pane antico

Standard

Questo è un pane con autolisi. Mia mamma il pane lo faceva cosi, anche se non ne conosceva il motivo scientifico, e le sue dosi erano tutte a occhio. L’autolisi è un procedimento che si fa mischiando la farina e l’acqua, per circa 30′, in modo grossolano, prima dell’impasto vero e proprio e conferisce al pane che andremmo a fare una mollica morbida e ben alveolata ed una crosta croccante.

La farina integrale assorbe più acqua rispetto ad una farina bianca normale, per cui ho dato al mio pane un’idratazione del 70%. Si presenterà quindi un impasto morbido, ma con le giuste pieghe vedrete non sarà così difficile gestirlo.

Mettiamoci a lavoro con:

700 gr di farina integrale di tipo 2 (oppure 600 tipo 0 Conte Marzotto e 100 senatore cappelli integrale)

490 gr di acqua

120 gr di lievito madre liquido rinfrescato

1 cucchiaino di malto

12 gr di sale

Prepariamo il nostro pane integrale con autolisi: mettiamo nella ciotola della planetaria, tutta la farina e l’acqua, mescoliamo con una forchetta in modo grossolano, copriamo e lasciamo riposare per 30′.

Passato questo tempo, lavoriamo con il gancio, aggiungiamo il lievito madre ed il malto ed impastiamo per circa 5′. Aggiungiamo il sale e continuiamo per altri 5′.

Si può fare anche senza planetaria, bisogna solo far incordare bene l’impasto, che poi impastare con le mani è così piacevole e anti stress!

Ribaltiamo la massa sull’asse infarinata e con il tarocco raccogliamo l’impasto portandolo al centro. lasciamo riposare per 10′ e ripetiamo l’operazione per altre due volte. Mettiamo a lievitare in una ciotola coperta per 6 ore circa.

Quando sarà raddoppiato, rimettiamolo sull’asse infarinata, sgonfiamolo un po’, rifacciamo un giro di pieghe per rinforzare la massa e lasciamo riposare per 20′ circa. Passiamo alla formatura della nostra pagnotta, sul web trovate tanti videotutorial che non possono essere spiegati a parole, oppure seguite semplicemente il vostro istinto, e ricorrete ai ricordi che avete della nonna indaffarata con le mani nella màdia…

Prepariamo un cestino, all’interno mettiamo un canovaccio pulito cosparso di abbondante semola e trasferiamoci il pane con la chiusura rivolta verso l’alto. Facciamo lievitare ancora per circa 2-3 ore.

Accendiamo il forno a 240°C, inseriamo una teglia da forno con un ciotolino in alluminio di acqua, aspettiamo che sia a temperatura e l’acqua sia evaporata, estraiamo la teglia con attenzione e ribaltiamoci il nostro pane integrale con autolisi, con un movimento deciso. Massaggiamo bene la superficie, pratichiamo dei tagli decisi con una lametta ed inforniamo. Dopo 10′, abbassiamo la temperatura del forno a 200°C per altri 45′. Gli ultimi 5′ con fessura.

Lasciamo raffreddare su una griglia, possibilmente inclinato.

Qualcuno meno esperto in panificazione si sarà chiesto cosa è il licoli (lievito madre liquido); vi riporto qui un trafiletto preso da un mio corso di panificazione che lo spiega in modo semplice:

“Che cosa significa licoli?

Il lievito in coltura liquida è il lievito madre ad alta idratazione. Solitamente la pasta madre classica ha un’idratazione del 50%, su 100 gr di farina che si usa per rinfrescare si aggiungono 50 gr di acqua. Il lievito liquido, invece, ha un’idratazione che arriva fino al 130% con rinfresco a base di farina Manitoba (in genere si usa questa perché più forte e sopporta meglio le lunghe lievitazioni,  e scegliamo una bio). 

