Carbonara segreta 

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Noto che in questi giorni sul web siamo stati in molti a pubblicare ricette di carbonara veg. Mi chiedo cosa possa aver scatenato in noi il desiderio di questo piatto, forse il bel giallo caldo che ci ricorda l’estate che abbiamo intravisto e che ci ha scaldato cuore e anima? O forse che siamo tutti connessi sulla stessa lunghezza d’onda?😉
La mia nasce due sere fa dopo una lunga telefonata con una persona che pratica la legge di attrazione e ne conosce bene modalità e risultati. Lui parlava e le sue parole vibravano dentro di me espandendosi nei miei organi e infondendo loro fiducia. Credo che avrei potuto continuare ad ascoltarlo per ore..

A fine telefonata avevo la fame di un lupo che avesse corso per ore nel bosco, e poiché la sera stessa mi avevano omaggiato di un campione di pasta al mais senza glutine, ho deciso di farmi un piatto leggero ma nutriente.
Ingredienti per la carbonara:

Tofu affumicato

Panna di riso

Curcuma

Mix di spezie indiane

Olive nere essiccate
Mentre la pasta cuoceva ho preparato il sughetto in cinque minuti: ho versato la panna di riso in una padella antiaderente, aggiunto curcuma e spezie indiane, io uso un mix per ceci che compro al negozio multietnico ma qualsiasi masala mix va bene, e ho fatto rapprendere un po’. Ho tagliato il tofu a fettine e poi a striscette e l’ho aggiunto in padella. Dopo un po’ ho aggiunto anche una manciata di olive nere essiccate preparate dalla mia mamma e buonissimissime!

Al momento che la pasta è cotta restando bella al dente, l’ho tirata su con una schiumarola e l’ho saltata nel padellino con il sughetto, facendola rivestire dalla deliziosa cremina.

Mi sono servita subito cospargendo la superficie di finocchietto selvatico e parmigiano veg e mi sono leccata anche i baffi, gialli 😃

Goffredo, la prossima volta la mangiamo insieme qui nella casa torre. Grazie 🙏🏻

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Pasta cui fasuli e piparuli cruski

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Eccovi la ricetta della pasta e fagioli lucana:
Dose x 4 persone:

200gr fagioli bio 

350 gr pasta di grano duro

4 zafarani (peperoni dolci di Senise)

Sale marino

Olio evo

Sedano e carota due pezzetti 

Timo, nepitella, erbe aromatiche a piacere

Veg parmigiano
Innanzitutto la pasta deve essere preferibilmente di grano duro e fatta in casa. Io ho usato gnocchetti bicolore, agli spinaci e normali, regalatemi dalla mia cara amica Enza di Lagonegro.

I fagioli buoni e bio, i miei erano quelli di Sarconi, paese montano sopra Lagonegro, varietà “munachedda”, ma vanno bene quelli che preferite, purché saporiti.

Ho messo a mollo i fagioli la sera prima con alga kombu (come da buona prassi vegana e macrobiotica, poiché l’alga kombu non ne altera il sapore e li rende più digeribili).

La mattina, dopo aver buttato l’acqua di ammollo ma lasciato la kombu, ho aggiunto abbondante acqua pulita, un pezzetto di sedano, uno di carota, erbette aromatiche a piacere e  ne ho avviato la cottura in pentola di acciaio con doppio fondo. Dopo mezz’ora che bollivano ho spento il fornello, coperto il recipiente e avvolto bene in un canovaccio, così la cottura è proseguita senza fuoco, con notevole risparmio di gas, e di tempo per chi deve andare al lavoro.

La sera, verificato che i fagioli fossero perfettamente cotti, li ho portati ad ebollizione nella loro acqua, ho aggiunto sale e ho buttato la pasta. 

Nel frattempo in un pentolino ho messo olio evo e ho preparato gli zafarani cruski, ossia ho reso croccanti degli squisiti peperoni dolci di Senise. Ho adagiato i peperoni su dei fogli di carta da fritto e nello stesso olio ho messo un cucchiaio di peperone dolce di Senise macinato, l’ho fatto soffriggere qualche secondo e l’ho versato nella pentola di pasta e fagioli ormai cotta. Ho fatto “riposare” la pasta come da tradizione, ho guarnito il piatto con i peperoni cruski e del peperoncino fresco piccante ed ho servito.

