Un pizzico di sale dell’Himalaya
Acqua q.b.
4 cucchiai di olio di semi di girasole

La ricetta originale prevede il macinare a mano il sesamo in un mortaio, ma poiché è una procedura molto, molto lunga, ho ovviato con il mixer e consiglio a voi di fare lo stesso.
Inoltre io non tosto i semi, preferisco utilizzarli crudi, in modo da assumere tutti i sali minerali e le vitamine che contengono.

Mettete i semi nel mixer con due cucchiai di olio e iniziate a tritare. Aprite e buttate giù i semi che hanno cercato di scappare, aggiungendo un goccio di acqua.
Continuare a frullare aggiungendo acqua e olio di semi di girasole finché non avrete ottenuto una crema morbida e bianca.

Utilizzatelo per la babaganoush o per i paté a base di tofu. Si conserva in frigo per 4-5 giorni, dopo aver coperto la superficie con dell’olio di semi di girasole.

Babaganoush quasi raw

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Chi di voi ama la cucina etnica ed orientale già conoscerà la meravigliosa babaganoush: un paté di melanzane buonissimo spalmato sui crostini di pane tostato.
La mia è quasi raw perché io cuocio le melanzane in forno a 100 gradi, intere, con la buccia. In questo modo la polpa interna cuoce al vapore, e vitamine, sali minerali e tutti i valori nutrizionali restano più vicini a quelli di una melanzana cruda, piuttosto che a una cotta.

Ingredienti: per il paté

2 melanzane grosse e sode
2 cucchiai di Tahin
2 cucchiai di olio evo
1/2 limone
Aglio essiccato
Pepe
Peperoncino (se la volete più piccante)
Sale dell’Himalaya
Menta fresca

Per i crostini:

Fettine di pane integrale
Olio evo

Dopo aver lavato le melanzane, togliete la parte verde spinosa tagliando via un cm di melanzana in quella zona, perché è una zona dura, foratele con i rebbi di una forchetta su tutta la superficie e mettere a cuocere nel fornetto in una teglia rivestita di carta forno, a 100 gradi, per 120-150 minuti.
La melanzana passerà dal suo bel colore viola fanale ad un terra d’ombra naturale e tenderà a raggrinzirsi. A quel punto sarà pronta. Non deve essere troppo cotta, la polpa non deve diventare marrone.
Far raffreddare le melanzane fuori dal forno, tagliarle a metà in senso longitudinale, e con un cucchiaino scavare la polpa candida e metterla in un mixer. Aggiungere 2 cucchiai di olio evo, il succo di mezzo limone, 4-6 fettine di aglio essiccato, una macinata di pepe nero, una di sale e frullate. Se vi piacciono le salse un po’ più piccanti, aggiungete del peperoncino in polvere, personalmente io la preferisco senza, perché è molto delicata.
Una volta ottenuta una crema omogenea, versatela in una ciotolina e incorporate 2 bei cucchiai di tahina.

Ungete con olio evo una padella antiaderente e tostate le fettine di pane integrale da entrambi i lati.
Spalmatele con la vostra babaganoush, spezzettate con le mani una manciata di foglie di menta e spolverizzatene la superficie.
Servite ancora tiepide, per accompagnare una bella insalata fresca mista, o di pomodori maturi. E’ un fantastico aperitivo finger food!

Consiglio: se volete una ricetta più light, tostate il pane senza olio.
Consiglio n.2: è ottima anche spalmata sul pane azimo e quando preparate i panini con i burgher vegetali.
N.B. Casomai, dico casomai, dovesse avanzare, riponetela in frigo in un vasetto chiuso e coperta di olio.

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Soy panna

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Questa è una ricetta base che vi servirà per moltissime altre ricette, tipo la mozzavella e vi farà risparmiare sull’acquisto delle mini, e care, panna di soia del supermercato. Inoltre è priva di additivi e molto, molto più buona e delicata.

Ingredienti: per un vasetto da 300 ml circa
100 ml di latte di soia (meglio se autoprodotto)

qualche goccia di succo di limone

230 ml di olio di semi di girasole

Mettete il latte di soia nel vostro mini mixer che fa la maionese oppure nel bicchiere del frullatore ad immersione, aggiungete l’olio, ed iniziate a frullare. Dopo una manciata di secondi la vostra salsa vellutata di soia sarà pronta.
La consistenza sarà più liquida della maionese, ma si addenserà un po’ tenendola in frigo dove si conserverà per almeno 8 giorni. E il sapore? Pannosissimo! Attenti a non finirvela a cucchiaiate!!!

Mayovegan special

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Ispirata dalla mayovegan degli amici di Povero Vegano, nel corso delle mie ripetute sperimentazioni culinarie ho messo a punto una maionese speciale, per la quale i miei ospiti impazziscono letteralmente e il vasetto finisce ogni volta che lo metto a tavola.
Mossa dalla loro pressante richiesta, ho deciso di pubblicarla e spero piaccia anche a voi!

Dose per circa 370 ml:

100 ml di latte di soia
Il succo di 1/2 limone piccolo
1 cucchiaio di aceto di mele
1 cucchiaino di aceto di umeboshi
1/2 cucchiaino di senape bio in polvere
1 pizzico di sale dell’Himalaya
220 ml di olio di semi di girasole spremuto a freddo non deodorato
1 cucchiaino di curcuma
1 spolverata di spezie Sonnentor mix etnico

Per montare la maionese, io utilizzo un piccolo elettrodomestico provvisto di un apposito scodellìno in cui si versa l’olio e che, una volta acceso, fa tutto da sè. Casomai voi non ne foste provvisti, potete usare un contenitore cilindrico alto e un normale frullatore.

Versate il latte di soia (per fare la mayovegan io non uso quello autoprodotto, ma quello del supermercato, perché per qualche strana ragione monta meglio) e tutti gli ingredienti descritti, eccetto l’olio.

Aggiungete a filo l’olio di girasole (meglio se vi fate aiutare), iniziate a frullare, e continuate in questa operazione combinata di “aggiungo olio-frullo” finché la salsa non sarà montata.
La quantità di olio indicata è stata collaudata ed è perfetta per una maionese densa come quella della foto, ma voi potete anche decidere di versarne di meno e farla della consistenza che più vi aggrada. Una volta montata aggiungete la curcuma che donerà alla salsa un piacevole colore giallo e un insolito profumo. Vi consiglio di aggiungerla alla fine perché tende a colorare di giallo il bianco degli elettrodomestici!

Potete utilizzare la mayovegan per il vostro sushi vegan, per accompagnare gli sformati, per farcire i vostri panini con hamburgher di lenticchie (pubblicherò presto anche questa ricetta) o semplicemente spalmata su una galletta.
Un consiglio: se utilizzate, come me, l’olio di semi di girasole non deodorato che trovate nei negozi bio, otterrete proprio quel sapore naturale che la rende così speciale 😉

24/02/2017 Varianti : potete colorare la vostra mayovegan di rosa o di verde semplicemente aggiungendo al posto della curcuma, una volta montata la maionese, della polvere di barbabietola essiccata o un pizzico di spirulina. Entrambi piacciono molto ai bimbi per il loro colore, ma la spirulina, ricca di ferro e B12 è molto apprezzata dagli sportivi vegan.