Quello che accade in una coltura liquida, ma anche in quella solida, è tutta questione di lieviti presenti nell’impasto, i quali innescano il processo. I microrganismi che vivono nella pasta madre, sia liquida che solida, hanno due diversi metabolismi. In presenza di ossigeno (ambiente aerobico), le cellule si moltiplicano. In assenza di ossigeno (ambiente anaerobico) fermentano, scindendo gli zuccheri in anidride carbonica e alcool (se funghi) e anidride carbonica e acido lattico o acetico (se batteri lattici). Nel caso della pasta madre solida, nella prima fase i microrganismi si moltiplicano, fino a consumare tutto l’ossigeno, ed è a questo punto che inizia la fermentazione. Nel caso del licoli la presenza dell’ossigeno è molto più elevata e si avrà pertanto una maggiore moltiplicazione di batteri e funghi, mentre la fase di fermentazione avverrà più lentamente e in maniera più prolungata. Il licoli è pertanto molto attivo, anche se appena tirato fuori dal frigorifero.

E’ un lievito che si presenta cremoso come uno yogurt e schiumoso in superficie, inoltre è un lievito che non ha bisogno di continui rinfreschi, 1 volta al mese è sufficiente.

Il rinfresco è facile e veloce, basterà servirsi di una frusta, meglio se elettrica, e di un vaso di vetro piuttosto stretto.

La lievitazione è facilitata per l’elevata presenza di ossigeno nel nostro lievito. I lievitati sono soffici e leggeri.

Anche i tempi del rinfresco si riducono notevolmente, saranno sufficienti solo 5 minuti, più il tempo di lievitazione successivo. Il mio licoli è rinfrescato con farina manitoba bio del Molino Cicogni, al 100% di idratazione.”

Buon pane antico a tutti!

Panna cotta al the matcha

Standard

La panna cotta non è tra i miei dolci preferiti, l’ho sempre sentita grassa al palato, ma questa è freschissima è molto light perché al posto dello zucchero ho usato lo xilitolo naturale che ha il 40% di calorie in meno dello zucchero ed un indice glicemico prossimo allo 0. Non ho usato nessuna panna, solo latte vegetale. Provatela e poi mi direte!

Quantità x 4 pirottini di alluminio, 4 persone 😃

400 ml di latte di mandorla di buona qualità, non zuccherato

2 cucchiaini di zucchero di betulla (xilitolo)

2 cucchiaini di the matcha

1 goccia di essenza di vaniglia x uso alimentare

1 cucchiaino di agar agar + 60 ml di acqua

Lamponi, ribes e mirtilli per guarnire.

Mettete il latte vegetale in un pentolino e aggiungete il the matcha e lo zucchero di betulla. Nel frattempo sciogliere 1 cucchiaino di agar in 60 ml di acqua e aggiungere al latte. Aggiungete la goccia di essenza di vaniglia. Portate ad ebollizione e fate sobbollire per 5 min a fuoco lento.

Versare nei pirottini, far raffreddare a t.a. e mettere poi 2 ore in frigor. Il sapore del matcha si sposa bene con frutta aspra che non lo copra, ed è un dolce molto leggero.

Potete guarnire con frutti di bosco freschi interi o frullati con mezzo cucchiaino di polvere di foglie di stevia.

Io ho fatto una foto veloce, ma la prossima volta la presenterò con una coulis di lamponi.

Se volete una panna cotta più consistente, più grassa, potere usare il latte di cocco in lattina anziché il latte vegetale, che contiene più grassi.

Crêpes per forza

Standard

Crêpes salate a base di farina di legumi, io oggi le ho fatte di piselli ma potete farle di farina di ceci, di lenticchie… La farina di piselli è molto proteica, 25 gr di proteine per 100 gr, 60 gr di carboidrati e 26 gr di fibre, adatta agli sportivi. Quella di lupino ha ben 39 gr di proteine e 20 gr di carboidrati, ma il suo sapore leggermente amaro potrebbe non piacervi, tutto sta nel provare!

Le ho farcite con funghi misti saltati in padella e un goccio di panna vegetale che potete tranquillamente omettere per farle più light, non solo, potete farcirle di spinaci, di formaggio veg, spalmarle di paté di funghi, di carciofi…! Sono un’ottima base per farle come più vi aggrada. Sono molto gustose e piacciono anche ai bimbi. Sono gluten free e ideali per restare in forma.

P.S. Non dovrei dirlo, ma essendo la base neutra, potete utilizzarla anche per crêpes dolci…😋

Andiamo con:

100 gr di farina di piselli (o altro legume)

Acqua q.b.