E poiché adoro il parmigiano vegano ne ho messo una generosa manciata sopra.

Buon Appetito! E buona domenica in semplicità 😃.

P.S. Quando la preparate preparatene in abbondanza che il giorno dopo ripassata in padella è ancora più buona 😉

Anelli di Marina

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Le premesse sono: Napoli è stupenda; io non amo la pasta ma spesso me la regalano e quindi mica la butto!

Detto questo, dopo una lunga giornata a piedi per Napoli in cui mi ero sfamata con una spremuta e con uno smoothie all’arancia, ananas e zenzero, arrivo a casa alle 22 un po’ affamata. Mi avevano regalato recentemente dei barattoli di pomodori datterini e della pasta di Gragnano che certo prima o poi, pur essendo la mia alimentazione crudista all’80%, dovrò mangiare.. e ieri sera ho pensato che fosse giunto il momento giusto. L’aria di mare napoletana portata dal vento tutto il giorno, entrata nei miei polmoni e in tutto il mio corpo era ancora lì che chiedeva di essere soddisfatta!

Ho inventato una cosa semplice, assemblando sapori rustici e marini.

Ingredienti:

Pasta di Gragnano (per me 80 gr sono più che sufficienti)

Pomodorini datterini in scatola

Olio evo

Aglio secco raw

Olive taggiasche

Alghe wakame

Anacardi raw non salati

Pepe dolce di Senise

Maggiorana

Peperoncino calabrese

Succo di limone

Sale dell’Himalaya solo per cuocere  la pasta

Mentre l’acqua arriva al bollore ho messo le alghe a mollo qualche minuto e ho iniziato a prepare il sughetto. In una padella ho messo un filo di olio evo e dell’aglio secco raw. Non ho aspettato che l’aglio friggesse e ho versato 1/3 del barattolo di pomodorini. Poco dopo anche le olive, una manciata generosa, qualche anacardo e le alghe. Ho fatto amalgamare gli ingredienti tra di sè qualche minuto e ho insaporito con il peperone rosso dolce in polvere e la maggiorana.

Quando la pasta era al dentissimo l’ho scolata tenendo da parte un po’ di acqua, e l’ho versata in padella. Ho aggiunto un po’ di acqua di cottura, quella necessaria perché non risultasse asciutta, e l’ho fatta andare a fuoco vivo pochissimi minuti. Ho impiattato, aggiunto del peperoncino calabrese sott’olio fatto da me, spremuto sopra un po’ di limone bio, una manciata di parmigiano raw e via! Un piatto al profumo di mare con i sapori della terra.

P.S. Io prima mi ero mangiata una bella insalata fresca condita con succo di limone per preparare il mio pancino e rendere il tutto ancora più digeribile.

Dimenticavo, l’ho chiamata “anelli di marina” intesa come a’ marina e’ Napule, e la dedico a tutte le Marina che conosco o che semplicemente seguono il mio blog 😃🙏

24 Aprile, cena vegan a Rotonda: al posto degli anelli ho usato dei lucanelli, una specie di fusillo corto, di semola di grano duro integrale, ho aggiunto finocchietto selvatico al sugo e crudo sopra, dei tocchetti di pane fritto e l’ho chiamata “pasta al tonno felice” 😃 

 

Bucatini di canapa arancioviola

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Con il mio fantastico Erasmo, macchina per fare la pasta moooolto vintage, faccio dei bucatini di canapa fantastici! Questa volta ho voluto creare una armonia di colori sfruttando il verde naturale della farina di canapa, la zucca, e il cavolfiore viola. Arancio e viola sono due colori complementari: affiancandoli otterrò il massimo contrasto e la massima vibrazione cromatica 😃

Ingredienti per la pasta:

Erasmo (fondamentale!)
150 gr farina canapa
350 gr semola di grano duro Senatore Cappelli
Un pizzico di sale dell’Himalaya
Acqua q.b.