Pizzico di sale

Pizzico di pepe

Mezzo cucchiaino di curcuma

170 gr di funghi misti surgelati

1 cucchiaino d’olio

1 spicchio di aglio schiacciato

Preparate l’impasto qualche ora prima così la farina di legumi rigonfierà meglio e verrano più buone. La quantità di acqua è quella necessaria ad avere la consistenza di una crêpes, più consistente di un uovo sbattuto, per intendersi. L’acqua la aggiungete gradatamente usando una frusta e aggiungendo un pizzico di sale.

Lasciate riposare e preparate il ripieno.

Fate cuocere i funghi in una base di acqua+olio con lo spicchiò di aglio, che rimuoverete a fine cottura,e un pizzico di sale. Aggiungete la panna vegetale se vi piace e spegnete il fuoco.

Fate scaldare un padellino antiaderente, versate un mestolo di impasto, fate cuocere da un lato coprendo con un coperchio (così si gonfia) e giratelo. Vi verranno circa 4 omelettes in un padellino di 18 cm.

Farcite l’omelette e servite. Io ho decorato con germogli di alfa-alfa e pomodorini freschi.

Bon appétit!

Il banana bread light che volevi…

Standard

E ci voleva un fermo obbligato per ritrovare il tempo di curare il mio blog! Chi legge solo adesso deve sapere che questo blog nasce nella primavera 2014, poco dopo la mia laurea dei 43 anni. Il periodo di studio, come spesso accade, era stato un correre continuo tra Lagonegro e Napoli, dalla segreteria universitaria agli studi tecnici degli amici per usare autocad, dalle nottate passate in casa di altri amici che curavano l’edit della mia tesi perché sembrasse un’enciclopedia, all’esaurimento psicologico causato da qualche sfuggente relatore… insomma il tutto era logorante, i vestiti sempre più larghi, e grazie alla mia cara amica Valentina, che oltre a realizzare e stampare le mie tavole spesso mi invitava anche a cena, iniziai a riorganizzare la mia dieta. Al tempo non ero ancora vegana, ma non mangiavo carne da 17 anni e il ritmo serrato mi portava a mangiare male e di corsa, così iniziai a far scandire le mie giornate di studi da super estratti di frutta e verdura; non mancava mai una mega insalatona prima di pranzo e prima di cena e tolsi via tutti i formaggi. Mangiavo ancora il povero pesce, ma di lì a poco avrei tolto anche lui dalla mia tavola. Insomma, grazie al fatto di nutrirmi bene arrivai al giorno della discussione della tesi che pesavo 53 chili, ma con la mente super lucida e affatto stanca! Da lì in poi, a trasformare la mia dieta in una salutista completamente vegetale, il passo fu molto breve, e per mesi mi dedicai a sperimentare ricette crudiste. Spinta da altri amici aprii il mio blog, il resto è storia, qui dentro.

Ieri avevo voglia di banana bread ed essendo costretta a casa in smart working da un mese e mezzo, lontana dalla mia collega Stefania che prepara dei muffin banana bread vegani favolosi, ho cercato e mescolato qualche ricetta del web, tirandone fuori una mia. Eccola a voi:

250 gr di farina (io ho usato quella integrale)

120 gr di zucchero mascobado

30 gr di cacao amaro in polvere

2- 3 banane molto mature (se grandi ne bastano 2)

1 pizzico di sale

1 pizzico di vaniglia

Mezza bustina di cremor tartaro

la punta di un cucchiaino di bicarbonato di sodio

30 ml di olio di semi di girasole

100 ml di latte vegetale

1 goccio di Rhum (circa 1 cucchiaio)

1 pugno di noci e gocce di cioccolato fondente per decorare

Mescolate gli ingredienti secchi, escluso il cacao, e tenete da parte.

Accendete il forno a 170 gradi e lasciate che vada a temperatura. In una ciotola frullate le banane schiacciate, con il latte e l’olio e aggiungete il mix liquido alle polveri mescolando con un cucchiaio. A questo punto aggiungete il rhum, ma potete anche ometterlo, serve solo a dare profumo e a facilitare la lievitazione. Dividete l’impasto in due parti uguali, in una incorporate delicatamente il cacao. Per favorire l’operazione potete scioglierlo prima con un po’ di acqua tiepida, giusto da renderlo cremoso poiché in forma di polvere può essere difficile da amalgamare.

Foderate uno stampo da plume cake con della carta forno e versate i due impasti alternandoli. Poi con uno stecchino da spiedini, facendo attenzione a non rompere sotto la carta forno, tracciate dei segni in profondità per tutta la lunghezza dello stampo, in modo da ottenere un effetto marmorizzato.

Cospargete la superficie con noci e gocce di cioccolata fondente (facoltativi) e infornate. Cuocete per 40-50 minuti facendo la prova stecchino, se uscirà asciutto potete sfornare!

Lasciate raffreddare bene bene prima di tagliarlo, meglio se una notte intera.

Voilà un banana bread quasi senza grassi , ma energetico e digeribile.

P.S. se volete potete farlo semplice, tutto bianco, senza aggiungere cacao, e se devono mangiarlo i bimbi meglio aggiungere 1 cucchiaio di aceto di mele al posto del Rhum, serve comunque per attivare il bicarbonato e non rilascia gusto acetico.

Ottima giornata🌸

Banana bread versione bianca senza rhum

Aperto, voilà! Soffice e profumato di banana!

Torta fiesta più 

Standard

Benvenuto ottobre con la tua seconda primavera e bentrovati a voi che è un po’ che non pubblicavo ricette! Ma come sapete sono stata impegnata a fare la cuoca veg presso un ristorante “per tutti” e pian piano mi rimetterò in pari con le ricette qui sul blog.

A breve terrò un corso di cucina senza glutine, io che con il glutine ho in effetti poca affinità avendo uno dei due alleli del DNA responsabili dell’intolleranza al glutine. Avendone solo uno non sono celiaca ma mi hanno sempre detto di non abusare di glutine e di fare periodi senza per non stressare i miei simpatici villi 😃.

La ricetta di oggi è in effetti una torta senza glutine, farcita con due strati, che ricorda la fiesta ma non è alcolica ed è molto più leggera e buona perché senza colesterolo, senza derivati del latte e fa molto comfort food ❤️

Ingredienti:

200 gr di farina finissima  di riso

130 gr di zucchero integrale di canna mascobado

60gr di cacao amaro

1 cucchiaino di cremor tartaro (lievito per dolci)

1 pizzico di bicarbonato

450 ml di latte vegetale

40 ml di olio di girasole deodorato

1 pizzico di sale

Gocce di cioccolato fondente del tipo senza glutine
Per la farcitura:

200 gr di tofu

Qualche goccia di essenza di arancio dolce

Sciroppo di agave

1 barattolo di dulce de leche autoprodotto

Miscelate le polveri tra di sè setacciando il cacao se necessario e poi aggiungete il latte vegetale emulsionato bene con l’olio (io uso il latte di mandorla autoprodotto ma va bene qualsiasi latte vegetale), sbattete in modo da ottenere un impasto bello liscio e gonfio.
Foderate una tortiera antiaderente con della carta forno e versatevi dentro l’impasto. Cospargete la superficie con le gocce di cioccolato.

Infornate a 160° per 45′. Controllate la cottura con lo stecchino, l’interno deve essere morbido e non troppo asciutto.

Sfornate e lasciate raffreddare almeno 12 ore, meglio di più che di meno.

Il giorno dopo con molta delicatezza tagliate la torta a metà in orizzontale per farcirla all’interno.

Frullate il tofu con qualche goccia di latte vegetale e dello sciroppo di agave, quantità circa 50 ml, che sia dolce come piace a voi insomma, e aggiungete 5/6 gocce di essenza di arancio dolce oppure la buccia grattugiata di un’arancia bio, in questo caso vi verrà una crema di colore aranciato, l’importante è che sia una crema morbida, senza grumi.

Versate la crema sulla metà della torta, in abbondanza, e versatevi sopra del dulce de leche (trovate la ricetta qui) che se dovesse essere tropp denso lo potete scaldare un po’ a bagnomaria e poi versarlo. Coprite con l’altra metà e se siete proprio dei golosoni potete ricoprire il tutto con della ganache al cioccolato (ricetta sempre qui) altrimenti vi assicuro che è già goduriosa così.