Ingredienti per il sugo:

Pomodori secchi bio
Zucca
Nepitella
Pinoli
un pizzico di sale dell’Himalaya
Olio EVO
Curcuma
Peperoncino di Diamante
Parmigiano fruttariano

Preparare l’impasto da trafilare con Erasmo, io ho scelto il formato bucatini.
Cuocere il cavolfiore viola al vapore, il quale diventerà di un viola più scuro.
Cuocere la zucca sbucciata e a pezzi in forno, con un po’ di acqua , finché non è morbida.
Mettere in ammollo i pomodori secchi.
Frullare la zucca con i pomodori secchi strizzati, aggiungere un pizzico di nepitella, e se necessario anche un pizzico di sale.

Tostare leggermente i pinoli in una padella e farli saltare con il cavolfiore.

Scolare la pasta al dente e condirla con la purea di zucca. Adagiarvi sopra un cucchiaio di cavolfiore e una spolverata di curcuma, oppure del parmigiano fruttariano
Aggiungere qualche rotellina di peperoncino fresco se lo gradite.

Il piatto è un trionfo di colori autunnali, scalda lo stomaco e anche il cuore ❤️ buon appetito!

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Fasul’ e pistidd’

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Fasul’ e pistidd’, ossia fagioli e castagne, è un piatto della tradizione lagonegrese; era il piatto caldo da consumare riuniti tutti insieme dinanzi allo scoppiettio del fuoco dopo una giornata di duro lavoro nei campi.

Dal disciplinare di Alsia Basilicata conferito all’associazione Culturale A Castagna Ra Critica di Lagonegro (PZ):

I fagioli venivano coltivati nell’orto, le castagne, raccolte in autunno, venivano essiccate o conservate fresche nelle ciarle di terracotta. Li si metteva a cuocere di buon ora nella pignatta in un angolo del camino, a “lu cuosto ru l’ fuoco”.
È’ un piatto unico con il giusto equilibrio di carboidrati e proteine.
Il gusto del piatto è ricco, corposo, e si abbina piacevolmente a un buon bicchiere di vino rosso.

Ingredienti:

300 gr di fagioli secchi
300 gr di castagne secche
Qualche rametto di nepeta o poche foglie di alloro
Olio evo
Sale

I fagioli e le castagne ben spellate vanno messe in ammollo, la sera precedente, in acqua. Io li metto a mollo separatamente, e nei fagioli aggiungo sempre la mia brava alga kombu.
Per il piatto di oggi ho utilizzato i fagioli “munachedda” di Sarconi, caratterizzati dal bicolore bianco/ocra e castagne del posto sgusciate e congelate fresche da mia mamma.

Il mattino successivo, dopo averli sciacquati si mettono a cucinare a fuoco basso in un recipiente di terracotta, coperto, con sufficiente acqua, avendo cura di frapporre la retina spargifiamma e si lasciano andare.

Dopo circa 1 ora si aggiungono l’olio evo, la nepitella, il sale, e si continua la cottura per un’ora circa facendo addensare il liquido della zuppa.
Io invece ho spento il fornello, ho avvolto la pentola, ben chiusa, con un canovaccio e ho lasciato continuare la cottura “senza fuoco”.

Si serve con accompagnamento di fettine di pane tostato e, a piacere, peperoncino piccante (o peperoncino dolce di Senise) soffritto nell’olio di oliva, come si dice qui “spritt”.
È un piatto vegano per natura e vi scalderà il cuore ☺️

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Ravioli di ricotta di mandorle

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Un bel raviolo con la pettola (sfoglia intorno al ripieno) bella grande era quello che desideravo da tempo.
Avevo comprato la semola bio integrale di grano Senatore Cappelli ed ho voluto provarci, ovviamente con la mia ricotta di mandorle.

Ingredienti:

Per i ravioli:
200 gr semola integrale macinata a pietra Senatore Cappelli
Acqua q.b.
Un pizzico sale dell’Himalaya
Nepitella (o erba nepeta)
200 gr ricotta di mandorle

Per il condimento:
Panna di soia autoprodotta
Curcuma
Granella di noci

Mescolare la farina con l’acqua e lavorare il tutto con le mani fino ad ottenere un impasto morbido e liscio. Farne una palla, avvolgerla nella pellicola e lasciarla riposare almeno 10 minuti, meglio anche 1 ora.