L’impasto senza glutine, ottenuto solo con farina di riso e non con mix di farine piene di additivi, avrà prodotto una torta molto soffice che non vi farà rimpiangere le altre torte al cioccolato! Io l’ho servita con dei grani di sali che avevo portato dall’ Islanda e che contrastano con il dolce del caramello. Buona fiesta!

Gallette energia verde

Standard

Da un po’ di tempo sto collaborando con un nutrizionista al fine di stilare diete alimentari vegan ipocaloriche in cui si possano inserire le ricette del mio blog, e per creare altre ricette perfettamente pesate nei loro ingredienti e adatte a tutti, soprattutto a sportivi e celiaci. I biscotti verdi già lì avevo creati aggiungendo spirulina al mio biscotto della salute e chiamandoli “biscotti di Hulk”, questi sono una versione completamente senza zucchero aggiunto, senza glutine, molto ricca di fibre e adatta agli sportivi che fanno il calcolo dei macros. L’avena, sia in farina anche in fiocchi, esiste certificata per celiaci.

Stamani mentre li preparavo mi son ricordata di due stupendi timbrini giapponesi che non avevo mai usato. Le scritte che riportano sono “HAPPY” e “THANKS” e così diventano dei biscotti motivazionali che attraggono nell’universo tutto ciò di cui abbiamo bisogno! “Sono felice, grazie!”

Ingredienti:

150 gr farina di grano saraceno 

50 gr di farina di mais fioretto 

50 gr farina di soia

50 gr farina di avena integrale

1 cucchiaino di lievito per dolci vegan (cremor tartaro)

1 pizzico di sale integrale

20 gr di fiocchi di grano saraceno

100 gr di fiocchi di avena mignon

30 gr di uvetta bio

10 gr semi di lino dorati macinati al momento 

20 gr di semi di canapa decorticata 

10 gr di spirulina 

15 gr di maca 

30 gr di semi di chia

10 gr di cacao nibs

Mezzo cucchiaino di vaniglia naturale 

50 gr di datteri pesati con il nocciolo e poi denocciolati e tagliati a pezzetti

60 gr olio di girasole bio deodorato 

50 gr succo di mela bio 

200 gr di latte di mandorla non zuccherato
Procedimento: 

Accendete il forno a 150 gradi. 

Mescolare tutto insieme con le mani, impastando ad amalgamare il tutto; una volta ottenuta una palla morbida e non appiccicosa potete stenderla con il matterello su un asse di legno frapponendo della carta forno in modo da ottenere uno spessore di 3-5 mm e che ogni biscotto ritagliato sia circa 10 gr. Prima di infornare ho adagiato i biscotti nella teglia, sempre frapponendo carta forno e ho stampato su tutti le parole happy e thanks pensando che là mio amico Goffredo piaceranno tantissimo per questo motivo! 🙂

Fate cuocere finché non diventano leggermente dorati (color terra di Siena naturale per chi ha dimestichezza con i colori) girandoli appena vedrete la superficie tingersi di questo colore. Attenzione che non devono biscottare troppo, il colore verde conferito dalla spirulina deve restare, altrimenti anche i nutrienti saranno meno biodisponibili per l’eccessiva cottura.

N.B. È volutamente un biscotto poco dolce, la dolcezza gli viene dalla frutta secca e dal succo di mela, ma per il loro apporto calorico saranno adatti ad essere spalmati di marmellata senza zucchero in modo che la vostra colazione/spuntino possa essere varia e bilanciata. Vi ricordo che la spirulina è un superfood e contiene proteine, calcio, ferro, magnesio; la maca, detto anche ginseng delle Ande è un adattogeno e contiene in particolare proteine e magnesio, i semi di canapa pure sono ricchi di proteine, la chia oltre le proteine contiene calcio, fosforo e magnesio…

Sotto troverete la tabella nutrizionale con macros e calorie:

VALORI NUTRIZIONALI X 10 gr (1 galletta)

Calorie (kcal) 30,97

Grassi (gr) 1,24

Carboidrati (gr)  3,97

Proteine (gr) 0.81

Fibre (gr) 0.65
VALORI NUTRIZIONALI X 100 gr (9-10 gallette)

Calorie (kcal) 309

Grassi (gr) 12,4

Carboidrati (gr) 39,7

Proteine (gr) 8,1

Fibre (gr) 6,5

Frullato energetico (pre workout)

Standard

Me lo avete chiesto in molti, a tutti ho sempre risposto “è semplice, una banana, spirulina, proteine della zucca, maca e latte vegetale, magari un dattero, uno solo”, ma volete le dosi, e allora eccole! In particolare per voi Mariarosaria e Cristina 💚

1 banana piccola (circa 140-150 gr) ben matura 

1 cucchiaino (5 gr) di proteine della zucca

1/2 cucchiaino o meno (1,5 gr) di spirulina in polvere

1 cucchiaino (5gr) di maca (la maca per chi inizia a prenderla adesso deve iniziare con una punta di cucchiaino e poi aumentare gradualmente perché può dare tachicardia)

1 dattero al naturale (circa 14 gr)  (io uso i sukkari soft della DateCoop che hanno il nocciolo e sono al naturale)

1 manciata di foglie di spinacino (facoltativa, per arricchirlo di clorofilla)

Latte vegetale 200 ml

Mettete tutto nel frullatore e frullate pochi secondi. Versatelo nel vostro bicchiere preferito e bevetelo lentamente con una cannuccia masticandolo in bocca per renderlo piu digeribile e prontamente assimilabile dall’organismo.

Per chi non ha seguito la mia lezione dimostrativa sulla colazione e non sa le proprietà di maca, proteine della zucca e spirulina, tranquilli, le trovate tutte sul web 😉

Buona domenica e…buon allenamento agli sportivi!

P.S. Questo frullato è un pasto bilanciato di carboidrati, proteine, ferro, B12, sali minerali, vitamine e enzimi che dà la carica necessaria alla giornata e per l’allenamento senza appesantire.

Luv u, a tutti! 💚

Crostata croccante

Standard

Chi mi conosce sa che non amando lo zucchero non amo neanche le marmellate, ma faccio sempre un’eccezione quando mi vengono donate con amore. Facendo la pastiera in questi giorni ho verificato la bontà della frolla al momento che con gli avanzi ho ritagliato biscottini! Inoltre la mia compagna di scuola delle elementari Francesca mi aveva regalato due marmellate che avevano un bellissimo aspetto e non vedevo l’ora di utilizzarle. È così non potevo non inserire anche io una crostata nel blog, totalmente vegetale e cruelty free. Questa è con una stupenda marmellata di zucca di cui certamente chiederò la ricetta 😉

La ricetta? Quella della Pastiera che potete usare anche per i biscotti. Friabile, croccante e deliziosa!

Tutto qui! 

Fatemi sapere se vi è piaciuta!

Torta all’aqua faba

Standard

Torta soffice all’acqua da gustare a colazione, con il the del pomeriggio, con gli amici e nessuno penserà mai sia fatta con l’acqua dei ceci, la favolosa Aqua faba.

Ingredienti:

250 gr di farina 0

30 gr amido di mais

Acqua dei ceci di una confezione in lattina (sono circa 160 ml)

50 ml olio di semi di girasole deodorato

100 ml acqua tiepida

150 gr di zucchero di canna chiaro macinato a velo

La buccia e il succo di un limone bio

1 bustina di cremor tartaro (lievito per dolci)

Montare a neve l’acqua dei ceci con le fruste elettriche, aggiungendo lo zucchero a velo a metà del lavoro.

Setacciare la farina insieme con il lievito per dolci e l’amido di mais.

Emulsionare l’olio con l’acqua tiepida sbattendolo in un barattolo utilizzandolo come uno shaker.

Unite l’emulsione olio/acqua alla farina, aggiungete la buccia grattugiata di un limone bio e lentamente e delicatamente inglobate l’aqua faba.

Scaldate il forno a 150-160 gradi.

Foderate di carta forno uno stampo da plume cake e versatevi il composto.

Far cuocere 40-50 minuti finché non è leggermente dorato.

Risultato soffice come una qualsiasi torta contente uova e latte. Servite con marmellata di agrumi o di frutti di bosco.