Tirare la sfoglia aggiungendovi la nepitella, facendola entrare bene nella sfoglia, e con l’aiuto di un cucchiaio disporvi sopra 4 cumuli di ricotta, piegare la sfoglia a formare i ravioli avendo cura di lasciare una bella quantità di sfoglia intorno al ripieno, schiacciare bene i bordi con i rebbi di una forchetta e tagliarli.
Ripetere per gli altri 4 ravioli.

Preparare la panna di soia come descritto qui e colorarla con un po’ di curcuma.

Cuocere i ravioli in abbondante acqua salata, scolarli uno alla volta per non rovinarli e impiattarli. Conditeli con un cucchiaio di panna alla curcuma per ciascun raviolo, e una spolverata di granella di noci appena tostata.
Nella foto io ho aggiunto anche una crema di broccoli aromatizzata al limone, ma era troppo forte, copriva la delicatezza della ricotta.
Spolverate con della polvere di peperone dolce di Senise e gustateveli!

Oggi, 03/03/2015, ho provato a servirli con una riduzione al cocco, ottenuta addensando in un pentolino del latte di cocco con farina di riso e aromatizzando il tutto con la mia adorata curcuma!
Ottimo! Il dolce del cocco si sente appena e dona al piatto un tocco esotico.

Aggiornamento del 04/10/2015: ho fatto due tipi di sfoglia con semola rimacinata senatore Cappelli: una con nepitella e una con barbabietola essiccata. Quest’ultima ha conferito un colore rosa fantastico! Ho tagliato i ravioli sovrapponendo le due sfoglie, così era double-face ☺️. Ho condito con purè di zucca e zucca a dadini, cipolla di Tropea caramellata con acqua, aceto di mele e zucchero di canna, e ho aggiunto una nota di croccante con le sfoglie di mandorla tostata. Timo fresco a guarnire. Eccezionali!!!

   
   
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Linguine di barbabietola raw

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Per cambiare colore ai nostri spaghetti crudisti, anziché le zucchine possiamo utilizzare le bellissime bietoline rosse, ottime perché “fanno buon sangue” e poi contengono acido folico, flavonoidi, sali minerali, ferro, antiossidanti e tutte le vitamine del gruppo B.

Ingredienti: per due persone

2 barbabietole

Condimento:

Zenzero fresco grattugiato
Olio evo
1 cucchiaino di Aceto di umeboshi
succo di 1 limone
Timo
Semi di sesamo

Oppure:
Pesto vegetale
Pesto di semi oleosi

Per la preparazione, dopo averle lavate ben bene con la vostra spazzolina di cocco, potete seguire questa ricetta qui.

Io amo il sapore terroso delle barbabietole e preferisco, dopo averle tagliate a spaghetti, utilizzarle subito, senza cospargerle di sale, ma le spruzzo sempre con succo di limone, a prescindere dal condimento che userò, perché mi serve per assimilare il ferro che contegono!

A me piacciono dunque nature, e le condisco con una vinagrette preparata con olio e limone, sbattendo bene con la forchetta perché venga bella spumosa, ci aggiungo un cucchiaino di aceto di umeboshi, del timo, dello zenzero fresco grattugiato e verso sulle linguine disposte in una pirofila. Aggiungo una spolverata di semi di sesamo e via! Pronte per essere gustate in tutto il loro sapore.
N.B. L’aceto di umeboshi e il timo mitigano il sapore terroso che esse possiedono, casomai a qualcuno di voi non piacesse troppo..

Se amate un condimento più corposo, potete utilizzare lo stesso descritto nella ricetta per gli spaghetti di zucchine linkata sopra, aggiungendo dei pomodorini tagliati a cubetti e della cipolla di Tropea.
Oppure potete preparare un pesto di semi oleosi frullando:
1 manciata di semi di girasole
10 gherigli di noce
1 cucchiaio di olio di semi di girasole
1 macinata di pepe nero
1 pizzico di sale dell’Himalaya
Acqua q.b. ad ottenere una cremina densa

In questo modo avrete ottenuto un piatto veramente completo, con olii insaturi, vitamine, proteine e sali minerali.

A presto!

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