Io avevo unito 3 cucchiai di the matcha solubile portatomi dal Giappone e da crudo aveva un bel colore verde brillante  che in cottura si è trasformato in marrone… Misteri…

P.S. Se invece che all’aqua faba volete farlo all’acqua, la quantità totale di acqua diventa 250 ml

P.P.S. Se lo volete meno dolce, meno calorico, e con un Indice Glicemico più basso, sostituite i 150 gr di zucchero di canna con 50 ml di sciroppo di agave. A me ne hanno regalato uno al lime che è perfetto per questo dolce! 😉

Torta della Befana (zucca e cioccolato)

Standard

Sta arrivando il gelo…lo annuso nel vento come gli animali selvatici, d’altronde questa notte arriverà la Befana, ed io vorrei scaldarla un po’, con un dolce alle spezie, che sia peccaminoso ma neanche troppo perché ormai anche lei c’ha na certa, usando come ingredienti una bellissima zucca Hokkaido arancione, tanto la Befana è multietnica, e poi la cannella, e l’arancia, e lo zafferano…

La ricetta di partenza è sempre la stessa che ho usato per Life On Mars solo che stavolta non mettiamo il dulce de leche ma la zucca! Anche gli ingredienti e il procedimento per la ganache al cioccolato e la crema di tofu la trovate lì 😉

Ingredienti per la crema di zucca:

1/2 zucca Hokkaido (di circa 20 cm di diametro)

2 cucchiai di zucchero di canna chiaro macinato a velo

Un pizzico di cannella

Un pizzico di sale

2 cucchiai di farina di riso
La buccia grattugiata di mezza arancia bio

Zafferano e scaglie di mandorle per decorazione 

Tagliare a pezzi una zucca bio tipo Hokkaido con la buccia (è la parte più saporita), far cuocere per 10 min in pentola a pressione, giusto il tempo che diventa tenera e frullare. Aggiungere lo zucchero, la buccia di arancia grattugiata a fresco, la cannella, il sale e metterla sul fuoco con 2 cucchiai di farina di riso. Far bollire un po’ in modo che la farina di riso si amalgami alla zucca e le dia un po’ di consistenza e poi lasciatela raffreddare.

Intanto avrete fatto la frolla e foderato l’apposita tortiera, tipo quelle che si usano per la pastiera napoletana, ma va bene una qualsiasi. Versatevi dentro la crema di zucca e sopra la crema di tofu (preparata secondo la ricetta sopracitata). Mettete in forno a 180 gradi finché la frolla non diventa color terra di Siena naturale. Fate raffreddare e versatevi sopra la ganache al cioccolato. Per poterla tagliare bene e gustare al meglio attendete almeno 12 ore

Servite con scaglie di mandorle e pistilli di zafferano.

Ah! Non mangiatela tutta, lasciatene una fetta alla signora Befana! Certamente vi ricompenserà 🌸

Torta di semolino

Standard

Un dolce semplice, tipico di Firenze, fatto di pasta frolla, semolino e cioccolato fondente. Renderlo vegan è stato semplicissimo dopo aver creato la “life on Mars” 😃 ed ecco qui la ricetta, in parte identica a questa torta deliziosa:

Ingredienti:

Per la frolla vedi quella di Life On Mars

Per il ripieno:

500 ml latte di soia aromatizzato alla vaniglia (ottimo quello coop!)

125 gr semolino

60 gr zucchero di canna chiaro

La buccia grattugiata di un limone bio

1 pizzico di sale

Far bollire il latte e versarvi a pioggia il semolino facendo cuocere, sempre rimestando, per un 10 min.

Stendere la frolla in una teglia foderata di carta da forno bagnata e strizzata e versarvi sopra il semolino ancora tiepido, ossia, non ancora completamente addensato. Versarne in quantità pari a metà dell’altezza della teglia. Cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi finché la frolla non diventa dorata. Far raffreddare fuori dal forno.

Intanto preparare la ganache come indicato in Life On Mars, lasciarla intiepidire un po’ e versarla sulla base cotta e raffreddata. 

Un consiglio: prepararla il giorno prima di mangiarla in modo che si assesta e resta compatta quando si affetta.